Mostre » Sergio Fasciani. FOTOGRAFFITI 1996-2008

Sergio Fasciani, Marco Tirelli

Sergio Fasciani. FOTOGRAFFITI 1996-2008

In mostra a Roma opere che applicano alla fotografia le teorie della luce, della relatività e della fisica quantistica

a cura di Redazione, il 26/04/2011

Inaugurata da pochi giorni negli spazi della Galleria Doozo di Roma, è visitabile fino al prossimo 5 giugno “Fotograffiti 1996-2008”, mostra fotografica di Sergio Fasciani che riporta in vita un periodo storico di effervescenza nel paesaggio artistico romano dei primi anni ʼ90. Il progetto di Fasciani nasce nel 1995 con lʼintenzione di applicare alla fotografia le teorie della luce, della relatività e della fisica quantistica, argomenti particolarmente cari al fotografo romano.
Gli artisti coinvolti in questo esperimento fotografico collettivo: Claudio Abate, Betta Benassi, Paolo Canevari, Bruno Ceccobelli, Marco Colazzo, Gianni Dessì, Stefano Di Stasio, Rossella Fumasoni, Paola Gandolfi, Nino Giammarco, Felice Levini, H.H. Lim, Giancarlo Limoni, Nunzio, Claudio Palmieri, Anna Paparatti, Claudia Peill, Piero Pizzicannella, Oliviero Rainaldi, Barbara Salvucci, Sergio Sarra, Marco Tirelli, Adrian Tranquilli, H. Robin Kennedy.

Sergio Fasciani, Paola Gandolfi

In “fotograffito” due termini intrisi di storia, arte, filosofia e scienza

Il titolo “Fotograffiti” è carico di significato. La parola fotograffito, coniata dallo stesso Fasciani, indica la tecnica con cui ha realizzato i suoi ritratti. A partire dallʼetimologia di fotografia nasce una parola composta foto-graffito che fa coincidere due termini intrisi di storia, di arte, di filosofia e di scienza: la luce e il graffito.
Il graffito, il gesto artistico primigenio, lʼatto primordiale che dimostra quellʼistinto creativo insito nellʼessere umano. La luce (e tutta la radiazione elettromagnetica), un evento che per Fasciani è da ricondurre essenzialmente alla scienza.

“Piccoli film che danno come risultato unʼimmagine fissa”

Ma i fotograffiti di Sergio Fasciani sono sostanzialmente delle vere e proprie fotografie, dei ritratti fotografici che per essere realizzati necessitano di una vera e propria regia e come racconta lo stesso Fasciani “Sono dei piccoli film che danno come risultato unʼimmagine fissa”. Unʼimmagine che può racchiudere anche tre ore di lavoro in cui lʼartista coinvolto è invitato a disegnare al buio, perdendo così ogni riferimento spaziale, munito solamente di una lampadina tascabile. Solo dopo, in un momento e in un luogo deciso prima dellʼazione con il fotografo, viene illuminato per diventare parte dellʼopera fotografica.

Ricordando un particolare esperimento di Picasso

Sergio Fasciani, Red Shift

A livello puramente estetico, i fotograffiti di Fasciani ricordano una serie di esperimenti che Picasso mise in pratica nel documentario di Paul Haesaerts Bezoek aan Picasso, il primo dedicato interamente a Pablo Picasso.
Iniziato nel 1949 e concluso un anno dopo, lʼesperimento consiste nel riprendere lʼartista mentre dipinge sul vetro davanti a lui, tecnica utilizzata in seguito in molti documentari sullʼarte. Lʼeffetto finale con Picasso dietro lo specchio circondato dal suo disegno, ricorda molto le opere di Fasciani realizzate con gli artisti romani. Come Picasso che propone i suoi animali-simbolo, anche loro scelgono di disegnare i loro soggetti preferiti, le icone che li rappresentano, e vengono anchʼessi ritratti con le loro opere. Tecniche e soggetti diversi, Picasso e il cinema di Haesaerts, gli artisti romani degli anni ʼ90 e la fotografia di Fasciani, ma la stessa voglia di sperimentare e il risultato estetico.

    Scheda Tecnica

  • Sergio Fasciani. FOTOGRAFFITI 1996-2008
    fino al 5 giugno 2011
  • Galleria Doozo
    Roma, via Palermo 51/53
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 11-22
  • Info:
    Galleria Doozo
    Tel. (+39) 064815655
    info@doozo.it

    Ufficio Stampa: Cristina Nisticò Press
    mob (+39) 3391527127
    cristinanist.press@gmail.com

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