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Aillaud, Gilles

a cura di Redazione, il 06/02/2007

Gilles Aillaud è stato pittore e scenografo. Il suo nome viene notoriamente associato a quelli di Klaus Michael Grueber in Germania e di Jean Jourdheuil in Francia. Durante gli anni del liceo e fino al 1945, dipingerà un quadro il giorno. Tra il 1946 e il 1947 si dedica allo studio della filosofia, ma nel 1949 torna a dipingere. Negli anni 50, dipinge uccelli e paesaggi marini, unendo alla pittura la tecnica del collage e nel 1952 espone per la prima volta. Nel corso degli anni 70, inizia a raffigurare animali chiusi in gabbia o da recinti, dietro reti, sbarre o vetrate. Dal 1978, ricomincia a dipingere paesaggi marini. Partecipa al Salon de la Jeune Peinture, di cui sarà presidente a partire dal 1965, realizzando opere collettive assieme a Eduardo Arroyo e ad Antonio Recalcati, tra cui si ricordano “Une passion dans le désert” (Una passione nel deserto), “Vire et laisser mou rir ou la fin tragique de Marcel Duchamp” (Vivi e lascia morire o la tragica fine di Marcel Duchamp). Dopo la mostra Mitologie Quotidiane al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, il suo lavoro viene associato al movimento della Nouvelle Figuration.
Artista indipendente prima d’ogni altra cosa, le cui tele militavano contro la prigionia e l’assurdo, Gilles Aillaud divenne, dopo numerosi e lunghi viaggi, paesaggista votato agli spazi aperti verso l’infinito. La sua tavolozza, volutamente fredda, e il lavoro costante e sostenuto sulla prospettiva e l’inquadratura, tengono lo spettatore emotivamente a distanza dal soggetto, pur integrandolo fisicamente nello spazio che circonda l’oggetto.
Nato nel 1928, muore a Parigi il 24 marzo del 2005.
 
 
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