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Michelangelo Pistoletto, Metro cubo d'infinito nel Grande cubo specchiante, 1966-2007; Photo Oak Taylor-Smith; Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin

PISTOLETTO. Metrocubo d’Infinito in un Cubo Specchiante

A Palazzo Strozzi un’istallazione che rende omaggio all’architettura rinascimentale fiorentina

a cura di Angelo Pinti, il 29/09/2010

Dopo il cinese Wang Yu Yang (nel 2008) e lo svizzero Yves Netzhammer (2009), quest’anno è l’italiano Michelangelo Pistoletto l’artista invitato dal CCCS - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze per realizzare un’opera che renda omaggio alla straordinaria architettura rinascimentale del capoluogo toscano. L’installazione ambientale site specific, intitolata “Metrocubo d’Infinito in un Cubo Specchiante”, sarà ospitata dall’1 ottobre 2010 al 23 gennaio 2011 nel cortile interno di Palazzo Strozzi, sede del Centro.
Il progetto, ideato e realizzato dalla Fondazione Palazzo Strozzi – in collaborazione con Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin – segna la nascita della partnership con Castello di Ama per l’Arte Contemporanea di Gaiole in Chianti (Siena).

Lo specchio nell’arte di Pistoletto: l’estensione fisica e intellettuale della mente

Michelangelo Pistoletto, Grande cubo specchiante - Luogo di riflessione e meditazione, 2007; Photo: Enrico Amici; Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin

“Metrocubo d’Infinito in un Cubo Specchiante” è una struttura cubica ricoperta esternamente di opache lastre in acciaio e all’interno rivestita completamente di specchi. L’opera darà vita a un percorso nel quale il pubblico potrà vivere l’esperienza di un luogo senza limiti, che si estende all’infinito.
Al centro dello spazio è collocato il “Metrocubo di Infinito” (1966), storica opera dell’artista piemontese costituita da superfici esternamente opache ma specchianti verso l'interno, facendo giungere al culmine le possibilità di rifrazione.
Lo specchio è un elemento fondamentale dell’arte di Pistoletto. Esso rappresenta l’estensione fisica e intellettuale della mente, rendendo percepibile ciò che normalmente è celato all’occhio umano.
“Lo specchio – afferma lo stesso Pistoletto - espande le caratteristiche dell’occhio e la capacità della mente fino a offrire la visione della totalità”.
L’opera diviene un luogo laico di raccoglimento spirituale, in cui ciò che ha davvero valore è l’uomo con la sua capacità d’immaginare.

La mostra in contemporanea con la collettiva “Ritratti del Potere”

L’iniziativa si tiene in contemporanea con la mostra “Ritratti del Potere” che, dal 1° ottobre 2010 al 23 gennaio 2011, svilupperà un’analisi sul ritratto e sulla rappresentazione mediatica del potere politico, economico e sociale nel mondo contemporaneo, attraverso le opere di artisti e collettivi internazionali quali Tina Barney, Christoph Brech, Bureau d’études, Fabio Cifariello Ciardi, Clegg & Guttman, Nick Danziger, Rineke Dijkstra, Jim Dow, Francesco Jodice, Annie Leibovitz, Helmut Newton, Trevor Paglen, Martin Parr, Wang Qingsong, Daniela Rossell, Jules Spinatsch, Hiroshi Sugimoto, The Yes Men.

Michelangelo Pistoletto, Grande cubo specchiante - Luogo di riflessione e meditazione, 2007; Photo: Enrico Amici; Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin

Castello di Ama per l’Arte Contemporanea

A partire dal 2000, i titolari dell’azienda vitivinicola Castello di Ama, Lorenza Sebasti e Marco Pallanti, hanno dato vita a “Castello di Ama per l’Arte Contemporanea”, un progetto che, in collaborazione con la Galleria Continua, ha portato alcuni tra i più importanti artisti del panorama internazionale alla realizzazione di opere in dialogo con lo spirito e la specificità di un luogo come il piccolo borgo medievale di Ama nelle colline senesi.
Negli anni, si sono succeduti Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Giulio Paolini, Kendell Geers, Anish Kapoor, Chen Zhen, Carlos Garaicoa, Nedko Solakov, Cristina Iglesias e Louise Bourgeois, che hanno fornito personali riflessioni su questo contesto così unico, realizzando opere site-specific permanenti collocate tra le cantine e gli spazi esterni delle due ville di proprietà dell’azienda, visitabili su appuntamento.

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