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Michelangelo Pistoletto e la dimensione etica dell’arte

di Valentina Redditi, il 01/02/2007

Il prestigioso Wolf Prize per le Arti 2006-2007 è solo il più recente fra i numerosi riconoscimenti tributati negli anni a Michelangelo Pistoletto, una delle maggiori personalità in campo artistico a livello mondiale. Ma le parole con cui la giuria del premio ha voluto motivare la decisione – espressa all’unanimità – condensano bene il senso di un’esperienza lunga molti decenni e sempre condotta ad altissimo livello: “Per la sua carriera costantemente creativa come artista, educatore e attivatore, la cui instancabile intelligenza ha dato origine a forme d’arte premonitrici che contribuiscono ad una nuova comprensione del mondo”.

Presentare Michelangelo Pistoletto è operazione al tempo stesso facile e difficile. Facile perché non mancano gli argomenti, difficile perché si rischia di trascurare qualche faccia dell’affascinante caleidoscopio rappresentato dalla sua vita artistica.

Pistoletto, un artista da sempre protagonista del mondo dell'arte

Nato a Biella nel 1933, Pistoletto ha sempre saputo essere al centro del mondo dell’arte e del dibattito culturale del suo tempo. Negli anni Sessanta fu tra i fondatori del movimento italiano dell’Arte Povera, unanimemente considerato come una delle correnti artistiche più importanti del secondo dopoguerra. Negli stessi anni cominciò a realizzare i “Quadri Specchianti”, una serie che gli procurerà fama internazionale grazie al tema dello specchio – ripreso e approfondito negli anni ’70 in lavori e azioni come la “Divisione-Moltiplicazione dello Specchio” e “L’Arte assume la Religione” – che considera lo spettatore come parte dell’opera stessa e rappresenta un cardine concettuale di tutta l’arte di Pistoletto, grazie alla ricca simbologia legata all’immagine doppia e al concetto di tempo (con tutte le sue implicazioni filosofiche).

L'incontro tra etica ed estetica

Un altro aspetto fondamentale di tale ricerca è quello riguardante l’incontro fra etica ed estetica nell’esperienza artistica. Nel 1994, infatti, Pistoletto rende pubblico “Progetto Arte”, il manifesto che pone l’arte al centro della ricerca per un nuovo stadio di civiltà. Questa filosofia si concretizza pochi anni dopo in una delle creatura più belle dell’artista biellese, un’opera d’arte sui generis, ispirata da una lucida visionarietà capace (con il coraggio di) farsi progetto concreto. Parliamo di “Cittadellarte - Fondazione Pistoletto”, creata nel 1998, il cui manifesto è sintetizzato in queste parole del suo fondatore: “L’idea di coinvolgimento creativo secondo cui ci assumiamo responsabilità non solo per noi stessi, ma per l’ambiente più esteso, per il pianeta e il suo futuro, rappresenta il cuore della vision di Cittadellarte”.

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