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Letizia Battaglia (1935 - ). Palermo, 1992. Rosaria Schifani. Vedova dell’agente di scorta Vito, ucciso insieme al giudice Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo, e a tre suoi colleghi. Stampa fotografica

ATTRAVERSO LE TENEBRE. Goya , Battaglia, Samorì

A Bologna una mostra che intende far riflettere sulla realtà del male

a cura di Valentina Redditi, il 16/09/2010

Tre artisti molto diversi tra loro per riflettere sulla realtà del male, nell’intento di individuare percorsi che siano capaci di suscitare nell’uomo il desiderio di un bene rivolto all’intera comunità: curata da Andrea Dall’Asta S.I., Gigliola Foschi e Michele Tavola, la mostra “Attraverso le tenebre. Goya, Battaglia, Samorì” sarà ospitata negli spazi della Galleria d'Arte Moderna "Raccolta Lercaro” di Bologna a partire da mercoledì 22 settembre 2010.

“Los desastres de la guerra”, ottantadue acqueforti di Francisco Goya

Los desastres de la guerra - serie di ottantadue acqueforti realizzate da Francisco Goya tra il 1810 e il 1820, di cui la Raccolta Lercaro presenta un’ampia selezione - è uno spietato documento che testimonia la violenza perpetrata dall’occupazione francese della Spagna. Occupazione che si concluderà nel 1813 per continuare, però, con la tragedia dell’instaurazione di una monarchia assoluta che precipiterà il paese in uno dei momenti più cupi della sua storia.

Il vero protagonista delle incisioni di Goya è il male. Le scene sono raccapriccianti: mutilazione di corpi, fucilazioni, corpi impiccati, impalati. Persone percosse a morte, giustiziate, evirate, decapitate. Simili a epigrafi tombali, le scene si presentano come un lacerante urlo, cupo e sordo. Il tratto è nervoso e graffiante.

Il disegno appare come tracciato con la cenere dei cadaveri, quasi fossero “istantanee dell’orrore” nelle quali Goya mostra la malvagità della natura umana. “Per questo eravate nati” - scrive Goya in un'acquaforte. La morte appare l’unico esito dell’esperienza umana. Tra le vittime più illustri della guerra, in mezzo a tutte queste macerie, c’è anche la Verità, raffigurata però sotto le spoglie di una donna angelica illuminata da una luce trascendente (così compare nelle ultime acqueforti): risusciterà forse nel momento in cui gli uomini avranno imparato dalle proprie meschinità, per suggellare un nuovo patto con l’umanità?

Gli "anni di piombo" della città di Palermo negli scatti di Letizia Battaglia

Con una quarantina di scatti fotografici di un teso e contrastato bianco e nero, Letizia Battaglia - fotografa di fama internazionale e vincitrice, tra gli altri, del prestigioso premio “W. Eugene Smith Award” - documenta gli "anni di piombo" della città di Palermo, testimoniando l’atrocità della violenza che lacera la vita della sua città.

Francisco Goya (1746-1828). E non c'è rimedio, 1810-20. Da: Los desastres de la guerra. Acquaforte, puntasecca, bulino e brunitoio

Nelle foto dei delitti di mafia, negli sguardi dei morti ammazzati, nei volti carichi di dolore di bambini e di donne, l’autrice invita a prendere coscienza del male dentro e fuori di noi per combatterlo, per lottare e realizzare una società diversa, che sappia reagire alle tragedie della corruzione e della sopraffazione. Una madre piange il figlio appena ucciso. Un corpo è stato dilaniato dalle pallottole.

Tuttavia, le sue fotografie non sono una semplice testimonianza. Il suo sguardo non è mai distaccato, ma abitato da un senso di partecipazione e di sofferenza che parla di vita. Le sue immagini sono piene di una compassione che ci rende solidali con la vita degli altri e ci invita a un impegno civile e personale.

Le immagini di Goya e Battaglia come metafore del male

Tragedie che l’uomo ha vissuto da sempre, nel passato, nel presente. Le immagini di Francisco Goya e di Letizia Battaglia si pongono come metafore del male, come immagini di una notte nera che l’uomo è chiamato ad attraversare. Il male è una realtà che l’uomo non può semplicemente subire. Ma come superare questo abisso del non senso? Come vincere l’indifferenza che ci rende sordi al richiamo di un impegno contro gli orrori del male?

L’interpretazione della Via Crucis del giovane artista Nicola Samorì

Nicola Samorì (1977 - ). Via Crucis - XIV stazione. 2010. Tecnica mista

A conclusione del percorso dei lavori dei due autori citati è posta una Via Crucis, espressamente commissionata dalla Raccolta Lercaro al giovane artista romagnolo Nicola Samorì. Attraverso un linguaggio visionario che procede per strappi e lacerazioni, l’autore dipinge dettagli che alludono allo sviluppo narrativo delle singole scene, suggerendo la continua lotta tra vita e morte, verità e menzogna, luce e tenebre.

La vita non si svolge secondo uno sviluppo lineare, ma è un campo di battaglia in cui l’uomo è chiamato a compiere le proprie scelte.

Come ci indica la Via Crucis, in questo terribile cammino verso la morte Gesù assume su di sé la “Croce” del male che abita il mondo e il cuore di ogni uomo per liberarci, per indicarci vie di liberazione, percorsi di redenzione. Gesù porta sulle proprie spalle il peccato del mondo affinché impariamo a convertirlo in strumento di vita.

Il Suo è un invito a percorrere cammini di responsabilità nella prospettiva di una civiltà che non si fondi sulla violenza ma sulla condivisione dei valori.

Scheda tecnica

  • Attraverso le tenebre. Goya, Battaglia, Samorì
    dal 22 settembre 2010 al 9 gennaio 2011
    Inaugurazione: mercoledì 22 settembre, ore 18. Presiede S. E. Mons. Ernesto Vecchi, Presidente della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro
  • Curatori:
    Andrea Dall’Asta S.I., Gigliola Foschi, Michele Tavola
  • Galleria d'Arte Moderna "Raccolta Lercaro”
    Bologna, via Riva di Reno 57
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 11-18.30; lun chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Visite guidate:
    Domenica 26 settembre 2010 - Ore 17,00
    Visita guidata a cura di Saverio Gaggioli
  • Sabato 9 ottobre 2010 - Ore 17,00
    Visita guidata a cura di Saverio Gaggioli
  • Sabato 4 dicembre 2010 - Ore 17,00
    Visita guidata a cura di Cecilia Degiovanni
  • Prenotazione visite guidate:
    Gruppi di massimo 30 persone - Ingresso libero
    Tel. (+39) 051 6566210-211
    segreteria@raccoltalercaro.it
  • Progetto allestimento:
    Paolo Capponcelli, PANSTUDIO architetti associati
  • Progetto grafico:
    Enzo Grassi (Rimini); Donatello Occhibianco (Milano)
  • Segreteria e coordinamento artistico:
    Francesca Passerini
  • Responsabile tecnico:
    Claudio Calari
  • Coordinamento gestionale:
    Alessandra Bonzi
  • Testi:
    Andrea Dall’Asta S.I., Gigliola Foschi, Michele Tavola
  • Ufficio stampa:
    Arcidiocesi di Bologna con la collaborazione di Francesca Passerini
  • Info:
    Tel. (+39) 051 6566210 - 211 - 215
    segreteria@raccoltalercaro.it
    Raccolta Lercaro

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