Eventi » A-ONE

“Portrait of M.T.I.”, 1983, spray su tela, 340 x 300 cm

A-ONE

Alla Galleria Salvatore + Caroline Ala di Milano una personale con opere storiche del graffitista newyorkese

a cura di Angelo Pinti, il 28/06/2010

Appartenente alla generazione dei graffitisti degli anni Settanta, Anthony Clark – in arte A-One – ne è stato l’esponente di maggior talento, prima che un destino beffardo lo portasse via nel 2001, a soli 37 anni. La Galleria Salvatore + Caroline Ala, spazio milanese erede della Galleria Salvatore Ala dove il writer introdusse la sua arte di strada al pubblico italiano nel lontano 1983, lo celebra oggi con una personale che inaugura giovedì 1 luglio e resterà aperta al pubblico per tutta l’estate, fino al 25 settembre, presentando opere storiche dell’artista newyorkese. In tutto si tratta di una trentina di opere realizzate con tecnica spray su tela cartone e metallo in vari formati, alcune estese fino a 6 metri di lunghezza.

1983: l’anticipazione italiana del graffitismo alla Galleria Ala

“Portrait of A-One’s Magic”, 1983, spray smalto su tela, 298 x 290 cm

Come accennato, tali lavori furono presentati per la prima volta nel novembre del 1983 nella Galleria Salvatore Ala in Via Mameli 3 a Milano. Un’importante anticipazione italiana di quella nuova espressione artistica – nota come graffitismo e dall’ampia risonanza sociale oltre che estetica – che allora era ancora un fenomeno puramente americano. Il pubblico italiano fu molto colpito dalla novità pittorica e comportamentale dell’esposizione di A-One, presto seguita da altre dei suoi compagni di New York.

La voce figurativa dello slang dei bassifondi di New York

Lo stupore del mondo dell’arte e il successo sui media vennero favoriti subito dall’irresistibile carica emotiva di cui erano intrise le sue opere, così impulsive e passionali da essere definite “selvagge”. Disegnando coi compagni i muri del South Bronx, i supermarket, le piste di pattinaggio, i treni della subway e i templi della musica rap, A-One era uno dei primi e più vitali pittori che stava dando una voce figurativa allo slang dei bassifondi di New York, inaugurando con grande energia e vitalità una forma d’arte oggi detta di “strada”.
Durante la disposizione delle opere americane già pensate per la mostra alla Galleria Ala di Milano, il diciannovenne A-One, nativo del Bronx ed esponente di spicco della nuova cultura metropolitana, decise di improvvisare su un’ampia parete della galleria di via Mameli un appuntamento ed incontro tra graffitisti e pubblici di qua e di là dell’Atlantico, realizzando un affresco su cui scrisse: “Welcome Back my Friends to the Show that Never Ends” (Bentornati amici alla mostra che non ha mai fine).

“Portrait of out Ta-Bomb”, 1983, spray su tela, 200 x 135 cm

Una pittura basata sulla spontaneità comunicativa

“Io, ecco, dipingo perché è bello, perché mi piace”. Questa la risposta che lo stesso artista dava a coloro che, in occasione della sua prima personale italiana, lo interrogavano circa le ragioni del suo fare-arte. Una risposta immediata per una pittura basata sulla spontaneità comunicativa.

La rabbia di A-One verso la cultura di massa, della quale è profondo conoscitore

Il suo modo di far volteggiare le bombolette di colori spray creava forme e aloni per effetti effimeri e tuttavia ben carichi, perfettamente fissati e duraturi nella tessitura della tela. Il suo segno correva velocissimo sul cartone e sulla tela, passando dal dripping al segno netto. Il colore e i pensieri sembravano fondersi in un sol tratto. Un intreccio di segni, cifre, sigle nelle quali non manca mai il suo autoritratto: ossia la lettera A.

A-One all’apertura della sua mostra personale alla Galleria Ala di Milano, il 24 novembre 1983

Ancor oggi, vediamo A-One pensare con lo spray. Il suo segno grafico resta un gesto che rende la realtà leggibile: da una parte l’artista, la sua rabbia verso la cultura di massa che combatte ma della quale è al tempo stesso profondo conoscitore; dall’altra, la società, la città veloce e contraddittoria. All’inizio, la lettera A. E nel centro l’istante del movimento che esprime prima ancora di comunicare.

Note biografiche di Anthony Clark (A-One)

Anthony Clark (A-One) nasce a New York City nel 1964, tra le sue principali mostre personali: Fontation Cartier pour l’Art contemporain (Parigi, 2009); Galerie Quintessens (Utrecht, 1990); Piccolo Museum (Lecce, 1985); Galleria Salvatore Ala (Milano, 1983); Hamilton Place (New York, 1982). Tra le mostre collettive di maggior successo a cui ha partecipato: GAMeC (Bergamo, 2007); The Brooklyn Museum (New York, 2006); Federal Reserve Board Building (Washington D.C., 1991); Musée National des Monuments Français (Parigi, 1991); Sagrato del Duomo (Milano, 1984); XLI Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia (Venezia, 1984); Studio 54 (New York, 1982), Fashion Moda (Bronx, New York, 1981). A-One muore a Parigi nel 2001 all’età di 37 anni in seguito alle complicazioni dovute ad un’emorragia celebrale.

    Scheda Tecnica

  • “A-One”
    dal 2 luglio al 25 settembre 2010
    Inaugurazione: giovedì 1 luglio, ore 18-21
  • Galleria Salvatore + Caroline Ala
    Milano, Via Monte di Pietà 1
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 10-19; dom-lun chiuso
    La galleria rimarrà chiusa per ferie da domenica 1° agosto a martedì 31 agosto
  • Info:
    Galleria Salvatore + Caroline Ala
    Tel. (+39) 02 8900901 - Fax (+39) 02 86467384
    galleria.ala@iol.it
    Skype: galleria.ala

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader