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Daniel Spoerri, l’artista che ha creato i “quadri-trappola”

a cura di Redazione, il 26/01/2007

“Non sono mai uscito da una linea diritta. Seguo il mio proprio cammino ma constato sempre più che tesso una sorta di motivo e che alla fine sono il solo da cui si possa attendere a ragione che sappia cos’è e cosa fa”. Così Spoerri parlando di sé.
Nato nel 1930 a Galati in Romania, trasferito in Svizzera nel 1942 per sfuggire alle persecuzioni fasciste rumene, Spoerri si è affermato alla fine degli anni Cinquanta in Francia, approdando all’arte attraverso esperienze giovanili di danza, teatro e poesia.
Artista poliedrico e affascinato dalla sperimentazione, fu il primo a ideare la riproduzione seriale d’arte in “multipli” (MAT, Multiplication d’Art Transformable), oltre ad essere il co-fondatore del gruppo dei Nouveaux Réalistes.
Spoerri ha concepito un’arte “sotto licenza” garantita da brevetti speciali, ha inventato la Eat Art, ha partecipato attivamente al movimento Fluxus. Ha trasformato gallerie e spazi museali in ristoranti, ha aperto e gestito a sua volta un ristorante e una galleria d’arte a Düsseldorf, si è interessato all’aspetto magico degli oggetti. E poi: ha documentato e raccolto gli effetti delle acque miracolose della Bretagna; ha studiato e sviluppato diverse “investigazioni criminali”; ha trasformato studi di fisiognomica del XVII secolo mettendoli in rapporto ad oggetti provenienti da differenti culture; ha impiegato trattati di anatomia e medicina operatoria del XIX secolo rielaborati in un vasto Cabinet anatomique; ha ricostruito la genesi e le relazioni fra singoli oggetti raccolti al “mercato delle pulci”; ha creato assemblaggi di oggetti trovati, fusi in bronzo per metterne in evidenza la forma finale ispirata a figure fantastiche, feticci o idoli misteriosi; ha infine costituito una fondazione dove ha collocato le proprie opere accanto a quelle di artisti di fama internazionale, integrandoli nel paesaggio alle pendici del Monte Amiata in Toscana.
Di fronte a tale straordinaria e tuttora inesaurita carriera, il suo nome rimane ancora legato alla realizzazione dei Tableaux-pièges (i cosiddetti “quadri-trappola”, creati a partire dal 1960 fissando su tavole oggetti trovati, avanzi di pasti o rifiuti), e al suo interesse per le combinazioni del “caso” e l’evocazione dell’aneddoto, teorizzate e raccontate anche in vari scritti e pubblicazioni ed estese a città intere nei suoi progetti di Musée sentimental. Nonostante ciò, per Spoerri ogni incontro fortuito con l’oggetto si traduce nella creazione multiforme e si riproduce nella successione progressiva delle sue opere, entrando nel campo della necessità perseguita dall’artista per quasi mezzo secolo con caparbia ossessione.
 
 
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