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Pablo Echaurren, The dark sight of the light, 2007, acrilico su tela, 160x260 cm

Echaurren, Pablo

a cura di Redazione, il 15/12/2010

Pablo Echaurren, figlio del pittore cileno Sebastian Matta, nasce a Roma il 22 gennaio 1951. Seguendo le orme paterne, inizia a dipingere a diciotto anni, e subito viene scoperto da Arturo Schwarz, patron del dada-surrealismo in Italia e titolare dell'omonima galleria milanese.

Un universo lessicale in cui convergono varie sollecitazioni

Sullo sfondo dell’ultima pop art, dell’arte povera, del minimalismo e del concettuale, nei primi anni settanta l’artista mette a punto un proprio universo lessicale in cui confluiscono varie sollecitazioni: il mondo miniaturizzato di Oyvind Fahlström e Gianfranco Baruchello, il segno dell’antico maestro giapponese Hokusai, le citazioni fumettistiche di Roy Lichtenstein, ma anche le immagini scientifiche dei libri di storia naturale, zoologia e botanica, nonché l’orizzonte dei comics.

Il dialogo con le avaguardie storiche di un abitante del villaggio globale

In seguito, il confronto con il patrimonio iconografico della storia dell’arte, si allarga, in un costante dialogo con le avanguardie storiche, futurismo, dadaismo, cubismo, che Echaurren rivisita con lo sguardo d’un abitante del villaggio globale nutrito di immagini telematiche e messaggi massmediatici.
L’arte di Pablo Echaurren si svolge in molte direzioni, articolandosi in un continuo altalenare tra alto e basso, dai dipinti ai poster, dai collage alle copertine di libri e ai fumetti, dalle ceramiche agli arazzi e dal video alla scrittura. Ne discende un’idea dell’artista come artefice a tutto campo, indifferente agli steccati e alle gerarchie che solitamente tendono a comprimere l’inventività.

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