Special » Galleria Edieuropa, quarant’anni fa la prima mostra con Carla Accardi

Galleria Edieuropa, quarant’anni fa la prima mostra con Carla Accardi

a cura di Redazione, il 02/12/2006

«Sembra ieri per molti di noi, eppure sono passati quarant’anni dalla prima mostra. Era quella di Carla Accardi, Marcia Hafif e Giulio Turcato: artisti con i quali abbiamo continuato a lavorare nel corso del tempo perché a Lidio Bozzini piaceva che le scelte della galleria avessero una continuità, fossero coerenti. Per questa ragione il nostro compleanno abbiamo deciso di festeggiarlo con gli artisti di sempre, con gli amici di sempre. Tutti insieme per ricordare Lidio, ma anche per lavorare come faceva lui, con lo stesso entusiasmo e la medesima passione. Tutto cominciò nel 1966, con la rivista Qui Arte Contemporanea, la quale si proponeva”…nei limiti delle sue possibilità, di aprire una zona per così dire ossigenata, ai fatti salienti nuovi o non sufficientemente conosciuti dell’arte di oggi”. Nel 1976, quando l’Editalia celebrava i suoi dieci anni era stato Giovanni Carandente a ricordare come “Avvalendosi del sostegno editoriale, la galleria ha svolto un’azione in profondità nel tessuto artistico contemporaneo, riuscendo a coinvolgere assai più l’assetto culturale delle situazioni che non il loro andamento meramente mercantile”.
Dieci anni dopo Lorenza Trucchi scriveva: “Mi pare che la galleria abbia confermato un più precipuo interesse per l’arte astratta. Lo ha fatto persino oltre le sue iniziali premesse, con lodevole coerenza e non badando al volgere delle mode… Troviamo quindi una periodica, insistita rotazione di nomi di prestigio nell’ambito di una sicura ‘linea italiana’ del linguaggio non figurativo, iniziata con Balla, Severini, Magnelli”. E a proposito della rivista, nella sua presentazione si legge: ”Mi accade talvolta di dover sfogliare la collezione e sempre constato, non senza compiacimento, che fu una rivista seria, tempestiva, del tutto immune da compromissioni mercantili e di questo va reso grande merito all’Editore. Le sedute redazionali erano molto vive, dialettiche. Marisa Volpi era allora intransigente su una linea di cosiddetta avanguardia, io optavo per un’apertura maggiore che investisse temi che mi parevano di pregnante attualità, quali la fotografia e il ritorno all’iconismo. Tra i numeri che mi impegnarono in maniera più diretta quello dedicato a “Arte e regressione”, al quale collaborarono firme di prestigio internazionale come Abraham Moles, Jean Starobinski, Aleksa Celebonovic.“
Daniela Fonti, chiamata a una ricognizione sui 25 anni osservava invece come “quel che caratterizzò in modo assolutamente particolare la galleria fu la costante attenzione prestata alla scultura, un’attenzione che non è mai venuta meno fino ad oggi”. Quando raggiungemmo il traguardo dei trent’anni fu Vito Apuleo a raccontarci. “Lo fece riconoscendo all’Editalia il ruolo di “un porto gioioso, un luogo dove chiarire – o almeno tentare di farlo, le ragioni della ricerca e quel disagio di chiamarsi arte che sembrava voler travolgere tutto e tutti”.
Per i nostri quarant’anni abbiamo scelto di far parlare direttamente la galleria, ovvero di affidare il compito di fare un bilancio direttamente a Lidio, pubblicando un’intervista raccolta, qualche tempo fa, da Lea Mattarella e da Raffaella Bozzini. Ci piace che sia, ancora una volta, la sua voce a fare a tutti noi gli auguri. Per continuare, per andare avanti ancora». 
(Testo concesso dalla Galleria Edieuropa)
 
Articolo correlato:  
“I quaranta anni della Galleria Edieuropa nel ricordo di Lidio Bozzini”

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader