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Daniel Spoerri e le infinite combinazioni dell’arte

di David Bernacchioni, il 03/03/2007

Nato in Romania ma svizzero d’adozione, Daniel Spoerri è oggi una delle figure più affascinanti ed eclettiche dell’arte contemporanea, un mondo a cui si è avvicinato seguendo percorsi inconsueti – ovvero le esperienze giovanili nella danza, nel teatro, nella poesia – che lo videro affermarsi a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Dopo il debutto nell’arte figurativa, Spoerri ha legato il proprio nome alla prima produzione seriale d’arte moltiplicata (MAT, Multiplication d’Art Transformable), quindi ha riprodotto incessantemente l’incontro fortuito con l’oggetto, incentrando gran parte del proprio lavoro su combinazioni del caso ed evocazione di aneddoti.
Il 1960 è un anno cruciale per l’artista nato a Galati nel ‘30, che vende la sua prima opera proprio in Italia ed è tra i fondatori del Nouveau Réalisme. Da quel momento si sviluppa una ricerca artistica che abbraccia ormai cinque decenni, e che oggi è possibile ripercorrere grazie ad una mostra aperta fino al 29 aprile (intitolata “Non per caso”) prodotta dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. “Daniel Spoerri, non per caso”, questo il titolo della rassegna, è la più vasta mostra antologica mai dedicata all’artista in Italia, e ha il merito di rivelare la coerenza di fondo del percorso artistico di Spoerri, “programmaticamente” scaturito da situazioni fortuite e coincidenze impreviste. Un viaggio che si snoda – citando le sezioni della mostra pratese – attraverso le prime collezioni di oggetti e i Tableaux-pièges (i “quadri-trappola” creati a partire dal 1960 fissando su tavole oggetti trovati, avanzi di pasti o rifiuti); le opere di Eat Art (da lui inventata), i risultati di azioni nei ristoranti e i banchetti (dal 1963, nell’ambito del movimento Fluxus); la disillusione della rappresentazione e la moltiplicazione della visione; la magia, il mistero e la morte; la camera privata (su tutte la “Reconstruction de la chambre no.13 de l’hôtel Carcassonne del 1998”); l’antropologia, l’anatomia e la genetica; i “tavoli da lavoro” e i “corpi tritati”; il “mercato delle pulci”.


[Immagine: esempio di "Eat Art"]


Dopo aver vissuto a New York, su un’isola greca, a Düsseldorf (dove ha aperto e gestito un Ristorante Spoerri e una galleria Eat Art) e vicino Parigi, Daniel Spoerri si è stabilito in Italia negli anni ’90, aprendo una casa-laboratorio in un piccolo centro del grossetano, ai piedi del monte Amiata. È qui, a Seggiano, che l’artista ha dato vita alla più imponente fra le sue realizzazioni recenti, un parco di sculture in cui ha riversato la propria erudizione in materia di giardini e la propria vocazione per la messa in scena, allestendo un percorso che comprende proprie opere in bronzo che rimandano ai “quadri trappola” e decine di opere di amici-scultori, cui li lega, quando non anche il linguaggio, certamente la sensibilità.
 
 
 
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 Sito web di Daniel Spoerri

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