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Marnix de Nijs, “Accelerator”, 2006, Interactive installation, Courtesy the artist

SPECIAL / As soon as possible: le opere in mostra

L'articolato percorso espositivo della collettiva ospitata a Palazzo Strozzi

a cura di Redazione, il 13/05/2010

Nella collettiva “As soon as possible. L’accelerazione nella società contemporanea”, in programma dal 14 maggio a Palazzo Strozzi di Firenze, 10 artisti internazionali affronteranno la tematica del tempo all’interno della “high speed society”. Si tratta di Tamy Ben-Tor, Marnix de Nijs, Mark Formanek, Marzia Migliora, Julius Popp, Reynold Reynolds, Jens Risch, Michael Sailstorfer, Arcangelo Sassolino e Fiete Stolte.

I dieci artisti internazionali protagonisti della mostra

Arcangelo Sassolino (Italia, 1967) interpreta la tensione dell’accelerazione moderna tramite la creazione di Dilatazione pneumatica di una forza viva, un ambiente trasparente chiuso che crea una realtà a sé stante, in cui un contenitore di vetro viene progressivamente riempito di gas fino a giungere a un’improvvisa esplosione.

Tamy Ben-Tor (Israele, 1975) propone il video Normal nel quale una donna, in preda alle nevrosi e alle ansie della vita moderna, interpreta un frenetico monologo che rende partecipe il pubblico della sua corrispondenza mail, dei suoi obblighi lavorativi e del suo fitto calendario di attività.

Marzia Migliora, “Quando la strada guarda il cielo”, 2010, Rendering di progetto / Project rendering Tappeto di lana / Wool carpet, 500 x 200 cm, Courtesy the artist; Galleria Lia Rumma, Napoli / Milano

Allo stesso modo, Fiete Stolte (Germania, 1979) pone se stesso al centro di un progetto che mette in luce il contrasto tra tempo vissuto e tempo reale: egli “ruba” tre ore a ogni giorno della settimana, ricavando così un ottavo giorno e sperimentando la compressione del tempo e lo straniamento dell’uomo in costante lotta contro l’accelerazione del mondo.

Le opere di Michael Sailstorfer (Germania, 1979) si focalizzano sulla logica intrinseca di materiali e oggetti nella loro azione in spazio e tempo reali. Zeit ist keine Autobahn mostra un pneumatico che ruota ad alta velocità su un muro non spostandosi ma consumandosi sul posto, diventando così metafora del rapido deperimento delle cose in una paradossale “accelerazione immobile”.

Lo scultore Jens Risch (Germania, 1973) arriva a dare una fisicità al tempo. Egli realizza sculture composte da un’infinita di nodi su fili di seta lunghi fino a un chilometro inventariando metodicamente il processo del suo lavoro nella durata degli anni.

Marnix de Nijs (Olanda, 1970) presenta l’installazione interattiva Accelerator in cui ogni visitatore sarà chiamato a mettere a confronto la reattività fisica del proprio corpo di fronte all’accelerata visione di immagini di una grande metropoli contemporanea.

La video-installazione Secret Life di Reynold Reynolds (USA, 1966) ritrae, invece, la condizione di una donna intrappolata nel proprio appartamento, dove lo scorrere del tempo diventa un’esperienza fisica e psicologica in cui tempo naturale e umano divergono profondamente, creando un mondo a metà tra realtà e immaginazione.

Con l’opera Bit.fall, Julius Popp (Germania, 1973) dà forma all’incessante inondazione di contenuti provenienti dai media: parole chiave prese da internet appariranno sotto forma di gocce d’acqua visibili, solo per un attimo, in una spettacolare cascata.

Marzia Migliora (Italia, 1972) cita invece un eroe della velocità e dei media come Marco Pantani. L’artista presenta un tappeto con le sembianze di una strada su cui la frase Vado così forte in salita per abbreviare la mia agonia è sintomatica dell’ansia da prestazione e della tragicità di questa figura.

Arcangelo Sassolino, “Dilatazione pneumatica di una forza viva”, 2010, Acciaio, vetro, gas / Steel, glass, gas, 120 x 120 x 230 cm, Courtesy the artist; Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin; Galerie Feinkost, Berlin Photo: Fausto Caliari, Federico Perezzani

Mark Formanek (Germania, 1967), con la collaborazione di Datenstrudel, propone Standard Time, un orologio dall’aspetto digitale ma con un “circuito umano” di settanta operai che spostano e montano continuamente minuti e ore secondo un’ironica corsa contro il tempo stesso.

Il catalogo Alias-Mandragora, con testi di approfondimento

Accompagna l’esposizione un catalogo bilingue (italiano-inglese; ediz. Alias - Mandragora) che presenterà un approfondimento sui temi della mostra con testi di Hartmut Rosa (docente di Sociologia all'Università di Iena) sulla nozione di accelerazione sociale e sul tempo come risorsa primaria, Andrea Ferrara (professore di Cosmologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa) sul tempo e la sua relatività nel contesto dell’astrofisica, Alessandro Ludovico (critico e direttore della rivista Neural, dedicata alla cultura digitale) sul concetto di tempo e di accelerazione in una società sempre più virtuale e tecnologizzata, Zygmunt Bauman (sociologo, filosofo e professore emerito dell'Università di Leeds) sul concetto di vita e modernità liquida, e Sandra Bonfiglioli (docente al Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano) sulla nascita di progetti urbanistici legati alle strutture temporali delle città.

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