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Opera di Piotr Uklanski

VEDO COSE CHE NON CI SONO

L’Istituto Polacco di Roma e il Museo d’Arte Moderna di Varsavia presentano una collettiva nell’ambito del progetto Accademie in Festa

a cura di Bernd Noack, il 25/05/2010

Curata da Sebastian Cichocki e Ana Janevski, inaugura oggi a Roma la mostra collettiva “Vedo cose che non ci sono”, ospitata nelle sale di Palazzo Blumenstihl in via Vittoria Colonna. Con questa esposizione, presentata congiuntamente dal Museo d’Arte Moderna di Varsavia e dall’Istituto Polacco, quest’ultimo aderisce al progetto Accademie in Festa promosso da ROMA - The Road to Contemporary Art e realizzato in collaborazione con le Accademie e gli Istituti di Cultura stranieri presenti a Roma. L’opening collettivo è previsto appunto per il 25 maggio, dalle ore 18 alle 21. Un servizio di navette collegherà tutte le sedi aderenti all’iniziativa.

Il museo come una macchina per la stesura della storia, non solo dell’arte

La mostra “Vedo cose che non ci sono” è un breve racconto del museo e del suo bisogno compulsivo, ma anche capriccioso, di accumulare oggetti; a causa di ciò l’istituzione diventa una macchina per la stesura e la redazione sia della storia dell’arte che della storia in senso generale.
Grazie ad uno strumento istituzionale come il museo noi impariamo a ricordare e a fissare canoni storici, ma anche a perfezionarci nell’arte dell’oblio. Gli oggetti, così come le narrazioni che li accompagnano, trovano il proprio posto all’interno o al di là della storia, mescolati con l’ausilio di arroccamenti espositivi, della rotazione tra la sala espositiva e il magazzino e anche della forza di coinvolgimento nei meccanismi di legittimazione del potere e del prestigio.

Il focus concettuale della mostra

I lavori presentati in mostra fanno riferimento al processo di stravolgimento delle narrazioni storiche ufficialmente in vigore e dei metodi con cui vengono riportate le biografie individuali. Gli artisti, coscienti delle strategie adottate nei musei, operano una manipolazione del linguaggio e della memoria preannunciando il che cosa e il come debba essere ricordato, indipendentemente dal fatto che si tratti della retorica obbligatoria del “popolo eletto” (Uklanski) o di mitologie private (Bakowski, il cui lavoro – che per l’artista costituisce un “monumento” dedicato alla conversazione con un amico – dà il titolo all’intera mostra).

Il Museo d’Arte Moderna di Varsavia

Opera di Agnieszka Polska

La mostra si compone principalmente di lavori che si trovano nella collezione del Museo d’Arte Moderna di Varsavia, una delle più giovani istituzioni artistiche in Europa (nata nel 2005) con un intensa attività espositiva, nonostante il museo non abbia ancora una propria sede definitiva.
Tra le sue attività rientra tra l’altro la partecipazione attiva alla produzione di nuove opere che si riferiscono al contesto locale e alle trasformazioni politico-sociali e il contributo attivo alla riscrittura della storia dell’arte più recente dove, all’interno del canone internazionale, trovano la loro giusta collocazione artisti dimenticati o misconosciuti dell’Europa Centrorientale.

L’inaugurazione in coincidenza con l’apertura del MAXXI

L’apertura di “Vedo cose che non ci sono”, presso l’Istituto Polacco di Roma, costituisce un assaggio di strategie istituzionali di alto livello e, non a caso, coincide con l’apertura a Roma del MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Allo stesso tempo si tratta di una “postilla” al dibattito internazionale sul futuro e sulla missione dei musei pubblici.

Curatori e artisti in mostra

La mostra di Palazzo Blumenstihl è curata, come accennato all’inizio, da Sebastian Cichocki e Ana Janevski, curatori del Museo d’Arte Moderna di Varsavia, e prodotta da Katarzyna Karwanska. Gli artisti in mostra sono Wojciech Bakowski, Tania Bruguera, Oskar Dawicki, Aneta Grzeszykowska, Sanja Ivekovic, Deimantas Narkevicius, Agnieszka Polska, Katerina Seda, Piotr Uklanski.

    Scheda Tecnica

  • “Vedo cose che non ci sono”. Mostra collettiva
    dal 25 maggio al 10 settembre 2010
    Inaugurazione: martedì 25 maggio, ore 18-21
    Conferenza: mercoledì 26 maggio, ore 13.30 (”I primi anni: 2005–2014. Il caso del Museo d’Arte Moderna di Varsavia”, di Sebastian Cichocki e Ana Janevski)
  • Curatori:
    Sebastian Cichocki, Ana Janevski
  • Produzione:
    Katarzyna Karwanska
  • Istituto Polacco di Roma
    Roma, Via Vittoria Colonna 1 (Palazzo Blumenstihl)
  • Orario di apertura:
    lun-ven, ore 14-18
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Istituto Polacco di Roma
    Tel. (+39) 06 36000723 - Fax (+39) 06 36000721
    galleria.pl@istitutopolacco.it

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