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Museo Jacquemart-André, un angolo di Rinascimento nel cuore di Parigi

a cura di Redazione, il 12/05/2007

Il Museo Jacquemart-André nasce dall’amore per l’arte rinascimentale fiorentina di una coppia di sposi che hanno dato vita alla collezione di Edouard André e di sua moglie, la famosa ritrattista Nèlie Jacquemart. Verso la fine dell’Ottocento, investirono il loro tempo e la loro fortuna viaggiando in tutta Italia, in cerca dei capolavori dei più grandi maestri, in un periodo in cui le vicende politiche e le trasformazioni economiche del nostro Paese misero grandi famiglie ed enti religiosi nelle condizioni di svendere residenze e arredi. Analoga la formazione delle grandi raccolte dei Dreyfus, Berenson, Perkins, Stewart Gardner. Anche dopo la scomparsa del marito Edouard nel 1894, Nèlie, unendo la vocazione di collezionista a quella di pittrice, continuò a raccogliere mobili, dipinti, sculture, maioliche, deschi da parto, tappeti e cassoni, spingendosi nei suoi viaggi fino in India.
Nello spazio espositivo di Palazzo Medici Riccardi e in una logica di “ritorno a casa”, verrà realizzata dunque la mostra che comprenderà alcune significative ed inedite opere di artisti che operavano nella cerchia medicea come Donatello, Verrocchio, Giambologna.
Alla sua morte (1912) Nélie Jacquemart, senza eredi, lasciò all’Institut de France mobilia e dipinti, sculture e robbiane, cassoni e deschi da parto, maioliche e tappeti, con il vincolo di trasformare il Palazzo in museo e renderlo accessibile al pubblico (cosa che avvenne nel 1913).
Fra i pezzi più pregiati, il “San Giorgio e il drago” di Paolo Uccello, acquistato da Stefano Bardini, il “San Giovanni Battista” in bronzo di Donatello, i due pannelli di cassoni con una “Battaglia” e un “Trionfo” eseguiti per la famiglia Mannelli di Firenze nella bottega del Verrocchio esposti alla National Gallery di Londra nel 1999 ma mai a Firenze, e poi ancora opere di Botticini, Luca della Robbia, Francesco Salviati, Sandro Botticelli.
Le dimensioni del museo, riaperto dal 1995 dopo lunghi anni di restauri, non sono tali da poter esporre tutto il patrimonio contemporaneamente. Per questo molti dei capolavori fiorentini sono visibili solo in occasioni speciali e temporaneamente. Il generoso prestito che l’Institut de France e Nicolas Sainte Fare Garnot hanno voluto concedere a palazzo Medici Riccardi, residenza della prima dinastia medicea, un tempo arredata con le opere dei migliori artisti del Quattrocento, è dunque breve, simbolico, atteso, ritorno a casa dei nostri capolavori.
 
 

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Museo Jacquemart-André

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