
Francesca Gentili, Senza Titolo
a cura di Redazione, il 20/07/2010
Nel 1596 il padre gesuita Matteo Ricci, pioniere del dialogo fra culture, scriveva in lingua mandarina l’opera De Amicitia. Quattrocento anni dopo, la Commissione Diocesana per le Celebrazioni del IV Centenario del religioso, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, ha invitato gli artisti a riflettere sul tema dell’amicizia: dall’iniziativa è scaturita la rassegna espositiva “InOpera 2010-Sulle orme di Padre Matteo Ricci” che si svolgerà presso il Museo di Palazzo Buonaccorsi a Macerata dal 22 luglio al 12 settembre 2010.
La mostra è divisa in due sezioni. La prima è composta da 46 opere d’artisti accreditati e storicizzanti nel sistema dell’arte contemporanea, invitati a partecipare con una propria opera direttamente dal Comitato Scientifico presieduto dal direttore dei Musei Vaticani. La seconda, composta da più di una cinquantina d’opere, riunisce invece una selezione d’artisti contemporanei che hanno aderito liberamente e le cui opere sono state selezionate da un’apposita Commissione giudicatrice presieduta dallo stesso direttore Antonio Paolucci (Leggi l'elenco delle opere in mostra).
“InOpera 2010-Sulle orme di Padre Matteo Ricci” non presenta opere illustrative o didascaliche dei testi in esame, ma un’elaborazione personale alla ricerca di possibili corrispondenze e affinità con il testo ricciano. Si parte dalla premessa che ogni artista deve essere stato stimolato ad orientare la propria attività personale verso la ricerca di un’originale sintesi fra vocazione artistica e tensione dialogica. Ed è per questo che ogni opera esposta può essere vista come il luogo del confronto fra due differenti istanze egualmente storicizzante nel trattato del gesuita maceratese: l’estraneità, come cifra della differenza, e l’ospitalità, come sua traduzione in un sistema di simboli e di rituali.
Dell’Amicitia è la prima opera scritta in lingua mandarina dal gesuita padre Matteo Ricci (Macerata 1552-Pechino 1610). Il testo è uno strumento essenziale per la conoscenza della cultura europea nella Cina dei Ming, ma è anche un trattato che indaga il carattere dinamico della relazione “io-tu”, la quale è forma e, ad un tempo, contenuto dell’amicizia fra le persone e fra le culture. Il tema dell’amicizia occupa un posto singolare nella cultura cinese, essendo uno dei vincoli sociali da cui dipendono il funzionamento della società e dello stato.