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Il Tarani Bongianni Project

a cura di Redazione, il 07/06/2006

Nel 2003, l’artista Carlo Tarani incontra Debora Bongianni, una psicologa che si distingue anche come poetessa e scrittrice, attraverso opere dotate di carica empatica: nasce così il Tarani Bongianni Project.
Carlo Tarani (nato a Firenze nel 1974) si autodefinisce autodidatta, nonostante abbia conseguito nel 1993 il Diploma di Maestro d’Arte, presso l’Istituto d’Arte della sua città natale.
La sua maestria nasce e si perfeziona durante i successivi anni di studio e viaggi che lo portano tra l’altro a Berlino (1997-2000), dove lavora nello studio della coppia di artisti Matschinsky-Denninghoff. Nelle opere dei primi anni non è percepibile l’influenza né di Flaviano Poggi né di Marco Marchiani anche se sono stati, secondo l’artista, tra i più importanti insegnanti dell’Accademia Fiorentina.
Carlo Tarani si orienta invece verso i maggiori maestri di varie epoche e stili, da A. Dürer al Rinascimento Fiorentino, passando poi attraverso Daumier e Boldini, Dalì ed infine Bacon e Vostell. Egli ne studia attentamente i contenuti e forme espressive con una meticolosa scientificità; si impadronisce velocemente di un vasto repertorio di tecniche che lo conduce ad un eclettismo attraverso i secoli, per lui comunque insoddisfacente, di conseguenza si trasferisce per tre anni nella campagna del Casentino per insegnare pittura a Pratovecchio.
Debora Bongianni (Firenze 1975) ottiene a 18 anni la sua prima pubblicazione; presto seguono i primi premi letterari, tra i quali nominiamo quello di “Città di Lerici”, “Borgo degli Artisti” (Milano 1994) ed infine il “Premio Letterario Nazionale Casentino” del 2005 e del 2006.
Nell’ultimo menzionato riceve il primo premio grazie ad un racconto autobiografico recensito dal Prof. Rodolfo Tommasi. Il testo verrà pubblicato prossimamente attraverso la Casa Editrice Helicon.
Tra le recenti pubblicazioni della Bongianni, citiamo quella inclusa nell’antologia sull’Eros “Feremi ne lo cor sempre tua luce” (Helicon, 2005).
Sotto l’influenza di Tarani, Debora Bongianni si avvicina all’arte figurativa; scopre il suo talento per la pittura e riesce ad entusiasmare l’artista spingendolo verso l’alieno cosmo della letteratura e della poesia.


[Debora Bongianni]
 
Questi mondi apparentemente opposti, l’intelletto controllato di Debora e l’impulsività di Carlo, si fondono in un unico volere artistico, in una simbiosi caratterizzata da una fecondazione reciproca.
Tale processo dura due anni. Solamente nell’ottobre 2005 i due artisti appaiono in pubblico con “I Protagonisti”, un’opera d’arte che si snoda tra pittura, poesia e musica sperimentale - composta da Federico Favali ed interpretata dal soprano giapponese Noriko Ogawa – che coinvolge anche l’architettura della Pieve di Romena, nella provincia di Arezzo.
La performance di un solo giorno non rompe solo i limiti dei vari generi artistici, ma li elimina in una contemplazione armoniosa formando un tutt’uno.
 
Nelle opere di Tarani si nota chiaramente che si è liberato del suo “bagaglio storico” ed osa una nuova interpretazione, una sorta di moderna continuità per un “valore eterno”, non irrigidendosi in una visione restrittiva ed individualistica che costringe l’osservatore ad adottare un punto di vista predeterminato.
Ma l’immagine senza il testo non è pensabile; questi scritti, che integrano le opere, rappresentano più che un ordine, un invito all’osservazione ed alla riflessione. Con “I Protagonisti” Tarani e Bongianni realizzano un evento armonico e spirituale.
 
Poco dopo, nel novembre/dicembre dello stesso anno, viene concepita l’esposizione “Pensieri”, realizzata presso l’Associazione Culturale “May Day” a Firenze. Qui il tono si fa più incisivo e le poesie/immagini più accentuate: schizzi rossi che dalle tele sovrastano le cornici conducono lo spettatore al pensiero di sangue raggrumato.
I testi emanano un senso del distacco e ricordano degli slogan.
Totalmente spariti sono l’armonia e l’unità, sostituiti da oscurità, brutalità e vuoto.
 
“Pillole di Follia” è il titolo del nuovo progetto di Carlo Tarani e Debora Bongianni. Si tratta di una seconda manifestazione decisamente innovativa, concepita e realizzata appositamente per il Palazzo della Provincia di Arezzo, il Palazzo Vigiani di Pratovecchio e per le Sale Espositive della Cassa di Risparmio di Firenze di Strada in Casentino.
Tarani e Bongianni presentano undici nuovi lavori, di dimensioni medio -grandi e sempre caratterizzati da liriche poetico - narrative inserite in immagini pittorico - fotografiche, mettendo in discussione con fermezza la loro presa di posizione verso il tema della “follia quotidiana e globale”.
 
Tarani e Bongianni stanno già lavorando al seguito del progetto “I Protagonisti III", immergendosi in una nuova produzione ispirata all’opera cinematografica di Ingmar Bergman, per la quale è previsto per la prima volta l’uso di video, poesie, installazioni e pittura.
La realizzazione del progetto è pensata per Berlino.
 
 
Biografia di: Carlo Tarani
 
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