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Renato Guttuso. L'atelier, 1975, olio su tela cm 162 x 130

GUTTUSO. Passione e Realtà

A Parma una straordinaria mostra antologica con sessantacinque opere del celebre maestro realista

a cura di Valentina Redditi, il 31/08/2010

La Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma) omaggia Renato Guttuso, anticipando le celebrazioni per l’imminente centenario della nascita, con una suggestiva esposizione (11 settembre – 8 dicembre 2010) che presenta opere fondamentali per tutti i maggiori momenti dell’attività artistica del maestro, comprese alcune celebri icone come La spiaggia, Comizio, Spes contra spem, Caffè Greco, eccezionalmente prestato dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

La connessione con la grande mostra che Parma dedicò a Guttuso nel 1963

Una mostra antologica, quindi, che prende idealmente spunto dalle quattro opere di Guttuso presenti nella collezione permanente della Magnani Rocca e dal cospicuo fondo epistolare che mette in luce i rapporti tra il maestro e Luigi Magnani. Una motivazione ulteriore viene dal ricordo della grande mostra che nel 1963 Parma dedicò a Guttuso, mostra in cui era esposto il monumentale olio La spiaggia (4,5 metri di base) che il maestro di Bagheria destinò alla Galleria Nazionale di Parma e che sarà tra i capolavori presentati alla Magnani Rocca.

Sessantacinque opere sceltissime

Sessantacinque opere, sceltissime, per documentare l’intensità espressiva del momento formativo, all’inizio degli anni trenta, il sentito realismo espressionista, fino al vitalismo rinnovato della sua ultima stagione.

Renato Gutuso. Caffè Greco, 1977

Il percorso espositivo

Queste le sezioni su cui si dipana il percorso espositivo: “l’artista, il suo mondo, gli amici; i ritratti”; “il realismo sociale e bellico, il lavoro, la politica”; “la vita collettiva/la solitudine, i divertimenti, il realismo allegorico, l'eros”; “gli interni, le nature morte, i paesaggi”. Per offrire ai visitatori l’opportunità di confrontarsi con un artista che aveva un’idea forte della funzione dell’arte nella società, una concezione che oltrepassava le mura dello studio; al di fuori, dentro o contro movimenti artistici, che lo vedono protagonista o escluso, spesso polemista sanguigno e colto.

Il realismo della condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni

Oggettivamente Guttuso è stato per più di cinquant’anni uno straordinario testimone dei tempi, in grado di rappresentare con le sue opere, ma anche coi suoi scritti, il realismo della condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni. Lui che in politica e in amore trasfuse passione viscerale, offrendo spunti frequenti ai rotocalchi, al punto da divenire, in vita e ancor più dopo la morte, uno dei personaggi più citati dalle cronache.

Renato Guttuso. La dattilografa, 1958, olio su tela cm 70 x 80

Dalle nature morte alle situazioni del suo particolare “realismo memoriale”

Se La spiaggia, Comizio, Caffè Greco, Spes contra spem sono le icone, certamente alta è la qualità anche delle altre opere proposte dalla mostra: a cominciare dalle splendide, drammatiche nature morte che, negli anni quaranta, facevano presagire la tragedia della guerra e della catastrofe, fra realismo organolettico e narrativo postcubista. Oppure i personaggi del “realismo sociale” e poi di quello “esistenziale” degli anni cinquanta, fino alle situazioni del suo particolare “realismo memoriale”, evocativamente visionarie.

La provenienza delle opere

Oltre che dal museo madrileno le opere provengono da importanti musei italiani e da celebri collezioni, come la Collezione Barilla d’Arte Moderna, la Collezione Bocchi e la Fondazione Francesco Pellin, originata, quest’ultima, dal rapporto di amicizia fra il pittore e l’industriale varesino Pellin, testimoniata da una raccolta di opere guttusiane di grande bellezza e dal sostegno mecenatesco alla pubblicazione del Catalogo Generale del pittore, curato da Enrico Crispolti, autore anche del saggio principale del catalogo della mostra.

Renato Guttuso. Stiratrice e ragazzo di Caravaggio, 1974, olio su tela cm 125 x 205

Moravia, Manzù, Nono, Pasolini, Montale, Neruda, Picasso, Sutherland

Dalla mostra emerge un artista capace di intessere rapporti con altri artisti, anche impegnati in discipline diverse: scrittori come Moravia – raffigurato da Guttuso in un celebre ritratto - , scultori come Manzù - che gli dedicò il monumento funebre di Bagheria dove è sepolto - , musicisti come Nono, poeti come Pasolini, Montale, Neruda grandi maestri della pittura come Picasso, Sutherland, ebbero con lui rapporti di amicizia e di feconda collaborazione artistica.

La comunanza di linguaggio con Luigi Magnani

E anche per questa visione olistica dell’arte, Guttuso trova comunanza di linguaggio con Luigi Magnani, imprenditore ma soprattutto uomo di cultura che, nella sua magnifica dimora, si circondò di opere d’arte che comprendono Gentile da Fabriano Dürer, Tiziano, Van Dyck, Rubens, Füssli, Goya, Canova, Monet, Cézanne, ma anche una emozionante sequenza di artisti a lui contemporanei e spesso amici, Morandi, De Pisis, lo stesso Guttuso.

Scheda tecnica

  • GUTTUSO. Passione e Realtà
    dall’11 settembre all’8 dicembre 2010
  • Curatore:
    Stefano Roffi
  • Fondazione Magnani Rocca
    Parma - Mamiano di Traversetolo, via Fondazione Magnani Rocca 4
  • Orario di apertura:
    mar-ven, orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17); sab, dom e festivi orario continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18); aperto anche 1° novembre e 8 dicembre; lun chiuso
  • Biglietti:
    € 8 valido anche per le raccolte permanenti; € 4 per le scuole
  • Catalogo:
    Edizioni Gabriele Mazzotta, a cura di Stefano Roffi con saggio in catalogo di Enrico Crispolti e interventi di Alberto Mattia Martini e Stefano Roffi
  • Ufficio Stampa:
    Studio Esseci - Sergio Campagnolo
    Tel. (+39) 049 663499 net
    info@studioesseci.net
  • La mostra è realizzata grazie al contributo di:
    Fondazione Cariparma; Cariparma Gruppo Credit Agricole; Camera di Commercio Parma
  • Info e prenotazioni gruppi:
    Tel. (+39) 0521 848327 / 848148 – Fax (+39) 0521 848337
    info@magnanirocca.it
    Fondazione Magnani Rocca

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