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Antonella Mazzoni, “Bilancia bianca e avvocato”, 2010, acrilico su tela, marche da bollo, timbri, biro, cm 50x50

Antonella Mazzoni. L’ILLUSIONE DELL’INNOCENZA

La Galleria Centro Steccata di Parma ospita una personale dell’artista piacentina

a cura di Redazione, il 16/04/2011

Inaugura domenica 17 aprile a Parma, negli spazi espositivi della Galleria Centro Steccata, la personale di Antonella Mazzoni “L’illusione dell’innocenza”. Il titolo scelto dall’artista per questa mostra prende spunto dal fatto che nei plotoni di esecuzione una delle armi venisse caricata a salve; questo comportava che nessun soldato avesse la certezza che proprio il suo colpo sarebbe stato mortale, vi era un margine di dubbio che scaricava la coscienza e alleviava la colpa. L’arte è questo colpo a salve perché non fa compromettere interamente l’artista con la società e con le responsabilità nei suoi confronti.

Opere realizzate a quattro mani con 37 figure professionali estranee al mondo dell’arte

Il percorso artistico di Antonella Mazzoni è caratterizzato da un continuo confronto tra la sua idea di pittura ed il mondo circostante, sin dalla fine degli anni 80 ha sempre cercato un rapporto con il linguaggio, con la storia dell’arte, con la poesia ed anche con la cultura ricchissima della propria città, Parma, compreso quel genio alchimistico del Parmigianino.
In questa sorprendente personale sono stati chiamati a collaborare diverse tipologie di professionisti, parmigiani e no, invitati dall’artista a realizzare un’opera a quattro mani; si tratta di trentasette figure professionali estranee al mondo dell’arte ed ogni risultato stupisce perché ognuno di loro è diventato una piccola storia.
Questi professionisti spaziano dal salumiere al liutaio, dall’avvocato al vigile del fuoco, dall’ingegnere all’agopuntore, dalla parrucchiera all’orafa, dall’architetto al cuoco, dall’esplosivista alla geologa, dalla biologa genetista al carabiniere, dallo psichiatra al sabbiatore, dal dentista al militare, dal punciatore al medico legale, dal poliziotto al neuroscienziato, dal fisico al video maker, dal pneumologo al chimico, dal chirurgo estetico all’assicuratore, dal farmacista al veterinario, dall’addetto alla cremazione alla ricercatrice di nanotecnologie.

Antonella Mazzoni, “Fato e militare”, 2000-2010, acrilico su tela, aloni provocati da pallottole, cm 45x30

Ogni opera ha richiesto settimane di confronti e ragionamenti con i collaboratori

Il progetto è stato realizzato in cinque anni e il risultato è un caleidoscopio delle più svariate realtà lavorative e della disponibilità all’apertura verso un linguaggio, quello dell’arte, spesso estraneo ai più; ogni opera ha richiesto settimane di confronti e ragionamenti con i professionisti e lavoratori, oltre che lunghi tempi di realizzazione. Ad esempio nell’opera “Fato e militare” l’intervento del tenente dell’Esercito Italiano è di aver effettuato degli spari con una pistola calibro 32 ad una distanza ravvicinata dalla tela già dipinta dall’artista, lasciando a testimonianza dei fori e i corrispondenti aloni; nell’opera “Bilancia bianca e avvocato” la professionista è intervenuta sull’opera come se fosse una pratica legale applicando marche da bollo e timbri compilando e siglando l’intervento; nell’opera “Ponte e autopsia” il medico è intervenuto realizzando una autopsia sul dipinto tagliandolo e ricucendolo successivamente con filo per sutura.
Nel catalogo realizzato in occasione dell’esposizione alla Galleria Centro Steccata, il critico Valerio Dehò analizza il percorso dell’artista partendo dalla sua prima personale nel 1988 per arrivare all’ultimo ciclo creativo presentato nella mostra.

Dal testo critico di Valerio Dehò in catalogo

“La Mazzoni, ha tentato con la sua consueta caparbietà, di “dare immagine” alle arti e mestieri, mettendo insieme da un lato una concettualità enciclopedica davvero fuori dal comune e dall’altro costruendo l’iperbole della sua poetica di continua apertura e scambio con la realtà. Non ci sono artisti che abbiano tentato qualcosa del genere in quanto il suo proposito sembra quasi provenire da un “programma” rinascimentale, da un procedere ampio del lavoro pittorico che non si ferma alle occasioni ma diventa specchio e compendio nello stesso tempo di un ambiziosa visione dell’arte. Sa recuperare una manualità e una forza della tradizione impeccabile, ma apre all’intellettualità come gioco del pensiero e della scoperta, l’idea rimane il discrimine del vedere e del dimenticare.
La parola sottesa all’immagine crea una zona d’ombra in cui si inseriscono nuovi significati, nuove potenziali declinazioni del senso. L’artista conosce bene il linguaggio scritto, legge abitualmente saggi e romanzi e conosce anche i limiti della parola scritta per cui la cultura della Mazzoni oltre che artistica è anche profondamente letteraria. La parola è fondamentale come elemento di comunicazione basale, corporea tra le persone e anche come possibilità di accrescere le possibilità del mondo nell’intrecciarsi, sovrapporsi, nell’infinito rapporto con le immagini.”
[…] leggi l’intero estratto

Antonella Mazzoni, “Ponte e autopsia”, 2008, acrilico su tela e filo per autopsia, cm 120x200

La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Parma – Assessorato al Welfare e con il sostegno d’immagine dell’Associazione Culturale La Ville Lumiere.

Programma dell’inaugurazione di domenica 17 aprile:
ore 10.30 Apertura della mostra con performance di Antonella Mazzoni
ore 11.30 Performance con Danilo Coppe
ore 12.00 Incontro con Valerio Deho’, curatore del catalogo
ore 13.00 Aperitivo

La mostra è interamente visibile sul sito della galleria

    Scheda Tecnica

  • Antonella Mazzoni. “L’illusione dell’innocenza”
    Inaugurazione: domenica 17 aprile, ore 10.30
    dal 16 aprile al 30 giugno 2011
  • Galleria Centro Steccata
    Parma, Via Garibaldi 23
  • Orario di apertura:
    lun-sab, ore 10.30-13 e 15.30-19.30
  • Catalogo:
    a cura di Valerio Dehò con intervista di Michele Robecchi
  • Info:
    Galleria Centro Steccata

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