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Marisa Merz, Senza titolo, 2005

MARISA MERZ

La grande artista protagonista di un evento d’eccezione al Centre international d’art et du paysage de l’île de Vassivière

a cura di Redazione, il 27/07/2010

Curata da Chiara Parisi, la mostra personale di Marisa Merz (Torino, 1931), una delle più importanti artiste del nostro tempo, sarà ospitata fino al prossimo 26 settembre 2010 nelle sale del Centre international d’art et du paysage de l’île de Vassivière (Francia). L’evento, che si impone tra i più importanti appuntamenti della stagione espositiva internazionale, è caratterizzato da un percorso scandito da pitture e sculture realizzate dall’artista con materiali diversi. In mostra opere inedite, nuove produzioni realizzate appositamente per il Centre international d’art et du paysage, opere circonfuse di una grazia profondamente intima che parla direttamente allo spettatore. I lavori sono caratterizzati dall’uso sapiente del silenzio e della sottrazione con cui Marisa Merz ha saputo, negli anni, realizzare un repertorio di forme tanto intense quanto evanescenti.

Arte e vita

Marisa Merz esplora attraverso le grandi tele con ritratti femminili e le fragili sculture di argilla i legami misteriosi che uniscono l’arte e la vita, in un percorso che trova il suo inizio nel vuoto assoluto nella forma conica, verticale, maschile, del faro di Aldo Rossi, che si contrappone a quella femminile, orizzontale e vibrante del lago di Vassivière.

Protagonista assoluta dell'Arte Povera

Figura maggiore dell’Arte Povera, a partire dagli anni Sessanta, Marisa Merz sviluppa, un lavoro originale solitario e profondamente ispirato alla dimensione femminile, caratterizzato da un’unicità di pensiero il cui carattere introspettivo ha portato alla formulazione di un lavoro prezioso, unico, in cui gli elementi del quotidiano diventano quasi fantasmi domestici, apparizioni evocatrici di spazi intimi e di antiche sapienze.

Marisa Merz, tra le artiste più importanti degli ultimi cinquant’anni

Internazionalmente riconosciuta come una delle artiste più importanti degli ultimi cinquant’anni, il suo lavoro è stato presentato nelle più grandi manifestazioni e istituzioni internazionali, dalla Documenta di Kassel nel 1992, alle personali del Centre Pompidou nel 1994 e della Tate Modern nel 2001. Marisa Merz ha conseguito il premio speciale della Biennale di Venezia nel 2001, come riconoscimento dell’unicità della sua esperienza e dell’apporto straordinario della sua carriera al panorama artistico contemporaneo.

Marisa Merz

“Nel mio immaginario, quello che scopro, non lo chiamo conoscenza, per me, è la felicità”

Dagli anni Settanta, la presenza di Marisa Merz è stato come un respiro continuo e appartato, capace di evocare apparizioni minimaliste, figure parziali, frammenti di corpi o di oggetti, reliquie realizzate in materiali molli come cere, argille, esili superfici di metallo e fili tessuti di rame: “Nel mio immaginario, quello che scopro, non lo chiamo conoscenza, per me, è la felicità. Appena diventa conoscenza, la felicità è perduta. D’accordo, non riesco sempre a fare in modo che non diventi conoscenza, ma qualche volta ottengo quest’istante di felicità. E’ la felicità legata al contatto con me stessa e al contatto con il mondo, e al rapporto tra i due. La trasformazione in conoscenza è quasi simultanea, inevitabile. Non so se la conoscenza contiene del dolore. Credo che sia la ripetizione, una cosa che conosci già. A differenza della felicità che è una sorpresa, uno stupore, quell’instante preciso, ecco. Ma io ho uno spirito bizzarro”.

Il cambiamento radicale del concetto di tempo

Avvicinarsi al lavoro di Marisa Merz, fare l’esperienza delle sue presenze pubbliche, rare e intense, spesso sofferte, piene di nuove riflessioni, significa accettare il cambiamento radicale del concetto di tempo così come lo intendiamo comunemente, un tempo diverso che diventa necessario per entrare in rapporto con il suo lavoro. Tutto in lei, gli scambi con il mondo dell’arte, il suo atteggiamento nei confronti delle inaugurazioni, degli inviti, dei titoli da dare alle mostre, alle opere, ai rapporti con le gallerie, con i curatori, è rivisto in scansioni temporali che rivelano necessità diverse, inusuali e dirompenti.

Scheda tecnica

  • Marisa Merz
    fino al 26 settembre 2010
  • Curatore:
    Chiara Parisi
  • Centre international d’art et du paysage
    Frédéric Legros
    Tel. (+33) (0)5 55 69 27 27
    Fax (+33) (0)5 55 69 29 31
    communication@ciapiledevassiviere.com
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 11-19
  • Biglietti:
    Intero € 3 euro; ridotto € 1,5
  • Contatto stampa:
    Marta Colombo
    martacolombo@gmail.com
  • Info:
    Centre international d’art et du paysage
    Ile de Vassivière – 87120 Francia
    www.ciapiledevassiviere.com

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