
Andrea Baruffi. The kiss, cm 100x150
a cura di Redazione, il 21/04/2010
L’America di Andrea Baruffi (Padova, Galleria Anna Breda, fino all’8 maggio 2010) è qualcosa che tutti possediamo dentro di noi a livello inconscio. Sentiamo che sono immagini che ci appartengono perché sono entrate a far parte della nostra vita attraverso il cinema, la musica, la pubblicità. Sentiamo che sono immagini che ci appartengono anche se magari facciamo fatica a capire dove e come sono entrate e far parte della nostra vita.
Andrea Baruffi illustra un’idea di stile di vita americano inserito nello spettacolo pirotecnico della metropoli, ma il suo non è uno sguardo nostalgico, anche se si avverte un certo affetto per quello che dipinge; la sua è un’arte che sa descrivere e sa cogliere i momenti migliori di un’immagine. E’ un’arte che arriva diretta, che vuole essere quello che si vede, in cui il sogno americano è sempre meno sogno; la vita americana sarà pure meravigliosa, ma la fatica è tanta e il sorriso bianchissimo non sempre riesce a mascherare dubbi e difficoltà.
Andrea Baruffi si ispira alle atmosfere di Edward Hopper, grande artista americano da lui molto amato, che disse: “Credo di non aver mai cercato di dipingere la “scena americana”; io credo di dipingere me stesso”. Andrea fa lo stesso, sembra che s’interessi a delle vecchie scene di vita metropolitana ma, in effetti, vi riflette se stesso, quello che avrebbe voluto non solo vedere ma soprattutto essere.
L’artista sa sviluppare perfettamente le composizioni dei soggetti con punti di fuga, tagli e inquadrature che sanno colpire l’attenzione. I suoi quadri vanno guardati come una serie di riflessioni sul tempo, sul fatto che trascorre inevitabilmente, ma che comunque, come sosteneva un esperto come Marcel Proust, il “passato è un paese felice”. Anche il lato non scintillante della società americana diventa qualcosa di diverso se viene rappresentato. Anzi possiamo dire che la vita quotidiana diventa quasi epica in una società così competitiva e veloce. Forse non è un caso che il cinema, il grande cinema, ci abbia costruito sopra un’epopea. Così la scelta di Baruffi è proprio quella di diventare cantore di un tempo.
Andrea Baruffi nasce a Lizzano Belvedere (BO) nel 1949. Frequenta il Liceo Artistico a Bologna e si laurea in Architettura a Firenze nel 1975. Nel 1977 decide di trasferirsi negli Stati Uniti e riscuote notevoli consensi per la sua attività di grafico illustratore per i maggiori quotidiani e riviste newyorkesi.
Collabora con New York Times, Daily News, Newsweek, Time e con le più importanti Agenzie pubblicitarie americane (Young & Rubicam, Grey Advertising, Ogilvy & Mather, J. Walter Thompson ed altre).
Cura la Campagna nazionale per Artemide of America e Blue Cross Blue Shield (Health Insurance Co.).
Art Direction Award for the Dover Corporation Annual Report nel 1985. Le sue qualità come graphic designer, illustrator e la sua creatività nella grafica pubblicitaria gli danno notorietà internazionale.
Dal 1991 utilizza anche immagini digitali per le sue creazioni, e dal 1993 si dedica intensamente anche alla pittura e partecipa a numerose mostre e fiere d’arte contemporanea. La sua ricerca pittorica si ispira alle atmosfere di Edward Hopper, con una nota elegantemente ironica e surreale che la rende inconfondibile.
Nel 2002 ha realizzato due grandi cicli pittorici e grafici per le nuove sedi del Reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica presso l’Ospedale S.Orsola di Bologna e del Complesso Casa Sollievo della Sofferenza creato da Padre Pio a San Giovanni Rotondo.