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Joan Miró, Femme III, 1965, Óleo y acrílico sobre tela, 115,9 x 81 cm, Fundació Joan Miró, Barcelona © Succession Miró, by SIAE 2010

JOAN MIRÓ. I miti del Mediterraneo

A Palazzo Blu di Pisa in mostra 110 opere del grande artista catalano

a cura di Valentina Redditi, il 15/10/2010

Seconda di un ciclo triennale di mostre dedicato ai grandi protagonisti dell’arte del Novecento e al loro rapporto con le tradizioni, la luce e le culture del Mediterraneo, è stata inaugurata a Pisa una grande esposizione di opere di Joan Mirò che sarà possibile visitare fino al 23 gennaio 2011. La mostra, ospitata nelle sale sul Lungarno di BLU | Palazzo d’arte e cultura, istituzione creata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, è curata da Claudia Beltramo Ceppi con la collaborazione di Teresa Montaner, conservatrice alla Fundació Miró di Barcellona.

Il potere trasformatore della poesia e del mito

Organizzata da Giunti Arte mostre musei, “Joan Mirò. I miti del Mediterraneo”, questo il titolo della rassegna, presenta 110 opere tra dipinti, sculture, litografie, disegni e illustrazioni nelle quali, attraverso il potere trasformatore della poesia e del mito, l’artista catalano esprime la complessità del reale.
Se da un lato, la poesia costituisce per Miró lo strumento per aprire lo spazio e accrescere le sue capacità di artista, il mito è una forma di racconto che aiuta la comprensione della realtà.
Proprio la realtà è il fulcro attorno cui ruota tutta l’arte di Miró, sia che si tratti di quella esterna, quotidiana, sia che si tratti di quella interiore, ovvero dei sentimenti e della rielaborazione del vissuto effettuata dai ricordi.

L’identificazione con la natura e il paesaggio del Mediterraneo

Joan Miró, Oiseau dans la nuit, 1967-1968, Óleo y lápiz grafito sobre tela, 41 x 24,4 cm,Fundació Joan Miró, Barcelona © Succession Miró, by SIAE 2010

Il mito è anche lo strumento utilizzato per rivendicare l’identità catalana. All’inizio del ‘900 gli artisti della Catalogna, di fronte alla tragedia della guerra civile e a un nuovo governo sempre più autoritario, condividono con i compatrioti la necessità di rivendicare un’identità che, fino ad allora, era un dato di fatto che non necessitava di una narrazione.
Miró ritrova questa identità nel paesaggio, nella luce, nelle montagne, nei campi lavorati e nelle spiagge brillanti sotto il sole.
Tutto ciò conduce Miró verso un’identificazione intensa, quasi atavica, con la natura e il paesaggio del Mediterraneo. I motivi preferiti di Miró, che poi ritorneranno trasfigurati nel corso di tutta la sua lunghissima produzione artistica, sono insetti, lumache e serpenti, oltre naturalmente alle donne, simbolo stesso della Madre Natura, e agli uccelli, visti come animali mitologici.

I miti di Dafne e Cloe, e quello del Minotauro

Il percorso espositivo si apre con alcune opere dedicate al mito di Dafne e Cloe e a quello del Minotauro. Il primo, con la sua attenzione per l’aspetto bucolico, ben si adatta all’esaltazione da parte di Miró della sua terra e della forza dell’uomo quando è in comunione con essa. Quello del Minotauro, evocato da litografie come L’éveil du géant del 1938, e poi ripreso nel 1970 con la scultura Tête de taureau, oltre a rappresentare la relazione e l’interdipendenza fra l’uomo e la natura, simboleggia la bestialità e la violenza cieca dell’uomo che caratterizza quegli anni di guerra.

Tra rappresentazione della realtà esterna e aspirazione a una pace interiore

Lo spazio di Miró, i suoi colori e la sua iconografia, raccontano con chiarezza il temperamento catalano, abitualmente definito come il sentimento della terra, associato a un misticismo esacerbato e a una identificazione con un universo ineffabile. Tale ambivalenza viene risolta, da un lato, con la figura della contadina catalana sfigurata da piedi enormi, dalle lumache, dai serpenti, dagli insetti, dai fiori e dagli alberi, mentre, dall’altro, le scale, gli uccelli, gli insetti volanti, le stelle e le comete descrivono l’evasione dalle contingenze terrene.
Analogamente, lo stile si scinde in creazioni in cui si identificano pennellate uniformi di colori vivi, forme dai contorni vigorosi, immagini riconoscibili, a pitture cosmiche, quasi astratte, nelle quali una linea tenue o qualche segno sparso divengono trasparenti in un grande vuoto spaziale.

Le illustrazioni per le “Costellations” di André Breton

Joan Mirò, Femme et oiseaux dans la nuit, 1969-1974, Acrilico sobre tela, 243,5 x 173,8 cm, Fundació Joan Miró, Barcelona © Succession Miró, by SIAE 2010

Anche nella sua maturità, Miró continuerà questa ricerca parallela tra rappresentazione della realtà esterna, attraverso la narrazione di tipo mitologico, e l’aspirazione a una pace interiore, ben espressa dalle illustrazioni per le Costellations di André Breton, in cui la poesia, grande passione di Miró, si coniuga con la sua raffigurazione di uno spazio infinito in cui linee, colori e forme si compongono e si scompongono.

La sezione dedicata ai viaggi

Le serie Archipel Sauvage del 1970 e L’espoir du navigateur del 1973 fanno parte, insieme a altre importanti tele raramente esposte e agli haiku illustrati, di una sezione dedicata ai viaggi come evasione dal contingente verso gli spazi infiniti della mente.

I miti della donna, della Madre Natura e dell’uccello mitologico

Chiudono il percorso espositivo le sezioni dedicate al mito della donna, della Madre Natura e dell’uccello mitologico. Qui s’incontrano lavori caratterizzati da colori vivi, pennellate spesse, pesanti tracce di nero che esprimono la violenza del ciclo vitale e della natura; spesso la donna è raffigurata stuprata da un uccello. L’esasperazione delle linee, la rarefazione dell’aria intorno alle figure atrocemente deformate costituiscono il tentativo disperato di esorcizzare i mostri che il mito porta con sé.

Accompagna la mostra un catalogo Giunti Arte mostre musei.

    Scheda Tecnica

  • JOAN MIRÓ. I MITI DEL MEDITERRANEO
    9 ottobre 2010 - 23 gennaio 2011
  • Curatori:
    Claudia Beltramo Ceppi, Teresa Montaner, Michel Draguet
  • Palazzo Blu
    Pisa, via Pietro Toselli 29
  • Orario di apertura:
    mar-ven, ore 10-19; sab-dom, ore 10-20; lun chiuso
    (la biglietteria chiude un’ora prima)
  • Biglietti:
    Intero € 8; ridotto € 6,50; gruppi € 6; scuole € 4.50
  • Catalogo:
    Giunti Arte mostre musei
  • Info:
    BLU Palazzo d’Arte e Cultura:
    Tel. (+39) 050 500197

    Info e prenotazioni gruppi:
    Tel. (+39) 050 28515 - Fax (+39) 050 503532
    info@impegnoefuturo.it

    Ideazione mostra: Claudia Zevi & Partners

    Produzione: Giunti Arte mostre musei
    Via Bolognese 165
    50139 Firenze
    gamm@giunti.it

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