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Alberto Castelli, “Hooded”, 2008, olio su canapa, cm 122x86

ALBERTO CASTELLI

Arriva a Bologna la prima personale di un autore autentico e genuino, per una mostra tutta all’insegna del ritratto femminile

di Luca Maffeo, il 30/03/2010

Inquiete, spensierate, assorte davanti allo specchio, colte in un’intimità profonda. Disdegnando ogni curiosità per il cattivo gusto, torna finalmente un po’ di quella sensualità nobile che sembrava essere da qualche tempo dimenticata. Senza perversione o alcun interesse acerbo per la corruzione della carne, tanto in voga negli ultimi anni, l’immagine pittorica, nitida e pura, esalta il soggetto dimentico di qualsiasi estetismo. Così Alberto Castelli, classe 1970, rappresenta le donne, in una personale bolognese volta a raccontare una generazione segnata dal fascino dell’immagine mediatica, nella quale anche la più evidente imperfezione sfocia in fascino e grazia.
La mostra sarà esposta fino al prossimo 21 aprile 2010 presso le sale della galleria L’Ariete artecontemporanea di Bologna.

L’elogio della pittura

Se parlare di pittura in senso stretto costringe in qualche modo a rivolgere lo sguardo al passato, precisamente a quella tendenza conosciuta come New wave, in cui la pittura guardava a se stessa e alle proprie capacità, Castelli, con il suo fare fresco e autentico, si costringe invece in un balzo pittorico senza richiami. Dalla metà degli anni Novanta dà vita ad un personalissimo stile, prestato ad immagini di immediata contemporaneità, di giovani e giovinette sui volti dei quali si immagina il ritratto stupito di un’innocente e spensierata allegrezza. Legato talvolta alla Nuova Figurazione italiana, seppur rinunciando agli eccessi di Federico Guida e alla veemenza di Coda Zabetta, lascia traspirare il linguaggio pittorico quale è, giocando con la corposità e la brillantezza dell’impasto ad olio, senza travestimenti fotografici o tagli trasversali. Né mimesis, né tanto meno l’illusione trompe l’oeil, ma la semplice e pura immagine dipinta.

Alberto Castelli, “Laura Brument”, 2008, olio su canapa, cm 56x40,6

L’arte del dipingere, veicolo del moderno

Gillo Dorfles ci aveva ammonito, quando nel 2008 pubblicò “Horror Pleni, la (in)civiltà del rumore”, riscontrando nella nostra società l’incapacità di un linguaggio chiaro ed efficace, comprensibile e comunicabile nonostante la presenza di eccessi tecnologici a nostra disposizione.
Eppure, se è vero che l’arte per certi aspetti è diventata meno fruibile, più complessa, è anche vero che già, e ormai da qualche tempo, artisti quali Maurizio Bottoni e Agostino Arrivabene, si sono esposti riproponendo sul mercato opere degne della più alta manualità fiamminga. Tuttavia il respiro che Castelli dà al suo fare punta, senza rinnegare il linguaggio pittorico, sulla assoluta modernità sia del medium adottato, sia del soggetto figurativamente rappresentato. Ci si imbatte così in un’arte più popolare e meno pop, la quale, sulla scia di una figurazione che trova in Alex Katz uno dei suoi più alti precursori, lascia assaporare il gusto di un autentico modern style.

Volti di madreperla

Tuttavia, soppiantando le certezze fisiche e morali che le riviste pubblicitarie sono abituate a trasmettere, Alberto Castelli, con acutezza e ingegno, propone soggetti dallo sguardo freddo e intenso, i cui pensieri, dominanti nell’immagine, si oppongono ad una immediata rappresentabilità. Assiepati nella propria psiche di gesso, e talvolta sbarazzina, i ritratti femminili oltrepassano gli stadi della compostezza e della bellezza, impietriti in volti di madreperla, preziosi, ma invasi di nostalgica malinconia. Figure accese, soverchiate da colori brillanti e lievi decori, mettono in evidenza tutte quelle incertezze che la moda, priva di vera coscienza, veste.

Alberto Castelli, “In the morning”, 2009, olio su lino, 40,6x40,6

Come Avedon ritrasse barboni, artisti e presidenti, tutti sulla scena neutra di una quinta completamente bianca, così, le “modelle” di Castelli si scorgono strappate dalle splendide, ma effimere, copertine. Abbandonano le sicure pagine dei magazine ritrovando la loro immagine naturale.

    Scheda Tecnica

  • “Alberto Castelli”. Mostra personale
    fino al 21 aprile 2010
  • L’Ariete artecontemporanea
    Bologna, Via D’Azeglio 42
  • Orario di apertura:
    giorni feriali, ore 15.30-19.30
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Galleria L’Ariete artecontemporanea
    Tel. 348 9870574
    info@galleriaariete.it

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