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SCAVI

Gli artisti transalpini Duprat, Grand, Michel, Panchal, Richer in mostra nella terza tappa del progetto espositivo ‘Una certa idea della Francia’

a cura di Valentina Redditi, il 09/09/2010

Il Centre Culturel Francais di Milano presenta a partire da giovedì 16 settembre 2010 una suggestiva mostra collettiva con opere che spaziano tra scultura, installazioni e video. Autori dei lavori nell’esposizione curata da Simone Menegoi, i cinque artisti francesi Hubert Duprat (1957), Toni Grand (1935-2005), Ariane Michel (1973), Gyan Panchal (1973) e Evariste Richer (1969). L’evento costituisce il terzo appuntamento del progetto espositivo “Una certa idea della Francia”, ideato e promosso dal direttore del Centre Olivier Descotes, che nell’arco di due anni coinvolge artisti francesi e curatori italiani.

“Una certa idea della Francia: le due precedenti esposizioni

Iniziato lo scorso gennaio con la mostra di Raphaël Zarka, curata da Marcello Smarrelli, il ciclo è proseguito a maggio con la personale di Guillaume Leblon, curata da Alessandro Rabottini. La scelta del titolo del progetto nasce dal desiderio di sottolineare lo sguardo dei curatori italiani sul panorama delle ultime due generazioni di artisti francesi, un modo per ribadire l’esistenza di un dialogo ininterrotto tra i due Paesi. La scelta dei curatori, invece, è operata dal direttore e si basa sulla loro attività nella promozione dell'arte emergente internazionale.

Le opere dei cinque artisti di “Scavi”

A prima vista, le opere dei cinque artisti invitati da Menegoi potrebbero sembrare una piccola collezione di reperti paleontologici e di manufatti preistorici: fossili, grandi selci scolpite a forma di teste di animali, vetrine con minerali e frammenti di mosaico. In realtà, si tratta di reperti fittizi o spuri, che denunciano subito la loro natura. Le grandi selci, ad esempio (Hubert Duprat, Les Bêtes, 1992-99), sono creazioni strettamente contemporanee: dapprima lavorate pazientemente con le tecniche paleolitiche originali, sono state poi levigate con utensili industriali, condensando così un arco enorme di storia della tecnica.

Gyan Panchal. Trija

Archeologia di finzione

Viene evocata l’idea di una archeologia di finzione, che fa rivivere tecniche arcaiche (Duprat, Toni Grand), trasforma le tracce del presente nelle testimonianze di una civiltà scomparsa (Gyan Panchal), innesca deliberati anacronismi (Evariste Richer). Il video che chiude l’esposizione (Ariane Michel, La cave, 2009) rovescia la prospettiva, accrescendo l’ambiguità dell’insieme: ciò che sembra a prima vista un’affascinante messa in scena è invece una situazione reale. Il luogo che vediamo emergere poco a poco dall’oscurità è l’insolito laboratorio di un paleontologo: una grotta in Siberia dove l’uomo esamina e conserva reperti preistorici. Fra questi, la carcassa di un mammut ritrovato sepolto fra i ghiacci, di cui l’uomo sta scongelando pazientemente, con un semplice asciugacapelli, una ciocca di peli.

Materia come deposito di memoria culturale

Una nozione che accomuna le opere è quella della materia come deposito di memoria culturale. Nel corso della storia umana, i materiali si sono caricati di una quantità enorme di informazioni: associazioni mitologiche, competenze tecniche, conoscenze scientifiche. L’insieme di queste informazioni forma un sedimento invisibile che può essere “scolpito” a livello concettuale, così come si scolpisce fisicamente il legno o la pietra. È in questa materia impalpabile, nella stratificazione che la storia dell’uomo ha depositato sulla materia e sui gesti, che “scavano” gli artisti presenti in mostra. Un tema collegato a questo è l’idea di utensile come creazione umana essenziale.

Il piccolo asciugacapelli impugnato da un paleontologo nel video di Ariane Michel sembra incongruo rispetto alla mole del mammut. Eppure, come le armi rudimentali degli uomini del Paleolitico bastavano loro per abbattere il gigantesco animale, così l’aria calda dell’asciugacapelli basta a scongelarne un campione e a renderlo disponibile per le analisi. Fragili e temibili, la lancia e l’asciugacapelli possono benissimo assurgere a simbolo del dominio dell’uomo sull’ambiente.

Evariste Richer. Hypocentre

Dialogo fra generazioni

Infine, Scavi mette in scena un dialogo fra generazioni. A tre artisti nati intorno al 1970 (Ariane Michel, Gyan Panchal, Evariste Richer) vengono affiancati due maestri: Hubert Duprat, artista appartato e affascinante, e Toni Grand, straordinario scultore legato al gruppo Supports/Surfaces, la cui opera è scarsamente conosciuta al di fuori del suo Paese. L’accostamento si giustifica grazie ad alcune affinità fra gli artisti a livello di intuizioni, di tematiche, di tecniche; lo scopo di metterli a confronto è quello di superare la visuale ristretta della tipica mostra di giovani artisti, cercando di evidenziare parentele e legami che superano le differenze generazionali.

La scelta di esporre le opere di Toni Grand, in particolare, risponde alla predilezione del curatore per figure del passato recente marginali e inclassificabili, il cui talento, per le ragioni più diverse, non è stato ancora pienamente riconosciuto.

Il catalogo

La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Kaleidoscope, con un testo del curatore e apparati fotografici a colori. Al termine dell’intero ciclo espositivo sarà pubblicato un catalogo generale con un video di Anton Giulio Onofri.

Scheda tecnica

  • Una certa idea della Francia
    Scavi. Hubert Duprat, Toni Grand, Ariane Michel, Gyan Panchal, Evariste Richer
    dal 17 settembre al 12 novembre 2010
    Inaugurazione: 16 settembre, ore 18.30
  • Curatore:
    Simone Menegoi
  • Galleria del Centre culturel français de Milan
    Milano, Corso Magenta 63
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 15-19; lun e dom chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    edito da Kaleidoscope, con un testo del curatore e apparati fotografici a colori
  • Ufficio stampa:
    Marta Colombo
    martacolombo@gmail.com
  • Info:
    Tel. (+39) 02 4859191
    Marie Galey comunicazione@culturemilan.it
    Centre culturel français de Milan

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