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Giorgio de Chirico. Les deux nus, 1926, olio su tela. Rovereto, Mart - Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Collezione VAF – Stiftung

SPECIAL/ Giorgio de Chirico, 120 dipinti in mostra

Le sette sezioni espositive della mostra a Palazzo delle Esposizioni

a cura di Redazione, il 07/04/2010

Nella prima sezione – Natura del mito – della mostra “La Natura secondo de Chirico” in programma a Roma a Palazzo delle Esposizioni (9 aprile – 11 luglio 2010), saranno accostati quei dipinti in cui la Natura, trasfigurata in chiave mitica, è intesa come scenario di archetipi universali. Le figure mitologiche evocate nei dipinti di questa sezione (Apollo, Minerva, Esculapio, Orfeo, Arianna) assurgono a simboli della cultura intesa come grande forza civilizzatrice, vittoriosa sul disordine della natura.
L'elenco delle 120 opere in mostra

Natura dell’ombra

Lo spazio urbano, nella pittura di de Chirico, è determinato – con uguale peso – tanto dai volumi architettonici raffigurati, quanto dalle ombre rigide e irreali che presenze architettoniche esterne all’inquadratura proiettano sul suolo, raffigurato come puro piano geometrico. L’artista si fa anticipatore di audaci sperimentazioni costruttive, straordinario architetto di città allucinate e assurde. L’architettura inventata di de Chirico definisce anche uno spazio dell’assenza, un luogo puramente mentale in cui la Natura è relegata in un “altrove” metafisico che non si rivela mai.

Natura da camera

Di nuovo uno scambio, all’interno dell’opera dechirichiana, tra naturale e artificiale: viene qui tematizzato quello speciale cortocircuito che l’artista innesca accostando le categorie disomogenee dell’universale e del contingente, dell’eternità e della storia: elementi naturali collocati ad absurdum nei contesti determinati dall’ordine della civiltà o, all’opposto, vestigia di civiltà che fluttuano entro scenari naturali, mitici e primordiali.

Anti-natura

Giorgio de Chirico. Piazza d'Italia (1938), olio su tela. Collezione privata, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano

Qui l’ambivalenza tra naturale e artificiale si sposta da strutture inanimate al corpo umano. Prodotto di un mondo segnato dalla corsa tecnologica, i corpi – nei dipinti di questa sezione – tendono a diventare oggetti dall’identità oscillante, organismi intermedi, entità anti-naturali. L’artista dà vita ai suoi manichini e automi, che appaiono come sperimentazioni cyborg ante-litteram.

Natura delle cose

Sezione dedicata a tutte quelle costruzioni, caratteristiche dell’opera di de Chirico, intermedie tra il naturale e l’artificiale: macchine “metafisiche”, ibridi assemblaggi di elementi che, partendo da strutture culturali e storiche della nostra civiltà, assurgono al valore di totem contemporanei.

Natura aperta

“Natura aperta”, ovvero squadernata nei suoi elementi primordiali. I materiali costitutivi della natura e le regole che li governano sono smontati, riorganizzati e rifondati attraverso l’arte di de Chirico: aria, fuoco, terra e acqua compongono una ricetta dell’universo modellata dall’artista.

Giorgio de Chirico. Natura morta con testa scultorea, (seconda metà degli anni Venti). Tempera magra su cartone. Collezione privata, courtesy Claudia Gian Ferrari, Milano © 2010 Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma

Natura viva

In quest’ultima sezione, viene affrontato il tema, caro a de Chirico, dell’arte che “vivifica” – in senso letterale – la natura. Il genere pittorico storicamente indicato col nome di “natura morta” viene ripreso capovolgendone il senso e il significato, che diventa quello di “vita silente”: l’arte in quanto forza creatrice restituisce alla natura la sua vitalità primigenia. La vita interna dell’oggetto, la sua vita silente, magnificata dall’artista, si risveglia ed entrando in relazione dinamica con il paesaggio in cui è inserita diventa soglia tra mondo reale e metafisico.

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