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Andy Warhol, Fiori

WARHOL

Elena Salamon presenta a Torino un omaggio all’artista icona della Pop Art

a cura di David Bernacchioni, il 06/05/2011

Dalle lattine di Campbell’s Soup, parte del vissuto quotidiano di ogni americano, al viso patinato di Marilyn Monroe, incarnazione del sogno e dell’ideale femminile del grande pubblico, dai miti come Superman e Mickey Mouse ai meravigliosi Flowers, icone della pop art americana. Sono una quarantina le opere grafiche di Andy Warhol, realizzate tra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta, che Elena Salamon presenta dal 12 maggio al 25 giugno a Torino, come omaggio al grande vate della società dei consumi americana degli anni sessanta.

Una peculiare intuizione simbolica

Andy Warhol, Mao

Figura ormai iconica della storia dell’arte contemporanea Warhol ha segnato la storia della cultura degli ultimi 50 anni, diventando il rappresentante più tipico della cultura pop americana.
Già agli inizi degli anni cinquanta riscuote i primi successi come illustratore e grafico pubblicitario, ma è dal 1961, dopo aver lavorato per alcuni anni nel settore commerciale per riviste quali Vogue, Glamour e Harper’s Bazaar, che Warhol decide di consacrarsi pienamente all’arte. Da subito rivela i suoi concetti con grande temerarietà, realizzando opere ispirate alle inserzioni pubblicitarie e a temi di vita quotidiana, inizialmente seguendo i dettami dell’espressionismo astratto americano, per evolversi in breve tempo in quella peculiare intuizione simbolica che lo caratterizza.

Il superamento del linguaggio pittorico individuale

Fin dall’inizio sperimenta nuovi procedimenti di riproduzione, avendo già maturato, come grafico, esperienze nelle tecniche seriali. Nel corso di pochi anni dunque, Warhol rimpiazza il linguaggio pittorico individuale con immagini note, mediatizzate e già appartenenti all’immaginario collettivo. È attraverso i principi della ripetizione e della tecnica serigrafica che trasforma anche il processo di produzione di un opera, mettendo a punto un linguaggio nuovo e rivoluzionario che imporrà una svolta decisiva alla storia dell’arte contemporanea.
Con Andy Warhol avviene, per la prima volta nella storia dell’arte, una cesura con la tradizione della creatività.

Andy Warhol, Superman

L’artista che voleva essere il meno creativo possibile

Se dal Rinascimento la questione centrale ruotava intorno al tema dell’originalità dell’artista, che deve essere creativo, avere un’idea nuova, e saper attingere alla propria immaginazione e fantasia e anche l’espressionismo astratto puntava interamente sull’interiorità dell’artista, Warhol rivoluziona il punto di vista. Più volte afferma di voler essere il meno creativo possibile, di non riflettere su nulla, di non voler essere originale. E lo fa lavorando con soggetti banali, usando stampi e procedimenti serigrafici facilmente riproducibili, spingendo al limite la negazione dell’intenzionalità e della creatività artistica, ribaltando e reinterpretando anche i concetti di originale e di copia, così importanti e vincolanti per qualsiasi movimento artistico.
Ed ecco che Andy Warhol si dimostra straordinariamente originale in questo tentativo di non essere originale, ma in effetti si può affermare che con lui avviene una rivoluzione nella storia dell’arte, che da quel momento influenzerà le generazioni future.

“Un artista è qualcuno che produce cose di cui la gente non ha bisogno ma lui, per qualche ragione, pensa sia una buona idea dargliele”. Andy Warhol

    Scheda Tecnica

  • Warhol
    dal 12 maggio al 25 giugno 2011
    Inaugurazione: mercoledì 11 maggio, ore 19
  • Elena Salamon
    Torino, via Torquato Tasso 11 (Piazzetta IV Marzo)
  • Orario di apertura:
    mar-mer-ven, ore 15-19; gio-sab, ore 10.30-19 con orario continuato; lun chiuso; in altri orari su appuntamento
  • Info:
    Elena Salamon
    elena@elenasalamon.com
    Tel. (+39) 011 7652619
  • Ufficio stampa:
    LAS CHICAS press office
    Tel. (+39) 0113189580
    Tel.+Fax (+39) 0113199871
    laschicas@adfarm.it

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