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Fabbri e Loeser, i due collezionisti che scoprirono CÚzanne

a cura di Redazione, il 30/11/2006

Per merito di due giovani e ricchi americani, Egisto Paolo Fabbri e Charles Alexander Loeser, nei primi del Novecento Firenze ebbe un ruolo fondamentale nell’affermazione di Paul Cézanne come “padre della pittura moderna”. Ecco la loro storia. Egisto Paolo Fabbri (New York 1866 - Firenze 1933) acquistò i primi dipinti di Cézanne nel 1896 dal suo gallerista e mercante parigino, il famoso Ambroise Vollard. A quell’epoca il pittore era ancora vivo, disprezzato da quasi tutti i critici. Fabbri fu però da subito un suo convinto sostenitore e nel 1899 gli scrisse una lettera, manifestando il desiderio di recarsi ad Aix-en-Provence per conoscerlo. Il pittore però rifiutò, con la ritrosia che riservava anche ai pochi ammiratori, ma non nascose una sincera meraviglia nell’apprendere che, a quella data, il giovane collezionista possedeva già 16 suoi quadri. Fabbri apparteneva a una famiglia di emigranti italiani che negli Stati Uniti aveva raggiunto una straordinaria ricchezza grazie alle capacità imprenditoriali dello zio Egisto Paolo Senior, talmente abile da divenire socio del banchiere John Pierpont Morgan. Il giovane Egisto aveva studiato pittura a New York nella scuola di Julian Alden Weir, uno dei primi pittori americani ad accogliere il moderno linguaggio impressionista conosciuto in Europa. Nel 1885 Fabbri si trasferì a Firenze con gran parte della numerosa famiglia. Spinto da un carattere inquieto e ricco di interessi, soggiornò più volte a Parigi in compagnia dei pittori Edoardo Gordigiani e Alfredo Muller. Egisto e la sorella Ernestine, anche lei pittrice, erano in contatto diretto con artisti importanti, fra cui Edgar Degas, Mary Cassatt, John Singer Sargent, Walter Pach. Spesso Egisto si recava a dipingere in una zona di campagna, nei luoghi cari agli impressionisti, dove viveva Camille Pissarro, ricordato dalla critica contemporanea come suo maestro. Di Fabbri ci rimangono alcuni dipinti, soprattutto ritratti e paesaggi, stilisticamente riconducibili alla tradizione americana, vivificata dalla conoscenza del nuovo linguaggio impressionista. Fabbri lasciò definitivamente Parigi per Firenze nel 1913, ma probabilmente i quadri di Cézanne arrivarono in Toscana dopo essere stati esposti alla Biennale di Venezia del 1920. La collezione arrivò a contare ben 32 Cézanne, per lo più di altissima qualità. In quegli anni visse a Firenze anche Alexander Loeser (New York 1864 - Firenze 1928). Americano, ma di origine tedesca, giovane e ricchissimo, intuì come Fabbri la grandezza del pittore di Aix. Nel 1896 acquistò da Vollard i primi paesaggi di Cézanne e nel 1890 si trasferì in Toscana, dove ritrovò l’ex compagno di Harvard Bernard Berenson. Col tempo collezionò 15 dipinti di Cézanne, che affiancarono la sua collezione di preziosi disegni e di arte antica. Li mostrò a molte importanti personalità della comunità internazionale, e non pochi restarono perplessi davanti a quelle forme e a quei colori insoliti. Tra questi sir Winston Churchill, pittore dilettante oltre che politico di razza. A quanto raccontò lo stesso Loeser a Leo Stein, Churchill fu in effetti tutt’altro che conquistato dal pennello di Cézanne. L’interesse dei due collezionisti per la pittura di Cézanne contribuì nel maggio del 1910 ad arricchire la Prima Mostra italiana dell’Impressionismo, tenutosi nelle sale del Lyceum di Firenze: i visitatori poterono vedere “Campagna presso Bellevue” di Cézanne di proprietà di Egisto Fabbri (che prestò anche un “Ritratto di donna” di Degas, un Daumier e un Forain) e il “Giardiniere” di Van Gogh appartenente al pittore Gustavo Sforni, che era anche un raffinato intellettuale e mecenate. Firenze assunse così un ruolo guida nella conoscenza e nell’apprezzamento del maestro francese tra il pubblico italiano colto e nell’ambiente internazionale tradizionalmente presente nella città. Fabbri e Loeser attrassero sia gli stranieri residenti, sia conoscenti e amici che compivano il viaggio per vedere i quadri di Cézanne appesi alle pareti della sala da pranzo nel palazzo di via Cavour, dove Egisto viveva con la famiglia, o quelli conservati a Villa Gattaia da Loeser.



[Immagine: opera della National Gallery of Victoria]



Fra questi Maurice Denis, i pittori americani Mabel e Bancel La Farge (figlio del pittore John) e lo scrittore francese André Germain. Un’altra interessante vicenda, rivelatrice del significato che la pittura di Cézanne aveva acquistato nel giro degli artisti angloamericani che vivevano a Firenze, fu la fioritura e la diffusione di copie tratte dai Cézanne conservati nelle collezioni di Fabbri e di Loeser. Alcune pittrici come Ernestine Fabbri e Florence Blood ne eseguirono alcune molto ammirate dallo stesso Berenson. A Firenze Egisto si adoperò con lo stesso spirito intraprendente del padre: nella zona fra piazza San Marco e piazza della Libertà fece demolire alcuni edifici fatiscenti, al posto dei quali venne creato un quartiere moderno. Sul luogo dell’antico e ormai inadeguato ospedale psichiatrico sorsero eleganti palazzi borghesi, fra cui quello dei Fabbri, progettato dall’architetto Giacomo Roster (attualmente sede del collegio degli Scolopi), dove visse per vari decenni la famiglia e dove il nipote Egisto conservò i suoi Cézanne. Fabbri fu anche architetto, al cui opera principale fu, negli anni Venti, sotto la spinta della recente conversione al cattolicesimo, la ricostruzione in stile romanico della chiesa di Serravalle in Casentino. In questo progetto confluì anche la grande passione per la musica. Infatti, per diffondere la conoscenza del canto gregoriano fra l’umile popolazione del villaggio fece venire a sue spese dagli Stati Uniti dei professionisti qualificati, come Justine Ward, che aveva elaborato un nuovo metodo di insegnamento del canto gregoriano ai bambini. Il prezzo di questo ed altri investimenti fu la rinuncia a gran parte degli amati Cézanne, anche i più belli, venduti nel 1928 ai mercanti parigini Rosenberg e Wildenstein per una cifra all’epoca non indifferente.

Crediti immagini: Thyssen-Bornemisza Collections Washington, White House Historical Association (White House Collection)

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