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Goya e la tradizione italiana, una grande mostra a Parma

a cura di Redazione, il 04/09/2006

La famiglia dei duchi di Osuna, La Marchesa di Pontejos, Maria Teresa di Borbone e Vallabriga contessa di Chinchòn, La regina Maria Luisa. Queste alcune delle celeberrime opere di Francisco Goya protagoniste nella grande mostra proposta dalla Fondazione Magnani Rocca a partire dal 9 settembre dal titolo “ Goya e la tradizione italiana”. Saranno proprio le sale espositive della Fondazione, situata a Mamiano di Traversatolo nei dintorni di Parma, ad ospitare un evento che vuole documentare e analizzare le circostanze che legano Francisco de Goya y Lucientes (1746 – 1828) all’Italia e in particolare a Parma. La mostra, curata da Fred Licht e da Simona Tosini Pizzetti, si sviluppa in quattro sezioni. Nella prima, il percorso espositivo ripercorre quello che fu il rapporto tra Goya e la città di Parma, attraverso i capolavori che vinsero il Concorso di pittura indetto dall’Accademia di Parma nel 1771 – a cui partecipò anche Goya classificandosi secondo dietro a Paolo Borroni – oltre a quelli dell’edizione precedente e seguente. Fulcro della mostra sono la seconda e la terza sezione, che consentono di raffrontare la tradizione italiana del ritratto con l’interpretazione che dello stesso tema offre Francisco Goya che pure da questa tradizione risultò non poco influenzato. Anche se l’artista aragonese è considerato una delle figure più personali, indipendenti e significative dell’arte spagnola, è riconosciuta l’influenza che la pittura barocca e classicistica italiana, soprattutto di area veneta e napoletana, ha esercitato sulle sue opere, sia a effetto del viaggio in Italia, durante il quale Goya assorbe principalmente la cultura ritrattistica di ambito romano, che pure della conoscenza di artisti italiani che lavorarono per la corte madrilena, come Giambattista Tiepolo e il figlio Gian Domenico e il napoletano Corrado Giaquinto. Nella seconda sezione una ampia sequenza di opere di Giaquinto, Traversi, Baldrighi, Mengs, Kauffman, Batoni, Bonito, Benefial, Ghezzi documenta i livelli raggiunti dal “Ritratto italiano singolo e di gruppo al tempo di Goya”. È nella terza sezione che si documenta quale fu la risposta artistica di Goya a questi modelli – così come a quello francese, allora imperante in Spagna – con la parte interamente riservata a “La ritrattistica di Goya”. Qui, a raggiungere La famiglia dell’infante don Luis, patrimonio della Fondazione Magnani Rocca, sono capolavori concessi dal Prado di Madrid e da altre raccolte spagnole, dalla National Gallery di Washington, da Palazzo Barberini di Roma, dagli Uffizi di Firenze, dalla Galleria Nazionale di Parma.
La quarta sezione – allestita in collaborazione alla Galleria Mistrali di Parma – , è dedicata alla grafica, e propone un confronto tra i lavori di Giambattista e Gian Domenico Tiepolo, di Pier Leone Ghezzi e di altri disegnatori italiani coi celebri Caprichos di Goya, presentati qui integralmente: a documentare l’enorme salto in avanti nel tempo e nella stessa concezione del racconto pittorico segnato da Goya, da un’epoca che stava tramontando al sorgere di un mondo nuovo.
Una curiosità: le opere Annibale vincitore, che rimira per la prima volta dalle Alpi l’Italia e Il genio della guerra guida Annibale attraverso le Alpi, ovvero i dipinti di Goya e di Borroni, saranno nuovamente a confronto, da quel 1771 quando una giuria, composta tra l’altro da personaggi di notevole prestigio, preferì l’opera di Borroni a quella del pittore aragonese, allora giovane genio venticinquenne ancora non del tutto compreso.
 
Biografia di Francisco de Goya y Lucientes  
 
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Scheda tecnica


Goya e la tradizione italiana
dal 9 settembre al 3 dicembre 2006

Curatori:
Fred Licht, Simona Tosini Pizzetti

Fondazione Magnani Rocca
Parma - Mamiano di Traversatolo, via Fondazione Magnani Rocca 4

Orario di apertura:
Tutti i giorni, ore 10-18; lun chiuso.

Biglietti:
8 € (comprensivo delle Raccolte permanenti)

Catalogo:
Silvana Editoriale

Info e prenotazioni gruppi:
Tel. (+39) 0521 848327 - 848148
Fax (+39) 0521 848337
info@magnanirocca.it
Fondazione Magnani Rocca

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