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Cézanne a Firenze, i temi dell’esposizione

a cura di Redazione, il 30/11/2006

La struttura espositiva della mostra “Cézanne a Firenze” si articola in cinque sezioni attraverso un percorso che si sviluppa nelle sale recentemente restaurate di Palazzo Strozzi. La prima sezione focalizza, attraverso fotografie e documenti, l’arrivo in Europa nel 1885 di Egisto Fabbri, insieme ai sette fratelli, alla madre e allo zio che viaggiarono a bordo della nave Aurania. In questa parte sono esposte alcune opere che testimoniano la vita e le frequentazioni della famiglia Fabbri a Firenze, con una particolare attenzione alla documentazione riferita  alla costruzione del palazzo di Via Cavour per opera dell’architetto Giacomo Roster. La seconda sezione approfondisce la prima formazione artistica di Egisto Jr, sviluppatasi a New York, e la pittura americana fra tradizione e Impressionismo. Primo maestro di Egisto fu Julian Alden Weir che, dai frequenti viaggi in Europa, aveva portato in patria la conoscenza dell’Impressionismo, addolcito da un sentimento più domestico e familiare. Qui si avvicinò anche a pittori come John La Farge, James Abbott McNeill Whistler, Winslow Homer, Thomas Eakins. A Firenze Egisto Fabbri frequentò Eduardo Gordigiani e Alfredo Muller, allievi di Michele Gordigiani. In questa parte sono esposte per la prima volta le opere dello stesso Egisto, come i ritratti dei familiari che risentono sia dell’esperienza americana sia dell’osservazione di Cézanne oltre ad alcuni dipinti, inediti, di Eduardo Gordigiani e Muller. Per Egisto fu determinante l’esperienza maturata anche a Parigi. Mary Cassatt gli fece da tramite con Edgar Degas, Camille Pissarro diventò suo maestro di pittura e spesso Fabbri si recò a dipingere, con la sorella Ernestine, a Eragny, dove viveva Pissarro. A Parigi risiedevano anche Leo e Gertrude Stein, appassionatisi a Cézanne dopo averne visto i dipinti che Loeser aveva acquistato da Vollard. La terza sezione è dedicata alla Prima Mostra Italiana dell’Impressionismo, organizzata nel 1910 nelle sale del Lyceum di Firenze. Oltre a “Campagna presso Bellevue” di Cézanne, appartenente a Fabbri, fu esposto “Il giardiniere” di Van Gogh di Gustavo Sforni, proprietario anche di un unico Cézanne, “Il ritratto di monsieur Chocquet”. In questa sezione della mostra sono raccolte un gruppo di opere di Cézanne appartenute ai due collezionisti; Fabbri le teneva appese alle pareti della sala da pranzo, mentre Loeser conservava i suoi dipinti nello spogliatoio e nella camera da letto, mostrandoli solo a pochi intimi. Altra parte della sezione, è quella riferita alla Villa di Bagazzano, nei dintorni di Firenze, che per Fabbri divenne un suo rifugio dal mondo. Esposte foto e dipinti che testimoniano l’aspetto austero e semplice della casa, nonché coloro che la frequentavano, come Vernon Lee (pseudonimo di Violet Page) o la famiglia La Farge, Maurice Denis, Andrè Germain. Interessante la parte della sezione intitolata “Cézanne: copie e copisti”: i Cézanne delle collezioni fiorentine furono studiati e copiati da pittori e pittrici che frequentavano le case di Loeser e Fabbri. Il ritrovamento di queste copie in raccolte private permette di documentare il singolare interesse allora riservato non solo agli antichi maestri, ma anche a un artista contemporaneo. La quarta sezione accompagna il visitatore alla scoperta della passione che Egisto ha avuto anche per l’architettura. Fece ricostruire, dopo un terremoto, la chiesa di Serravalle in Casentino che, insieme alla passione per la liturgia e la musica gregoriana, coinvolse tutto il paese. Un’impresa che, con l’acquisto di Palazzo Capponi, costò la gran parte della collezione dei Cézanne. Nella sezione trovano spazio anche altre testimonianze dell’attività architettonica di Egisto Fabbri. Nella quinta ed ultima sezione della mostra sono esposti dipinti e sculture di artisti che, elaborando un’interpretazione dello stile del maestro francese in linea con lo spirito del loro tempo, si esprimeranno con un linguaggio comune. Tra i più significativi Ardengo Soffici, Alfredo Muller, Eduardo Gordigiani, Felice Carena, Oscar Ghiglia, oltre agli scultori Libero Andreotti, Antonio Maraini e Romano Romanelli. Presenti anche alcuni straordinari dipinti di Giovanni Fattori.

Crediti immagine: National Gallery of Victoria

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