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Giorgio De Chirico, Mobili nella valle, 1927, Olio su tela, 82x100 cm

GIORGIO DE CHIRICO. Un maestoso silenzio

A Trieste una mostra che ripercorre la vicenda artistica di uno dei maestri assoluti dell’arte del Novecento

a cura di Angelo Pinti, il 01/12/2010

Attraverso novanta opere, di cui settanta dipinti e una ventina tra disegni, acquerelli e inchiostri, si snoda il percorso espositivo di “Giorgio De Chirico. Un maestoso silenzio”, la rassegna che presenta la produzione della prima metà del Novecento di uno dei maestri assoluti dell’arte contemporanea, allestita dal 3 dicembre 2010 al 27 febbraio 2011 nelle Scuderie del Castello di Miramare di Trieste.
L’iniziativa, promossa da Galatea Arte Associazione Culturale, organizzata da Tadino Arte Contemporanea, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia, è curata da Roberto Alberton e Silvia Pegoraro, ed è parte del più ampio progetto espositivo “Dalla Metafisica all’Arte”.

Gli anni Dieci del XX secolo: alla ricerca di un nuovo linguaggio pittorico

Giorgio De Chirico, Archeologi, Olio (tempera all'uovo) su tela, 60x50 cm

Il percorso espositivo prende avvio dagli anni Dieci del XX secolo, con capolavori quali La grande Tour del 1915, Enigma della partenza del 1914, Tempio di Apollo a Delfi del 1909-1910, o Vaso di Crisantemi del 1912. Proprio quello della piazza rappresenta uno dei temi cardine della Metafisica. De Chirico libera questo spazio, tradizionalmente luogo d’incontro, e lo rende vuoto, quasi irriconoscibile, dove il passato e il presente s’intrecciano dando vita a un tempo sospeso, fino a diventare un palcoscenico popolato da Muse, Manichini, Statue, Oracoli, Arianne.
In quegli anni, l’artista inseguiva un nuovo linguaggio che si differenziasse dagli stilemi impressionisti o dalle nuove ricerche cubiste e futuriste, e che lo portasse a una originale rappresentazione e a sintetizzare le suggestioni provenienti dalla cultura classica della natia Grecia, e dalla scoperta del pensiero di Nietzsche e Schopenhauer.

Rappresentare le sensazioni interiori che sono la linfa vitale dell’animo umano

Nei suoi intenti, che anticiparono con rigore quegli elementi che sono alla base dell’espressività contemporanea, c’è il rifiuto dell’antropomorfismo, che consisteva come affermava lo stesso de Chirico, “nel sopprimere completamente l’uomo come punto di riferimento, come mezzo per esprimere un simbolo, una sensazione o un pensiero”, che ha guidato l’arte fino agli inizi del XX secolo.
Infatti, de Chirico pone l’uomo, non come forma, al centro dei propri lavori. Se gli Impressionisti “fotografano” il mondo esterno come loro appare, se Picasso delinea un nuovo spazio non più prospettico e i Futuristi il moto universale, a lui preme rappresentare quelle sensazioni interiori che sono la linfa vitale dell’animo umano.
Dal palcoscenico delle sue piazze de Chirico prende oggetti reali, togliendo loro ogni funzione reale; struttura così un nuovo linguaggio, ovvero la Metafisica, che ha sì dato avvio al Surrealismo e ai suoi sviluppi, ma che si pone anche alla base di molte ricerche contemporanee.

L’evoluzione della metafisica di De Chirico negli anni Venti e Trenta

Giorgio De Chirico, Nudo coricato (Sera d'estate), Olio (tempera all'uovo) su tela, 65x84 cm

De Chirico ha ampliato la propria indagine metafisica negli anni Venti e Trenta, mutando totalmente l’iconografia classica delle piazze, per giungere a felici invenzioni quali gli Archeologi, i Gladiatori, i Mobili nella valle o i Bagni misteriosi. Il percorso espositivo darà conto di questa evoluzione attraverso un nucleo di opere di questo periodo, come una Figura femminile del 1922, Interno metafisico e Gli archeologi del 1925, Mobili nella valle del 1927, oltre a Cavalli sulla Spiaggia del 1928, Gladiatori (La Lutte), Cavalli e Dioscuri e Vita silente del 1929, Cavalli in riva al mare del 1930, Ettore e Andromaca del 1935 e si chiuderà con alcune opere particolarmente significative degli anni ’40 e ’50.

l progetto “Dalla Metafisica all’Arte” al Castello di Miramare

Come accennato all’inizio, l’esposizione dedicata a Giorgio de Chirico è parte del progetto “Dalla Metafisica all’Arte” che, fino al 27 febbraio 2011, vedrà le Scuderie del Castello di Miramare, ospitare la personale di Fabio Mauri, “Un sognatore della ragione” che presenterà 5 grandi installazioni, oltre a dipinti e disegni degli anni Cinquanta, realizzati dell’artista romano che, rielaborando le proprie traumatiche esperienze degli anni dell’adolescenza e della guerra, viene a concretizzare la storia nelle cose realizzando, come in un grandioso fermo immagine, di densa drammaticità e rara bellezza, le vicende umane e la mostra “Gli specchi dell’enigma. Artisti intorno a De Chirico”, allestita all’interno del Castello, con opere di 15 artisti contemporanei, quali Adami, Ceroli, Chia, De Dominicis, Natham, Schifano e altri, che hanno reso omaggi più o meno espliciti a de Chirico e che si richiamano alla sua poetica.

    Scheda Tecnica

  • “Giorgio De Chirico. Un maestoso silenzio”
    dal 3 dicembre 2010 al 27 febbraio 2011
    Trieste, Scuderie del Castello di Miramare
  • Curatori:
    Roberto Alberton, Silvia Pegoraro
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 9-19 (chiusura biglietteria un’ora prima)
  • Biglietti:
    Intero € 8; ridotto € 6 (per gruppi di almeno 15 persone, visitatori oltre i 65 anni, minori da 11 a 18 anni, studenti fino a 26 anni con tesserino universitario, militari); ingresso libero (per minori di 10 anni, portatori di handicap, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, giornalisti iscritti all'albo)
  • Catalogo:
    Silvana Editoriale
  • Info:
    Tadino Arte Contemporanea
    Tel. (+39) 02 36568821

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