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Gillo Dorfles, Composizione VII, 1949, olio su cartone, cm 32 x 37. Fondazione Marconi, Milano

GILLO DORFLES. Movimento Arte Concreta (1948-1958)

A Chiasso la prima rassegna di opere risalenti al periodo dell’adesione al MAC

a cura di Valentina Redditi, il 21/09/2010

Resterà aperta fino al prossimo 22 novembre, allestita negli spazi del m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera), la prima rassegna specifica di opere di Gillo Dorfles riguardanti il periodo di adesione al Movimento di Arte Concreta e i suoi contatti ticinesi e svizzeri. Provenienti dalla collezione personale dell’artista e da varie collezioni private italiane e svizzere, ma anche dall’archivio di Max Huber, sono esposti una settantina di lavori, tutti realizzati fra il 1948 e il 1958, in prevalenza dipinti, ma anche disegni, bozzetti, opere grafiche, un tappeto e una rara selezione di ceramiche.

Dorfles e il Movimento Arte Concreta

Nel 1948 Gillo Dorfles, con Bruno Munari, Atanasio Soldati, e Gianni Monnet, è tra i fondatori del Movimento Arte Concreta, movimento d’avanguardia che reagisce polemicamente tanto ai dogmi della figurazione quanto a quelli dell’astrazione postcubista, movimento a cui si affiancheranno ben presto Luigi Veronesi, Augusto Garau, Galliano Mazzon, Regina Cassolo Bracchi e poi Lucio Fontana. In quest’ambito, centrale diviene il ruolo di Dorfles quale critico e teorico.

Gillo Dorfles, Variazione su due cerchi, 1950, olio e tempera su cartone, 36,5 x 51. Collezione privata

Contro i condizionamenti politici, in polemica con il neorealismo

I “concretisti italiani” si battono per l’assoluta libertà e indipendenza dell’arte da qualunque ideologia, ponendosi in polemica diretta contro ogni condizionamento esteriore all’arte e soprattutto contro la pittura neorealista e la corrente Novecento, vittima di strumentalizzazioni politiche.
Gli aderenti al MAC aspirano a consolidare legami con il mondo della produzione, il loro desiderio di assecondare lo sviluppo industriale li rende attenti alle nuove tecniche e ai nuovi materiali in una città, come Milano, attraversata da un forte desiderio di ricostruzione e di sviluppo dopo i drammatici eventi bellici del secondo dopoguerra. Altro tema centrale per il MAC è rappresentato dalla sintesi delle arti, un effettivo rinnovamento del gusto alla luce della interdisciplinarietà in tutti i settori della vita moderna, fondendo in un unico corpo pittura, scultura, design, architettura e grafica.

Il MAC e l’arte posta al servizio della tecnica

Gillo Dorfles, Senza titolo, 1944, terracotta dipinta, cm 20 x 7,5 x 2,5. Collezione privata

In questo ambito aderisce al Movimento di Arte Concreta anche Max Huber che partecipa con due litografie alla cartella grafica realizzata per la mostra del 1949 tenutasi presso la libreria A. Salto di Milano con l’introduzione di Giulio Carlo Argan.
Questa collaborazione tra gli artisti del MAC e il mondo dell’industria italiana porterà alla realizzazione di alcune mostre in cui l’arte viene posta al servizio della tecnica; ricordiamo le due esposizioni tenutesi alla Saletta dell’Elicottero a Milano, nel 1952, che vedono la partecipazione anche di Dorfles, intitolate Materie plastiche in forme concrete e II Mostra di Esperienze e di Sintesi tra le Arti: Studi per forme concrete nell’Industria Motociclistica.
Dopo la conclusione del MAC, avvenuta nel 1958, Dorfles inizia una brillante carriera accademica che lo porterà in qualità di docente di Estetica ad insegnare presso le Università di Milano, Trieste e Cagliari.

La mostra di Chiasso è accompagnata da un catalogo edito da Mazzotta (Milano), a cura di Luigi Sansone e Nicoletta Ossanna Cavadini.

    Scheda Tecnica

  • “GILLO DORFLES. Movimento Arte Concreta (1948-1958)”
    fino al 22 novembre 2010
  • m.a.x.museo
    Via Dante Alighieri 6, Chiasso (Svizzera)
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-12 e 15-18
  • Biglietti:
    Fr. 10 (€ 8)
  • Catalogo:
    Mazzotta, pp. 120, € 22. A cura di Luigi Sansone e Nicoletta Ossanna Cavadini
  • Info:
    m.a.x.museo
    Tel. (+41) (0)91 682 56 56
    info@maxmuseo.ch

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