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Raffaello e bottega , “La Pesca miracolosa”, arazzo, 493 x 440 cm, Città del Vaticano, Musei e Gallerie Pontificie

GLI ARAZZI DEI GONZAGA NEL RINASCIMENTO

“Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano”, in mostra una selezione di splendidi manufatti appartenuti ai signori di Mantova

a cura di David Bernacchioni, il 24/05/2010

Un viaggio emozionante tra la seta e i colori dei magnifici arazzi fatti realizzare dai Gonzaga nel Rinascimento: è quanto propongono Palazzo Te e il Museo Diocesano di Mantova nell’affascinante mostra primaverile “Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano”, aperta al pubblico fino al 27 giugno e curata da Guy Delmarcel, tra i massimi esperti europei del settore, in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni.
L’esposizione - posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e di S.M. Alberto II Re del Belgio - presenta una selezione di 34 degli arazzi più belli appartenuti ai Gonzaga e realizzati durante il Rinascimento unitamente ad alcune testimonianze documentarie.

La componente ornamentale prediletta da re e nobili di tutta Europa

Fin dall’antichità i tessuti preziosi sono stati la componente ornamentale mobile prediletta di re e nobili di tutta Europa e dalla metà del Trecento gli arazzi ne hanno rappresentato la parte primaria. Quei tessuti di dimensioni gigantesche, veri e propri affreschi mobili, facili da trasportare da una residenza all’altra, da appendere e staccare, non si limitavano alla funzione di difendere dal freddo e dalle intemperie ma dovevano anche costituire uno sfondo variopinto e conforme ai desideri dei committenti e ne manifestavano la ricchezza e il prestigio. La maggior parte degli arazzi delle antiche collezioni era realizzata da artisti fiamminghi e proponeva scene campestri che offrivano durante le stagioni più rigide la possibilità di usufruire di una specie di “giardino d’inverno”. Ma ne esistevano anche altri con intessute storie complesse e considerate sia dei modelli, che dei suggerimenti autocelebrativi dei loro proprietari: per un cardinale venivano ad esempio commissionate storie di eroi biblici, come Davide o Saul o Mosé, o di personaggi cristiani dagli “Atti degli apostoli”, oppure per un uomo d’armi storie profane, come quelle di Enea o di Alessandro o le Fatiche di Ercole.

I volumi pubblicati da Skira per l’occasione

Bottega di Willem de Pannemaker, “Puttini: La danza”, arazzo, 383 x 435 cm, Trissino (Vicenza), Fondazione Progetto Marzotto

Lo studio sistematico della collezione di arazzi gonzagheschi è cominciato nel 1977, ed ha avuto nello storico dell’arte Guy Delmarcel un grande promotore. Questo lungo studio è culminato in una monografia pubblicata dalla College Art Association of America nel 1996, punto di partenza per l’allestimento della mostra di Palazzo Te. Tradotto in italiano dal Centro Inter¬nazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, il testo confluirà in un volume edito da Skira, completato da successive e interessanti scoperte effettuate da Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni. Skira pubblicherà inoltre una Guida alla mostra con, oltre alle opere esposte a Palazzo Te e al Museo Diocesano, il ciclo “Gli Atti degli Apostoli” collocato a Mantova a Palazzo Ducale.

Il percorso espositivo. Gli arazzi restaurati appositamente per la mostra

La mostra di Mantova, allestita da Roberto Soggia con COPRAT nelle sale dell’Ala Napoleonica di Palazzo Te e nell’ambiente delle Fruttiere, presenta come detto una selezione di 34 arazzi, tra i quali si segnalano alcuni eccezionali capolavori: la famosa “Annunciazione” di Chicago (1470-71 circa), il più antico arazzo di gusto rinascimentale sopravvissuto, che rievoca la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna a Palazzo Ducale, tessuto per Ludivico II e utilizzato come ornamento del pulpito della Cattedrale di Mantova; un arazzo del ciclo “Millefiori”, dal Palazzo Vescovile di Mantova, restaurato in occasione di questa esposizione; alcuni esemplari di serie differenti “Giochi di Putti”: un ciclo completo della Fondazione Progetto Marzotto di Trissino, un arazzo conservato presso la Galleria Raffale Verolino di Modena accompagnato da un disegno preparatorio di Giulio Romano e bottega proveniente dagli Uffizi, e un esemplare oggi al Gulbenkian Museum di Lisbona; tre arazzi della celebre serie “Fructus Belli”, provenienti da Bruxelles e Ecouen; otto arazzi con la “Vita di Mosé”, di cui quattro provenienti dal Centre des Monuments Nationaux di Châteaudun in Francia, e quattro dal Museo del Duomo di Milano; il magnifico arazzo della “Storia di Giasone”, con le armi di Alfonso I Gonzaga di Novellara, datato 1554 e acquisito nel 2003 dal Comune di Novellara, tessuto a Firenze nella Arazzeria Medicea, fondata dai fiamminghi Rost e Karcher che testimonia come anche i rami cadetti delle famiglie nobiliari s’interessavano a questa arte di corte; una serie, quasi sconosciuta, di quattro arazzi del ciclo “Cefalo e Procri” restaurati per la mostra e provenienti dai Musei Vaticani e da Ecouen; “Incontro di Enea e Didone” dalle Civiche Raccolte del Castello Sforzesco e “Venere appare ad Enea” dal Patrimonio Nacional (Madrid); quattro splendidi esemplari dalla “Vita di Alessandro Magno” (1600 circa) da Monselice (Padova). Il corpus principale di questi esemplari è stato collezionato dai tre fratelli Gonzaga, a parte “L’Annunziazione”, commissionata da Ludovico II, e la serie di Alessandro da Vincenzo I. L’unico esemplare che non fa parte della collezione Gonzaga è “La pesca miracolosa” da Raffaello e bottega, il cui cartone originale è stato eseguito dal maestro tra il 1514 e il 1516, mentre l’arazzo, insieme agli altri nove della serie, è stato tessuto nella Bottega di Pieter van Aelst di Bruxelles tra il 1516 e il 1519/21. L’opera, proveniente dai Musei Pontifici, era destinata alla decorazione della Cappella Sistina.
Una successiva versione dell’intero ciclo degli “Atti degli Apostoli” è permanentemente esposta a Palazzo Ducale di Mantova, tra cui appunto il soggetto della “Pesca miracolosa”.

Bottega di Nicolas Karcher, “Mosè: L’innalzamento del serpente di bronzo”, arazzo, 377 x 380 cm, Milano, Museo del Duomo

Le opere in mostra al Museo Diocesano e i documenti esposti a Palazzo Te

Al Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova saranno invece esposti altri sei splendidi arazzi del ciclo “Storie di Cristo e dei Santi mantovani” realizzati dalla Manifattura di Dubout a Parigi e tre disegni preparatori provenienti dalla Bibliothèque Nationale di Parigi e due dal Cabinet de dessins del Louvre.
A testimonianza dell’interesse della casata gonzagaghesca per questi preziosi manufatti, è inoltre esposta a Palazzo Te una selezione di documenti - tra cui lettere, inventari e testamenti - proveniente dall’Archivio di Stato di Mantova e da quello di Parma.

Leggi il saggio del curatore Guy Delmarcel

    Scheda Tecnica

  • “Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano”
    fino al 27 giugno 2010
  • Curatore:
    Guy Delmarcel, in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni
  • Sedi espositive di Mantova:
    Palazzo Te, Viale Te 13
    Museo Diocesano Francesco Gonzaga, Piazza Virgiliana 55
    Museo di Palazzo Ducale, Piazza Sordello 40
  • Orario di apertura:
    Palazzo Te: lun, ore 13-18; mar-dom, ore 9-18 (chiusura biglietteria 17.30)
    Museo Diocesano Francesco Gonzaga: lun, ore 15-17.30; mar-dom, ore 9.30-12 e 15-17.30
    Museo di Palazzo Ducale: mar-dom, ore 8.15-19.15
  • Biglietti:
    Intero € 10, ridotto € 8 (gruppi di minimo 20 persone, maggiori di 60 anni, possessori Mantova-Verona Card, possessori di CardBresciaMusei, soci Touring Club Italiano, soci FAI, soci COOP,
    altre categorie convenzionate); ridotto € 2,50 (visitatori tra i 12 e i 18 anni, studenti universitari e disabili); ingresso libero per minori di 11 anni, un accompagnatore per gruppo, due accompagnatori per scolaresca, accompagnatori di disabili che presentino necessità, giornalisti, forze dell’ordine, possessori tessera ICOM

    Il biglietto di ingresso al Museo Diocesano Francesco Gonzaga consente la visita gratuita anche del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano (Largo XXIV Maggio 12, Mantova) e al Museo Diocesano Francesco Gonzaga

    Biglietti Museo di Palazzo Ducale: intero € 6,50; ridotto € 3,25
  • Info e prenotazioni:
    Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te www.centropalazzote.it
    Tel. (+39) 199 199 111 (lun-ven, ore 9-18)
    Modalità di visita: la visita della mostra è regolamentata da un sistema di fasce orarie con ingressi programmati. La prenotazione è obbligatoria per i gruppi e consigliata per i singoli.

    Progetto didattico
    Comune di Mantova - Settore attività culturali: Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani: tel. (+39) 338 8284909 / (+39) 346 0450953
    Visite serali riservate ed eventi in mostra
    Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te: tel. (+39) 0376 369198

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