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Michael Lin, Untitled, 2006, Palais de Tokyo, Site de Contemporaine, Paris, France. Courtesy: Palais de Tokyo, Site de Contemporaine, Paris, France

MICHAEL LIN. The colour is bright the beauty is generous

Il Centro Pecci di Prato presenta la prima grande retrospettiva dell’artista taiwanese

a cura di Angelo Pinti, il 14/10/2010

Affermatosi a livello internazionale con i suoi monumentali dipinti a muro e su pavimento, che ridisegnano e ripensano lo spazio mettendo in discussione i tradizionali confini tra pittura, architettura e design, l’artista taiwanese Micheal Lin è ora protagonista di una grande rassegna - la prima a lui dedicata - allestita nelle sale espositive del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. La mostra, intitolata “The colour is bright the beauty is generous”, sarà aperta al pubblico dal 17 ottobre 2010 al 13 febbraio 2011 (l’inaugurazione si terrà sabato 16 ottobre) ed è curata da Marco Bazzini, direttore artistico del Centro Pecci, e Felix Schöber, in collaborazione con l’Atelier di architetti giapponesi Bow Wow.

Michael Lin: la formazione negli Stati Uniti e il ritorno a Taiwan

Michael Lin, Platform, 2001, Istanbul Biennial, Istanbul, Turkey

Nato nel 1964 a Tokyo e trasferitosi negli Stati Uniti per completare la propria formazione artistica, nel 1993 Lin rientra a Taiwan. Questo ritorno influenza la sua sensibilità estetica e lo porta a fare propri i motivi decorativi, spesso floreali, tipici dei tessuti tradizionali taiwanesi degli anni Cinquanta, che diventano la cifra stilistica della sua produzione artistica.
Meticolosamente realizzati a mano, i dipinti di Michael Lin si confrontano con la poetica del minimalismo e la nozione di avanguardia e mirano a mettere in discussione concetti quali modernità, tradizione e identità culturale, dando vita a situazioni e spazi di interazione umana che offrono allo spettatore una ricca esperienza visiva. Per l’artista assumono infatti importanza due nozioni fondamentali dell’estetica del sublime: le emozioni umane e la bellezza.

Il percorso espositivo della mostra

Michael Lin, Spring, 2003, Moroso, Milan, Italy. Courtesy: Moroso, Milan, Italy

Il percorso della mostra, concepito insieme agli architetti giapponesi Atelier Bow-Wow, alterna lavori creati da Lin a partire dal 1996 a installazioni realizzate in situ. Fra queste figurano un dipinto murale che corre lungo tre sale del museo ed entra in dialogo con il “Wall Drawing #1” realizzato nel 2006 da David Tremlett - artista capace di elaborare lo spazio attraverso forme bidimensionali e colori a pastello applicati con le mani - e il pavimento di un'intera sala ricoperto da motivi floreali dipinti.

Lo sguardo ironico dell’artista sulla modernità

“The colour is bright the beauty is generous” ripropone, tra i numerosi lavori esposti, alcune tra le opere più importanti che hanno segnato la ricerca di Lin. Tra queste “Please remove your shoes before stepping on the carpet and feel free to choose from the selection of music” - un’installazione realizzata per la prima volta nel 1996 presso la Galleria IT Park a Taipei - e l’installazione “Imported” - originariamente creata nel 1998 a La Ferme du Buisson a Parigi - entrambe ripensate appositamente per gli spazi del museo pratese. Nei lavori come “Untitled Cigarette Break” del 1999, invece, i tipici motivi floreali ricoprono modelli classici di mobili del Bauhaus, creando, con un gesto apparentemente semplice, un curioso effetto visivo che restituisce lo sguardo ironico dell’artista sulla modernità. Una simile ricerca ispira la collaborazione con la società di design Moroso che ha portato alla creazione dell’installazione site specific “Spring 2003”, presentata per la prima volta nello ShowRoom a Milano in occasione del Salone del Mobile, ed esposta successivamente ad Art Basel e al Palais de Tokyo di Parigi.

Michael Lin, Quai Rambaud, 14.09-31.12.2005. Installation Experience de la Durée - Lyon Biennial, Lyon, France

Nella serie di dipinti “Island life” (2006) Lin ripropone alcuni modelli di tappeti provenienti dall’Afghanistan e dallo Xinjiang e una carta d’identità rilasciata dalla Repubblica Popolare Cinese a un cittadino di Taiwan: come spesso avviene, anche in questo caso l’attenzione di Lin non si sofferma sulla grande politica, ma si concentra piuttosto sulla molteplicità fluida degli elementi che caratterizzano la quotidianità.

Anche il video tra gli strumenti dell’indagine di Lin

L’indagine che Lin effettua sullo spazio non si limita all’utilizzo della pittura e dell’architettura, ma include anche il video come in “What a difference a day made” che coinvolge musica, video e performance e ricostruisce un interno pieno di chincaglierie, in cui le centinaia di oggetti - realmente acquistati dall’artista in una vecchia ferramenta di Shanghai - sono stati scrupolosamente catalogati e archiviati per colore, forma e utilizzo, quasi fossero reperti all’interno di un museo di storia naturale; completano l’installazione alcuni video che ritraggono l’acrobata cinese invitato da Lin per la prima presentazione dell’opera nel 2008 alla Shanghai Gallery of Art. Attraversando la scena, caratterizzata da una connotazione culturale molto forte, lo spettatore è spinto a interrogarsi sul concetto di memoria, nostalgia, smarrimento.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo edito dal Centro Pecci con contributi critici dei curatori.

Michael Lin, Untitled, 2010. Photo Walter Bettens for Damn magazine No. 25

Principali esposizioni di Micheal Lin

Michael Lin, nato nel 1964 a Tokio, in Giappone, ha studiato presso BFA, Parsons School of Design, Los Angeles, USA e MFA, College of Design, Pasadena, USA. Vive e lavora a Shanghai e Parigi. Fra le sue mostre più importanti ricordiamo: 2009: I Am the Sun, Eslite Gallery, Taipei, Taiwan; The Spectacle of the Everyday, Biennale de Lyon, France; 2008: Super fengshui, Ullens Center for Contemporary Art, Beijing, China; 2007: Moscow Biennial of Contemporary Art, Moscow, Russia; 2006: Notre Histoire, Palais de Tokyo, Paris, France; 2005: Kunsthalle Wien, Vienna, Austria (solo); 2004: Asian Art Museum of San Francisco, CA, USA (solo); 2003: SPRING 2003, Palais de Tokyo, Site de Creation Contemporaine; BIBLIOTHERAPY (con Remy Markowitsch), Kuntsmuseum, Lucerne, Switzerland; 2002: INTERNATIONAL, Liverpool Biennial, Liverpool, UK; THE GRAVITY OF THE IMMATERIAL, Total Museum, Seoul, Korea; 7TH ISTANBUL BIENNIAL, Istanbul, Turkey; 2001: THE GRAVITY OF THE IMMATERIAL, Institute of Contemporary Art, Taipei, Taiwan; 49TH BIENNIAL OF VENICE, Taiwan Pavilion, Venice, Italy; 2000: THE SKY IS THE LIMIT, TAIPEI BIENNIAL, Taipei Fine Arts Museum, Taiwan.

Promotori della mostra al Centro Pecci:

“The colour is bright the beauty is generous” è promossa da Regione Toscana e Comune di Prato, con il contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena e in collaborazione con: Eslite Foundation for Culture and Arts, Council for Cultural Affairs, Executive Yuan, Taiwan, Republic of China.

    Scheda tecnica

  • MICHAEL LIN. The colour is bright the beauty is generous
    dal 17 ottobre 2010 al 13 febbraio 2011
    Inaugurazione: sabato 16 ottobre, ore 18.30
  • Curatori:
    Marco Bazzini, Felix Schöber
    in collaborazione con Atelier Bow Wow (Japan)
  • Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato
    Prato, Viale della Repubblica 277
  • Catalogo:
    Centro per l’arte Contemporanea Luigi Pecci
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-19; mar chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 5; ridotto € 4
    Visite guidate gratuite (al solo costo del biglietto d’ingresso) sab e dom, ore 17
  • Info:
    Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
    Tel. (+39) 0574 5317

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