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Luca Trevisani č il vincitore del Premio Furla per l’arte 2007

a cura di Redazione, il 15/03/2007

“Per la sua capacità di riconciliare la tradizione scientifica e quella umanista; per la sua capacità combinatoria di elementi simbolici e riferimenti artistici, che paiono armonizzare suggestioni provenienti da Hakusai a Lucrezio, da Hans Haacke a Leibniz.” Con questa motivazione la giuria internazionale della Sesta edizione del Premio Furla per l’arte ha deciso di assegnare il prestigioso riconoscimento al giovane artista Luca Trevisani. Il Premio consiste nel soggiorno in una delle più prestigiose residenze d’artista europee, la Künstlerhaus Bethanien di Berlino, e nella acquisizione di un’opera del vincitore da parte della collezione permanente del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Luca Trevisani – le cui opere (nell’immagine, “Gibbosa e Sfuggente”, 2006), insieme a quelle degli altri quattro artisti finalisti selezionati, Alice Cattaneo, Elenia Depedro, Nicola Gobbetto e Nico Vascellari, sono rimaste in mostra a Villa delle Rose a Bologna fino a pochi giorni fa – nasce a Verona nel 1979. Vive e lavora tra Bologna e Milano. Trevisani pone al centro della sua ricerca il trattamento dei rapporti sociali tramite la modificazione della materia. Le piccole sculture che costruisce sono notevolmente umanizzate e capaci di stabilire un’armonia con l’ambiente: forme e funzioni, insieme al bagaglio di rimandi e paragoni con il corpo umano, sono cristallizzate in una serie di esseri e di oggetti. Trevisani intende la scultura in senso allargato, come una suggestione ricorrente che spinge ogni suo lavoro a misurarsi in qualche modo con le tre dimensioni, una scultura fondata sull’aggregazione fisica delle sue parti che si compongono in una totalità per allargarsi ad includere prima lo spazio circostante e, successivamente, lo spettatore. Costante del suo lavoro è l’uso di materiali naturali e a bassa definizione che gli permettono di allestire una dimensione da cui osservare la realtà. I membri della giuria – composta da Chiara Bertola (curatrice del Premio, senza diritto di voto), Mona Hatoum (artista, madrina della Sesta Edizione), Christoph Tannert (direttore Künstlerhaus Bethanien, Berlino), Stefano Arienti (artista), Bartomeu Marì (curatore capo MACBA, Barcellona) e Yuko Hasegawa (curatrice capo Museum of Contemporary Art, Tokyo) – hanno deciso inoltre di attribuire una menzione speciale anche ad Alice Cattaneo, “per la semplicità e precarietà delle sue costruzioni che sono metafora della fragilità dell’esistenza; per l’ironia, la poesia e la visionarietà dei suoi video”.

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