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La locandina della mostra

ALBERTO BURRI. Cellotex

Trenta opere del grande maestro dell'informale materico in mostra alla galleria MOdenArte

a cura di David Bernacchioni, il 12/04/2010

Curata da Gianluca Ranzi, la mostra “Alberto Burri: Cellotex. La strategia della materia” presenta nei locali della galleria MOdenArte di Modena una trentina di opere meditative e notturne del maestro umbro (Città di Castello, 12 marzo 1915 – Nizza, 13 febbraio 1995), che ricapitolano ed esemplificano l’intera ricerca artistica di Burri sulle qualità della forma e della materia.

“farsi notte dell’esistenza”

La mostra – fino al 1 maggio 2010 - tratta il periodo che parte con la metà degli anni '80, in cui un Burri ormai settantenne, mette nelle tele il “farsi notte dell’esistenza”, chiamando, non a caso, molte delle sue opere “Notte” o “Annottarsi”, come a voler traghettare anche la sua arte all’estrema soglia della vita.

I celebri Cellotex

Le sale di MOdenArte ospitano dieci dei celebri Cellotex: superfici livellate e regolari, semplificazione della forma e purezza del colore per una fase di grandi equilibri e nuova sperimentazione. Il cellotex, materiale industriale per la coibentazione ottenuto da un impasto ligneo compresso, viene impiegato da Burri per le sue potenzialità espressive e le innumerevoli possibilità. L’artista utilizza in particolare la scabrosità della materia allo stato grezzo, accentuandola o assecondandola tramite il suo intervento con colla vinilica, colore, linee e geometrie. A questa prima parte di opere (che vanno dal 1982 al 1993), si affiancano venti serigrafie realizzate tra il 1986 e il 1988 e una piccola bruciatura.

Tra ampiezza e monumentalità

Opere in cui il senso dello spazio perpetua in un qualche modo lo studio e la concezione dei Maestri, da Giotto a Piero della Francesca, fornendo ampiezza e monumentalità. Lo spazio di Burri costruisce un’architettura “altra”, fisica e ideale, che viene posta a confronto con la scoperta dell’inconscio e delle sue inquietudini, divenute ormai nutrimento per buona parte dell’arte contemporanea.

Le parole del curatore Gianluca Ranzi:

Alberto Burri. Cellotex, bianco e nero, 1993, cm 73,5x103

«L’opera di Alberto Burri descrive una parabola creativa fondata sulla sperimentazione continua dei materiali e delle proprietà della materia. Per Burri tutto si trova sulla superficie del quadro e il suo instancabile trascorrere sui materiali non ha aspirazioni simboliste, espressioniste o metafisiche, ma aspira alla ricerca di una nuova forma di classicità giocata sulla tensione verso l’equilibrio formale della composizione, ottenuta sfruttando le qualità strutturali della materia impiegata e il rapporto tra luce e colore.

I cicli dei Cellotex non solo concludono l’arco creativo dell’attività di Burri ma ne costituiscono il vertice irripetibile, l’episodio terminale in cui si rispecchia e si invera tutto il lavoro precedente, poiché, come egli stesso affermava: “Il mio ultimo quadro e’ uguale al primo”.

Il Cellotex e’ un materiale di supporto sperimentato da Burri a partire dagli anni Settanta, un impasto di segatura e colla usato per la coibentazione dei tetti. E’ un materiale povero, anonimo e di uso industriale, che steso a formare il supporto delle opere diviene una pelle sensibile su cui Burri interviene in vario modo: sovrapponendo strati di colore acrilico, creandovi effetti di campiture monocrome lucide e opache, scorticandone a tratti la superficie fino a mettere a nudo le fibre evidenziandone l’asperità della struttura compositiva.

In particolare il ciclo dei Cellotex neri, anche descritto da Burri col titolo di “Annottarsi”, si distingue per la purezza, la sintesi compositiva e la semplificazione estrema a cui giunge negli anni Ottanta il suo percorso creativo. Sono superfici monocromatiche che vibrano del dialogo tra campiture di colore acrilico lucido e porzioni opache che lasciano trasparire la porosità del materiale di supporto. La tensione messa in atto dal dialogo tra le forme morbide e sinuose inscritte nel rettangolo del quadro si affianca al dialogo tra superfici lucide e opache, che fanno scivolare o imbrigliano la luce, a seconda della materia su cui essa si posa. I Cellotex neri sono opere meditative e notturne che ricapitolano ed esemplificano l’intera ricerca dell’artista sulle qualità della forma e della materia, secondo un fare creativo che si fa affabulare dallo spettacolo della bellezza della vita e approda infine al silenzio dell’assoluto.»

Il logo della Galleria MOdenArte (fonte immagine sito web galleria)

La Galleria MOdenArte

La Galleria MOdenArte nasce all’inizio del 2005. L’amore e la passione per l’arte che caratterizzano l’intero team portano la galleria ad affermarsi in breve tempo sia a livello italiano che internazionale. Alla sede di Modena pochi mesi dopo si aggiunge quella di rappresentanza americana di Boca Raton in Florida e ora, nel 2009, quella di Venezia. Oltre all’accurata scelta delle opere proposte nelle varie esibizioni, MOdenArte pone particolare attenzione all’organizzazione di manifestazioni ed eventi a livello nazionale e internazionale, sia nelle proprie sedi espositive che in musei, gallerie partners e fiere locali ed estere.

Scheda tecnica

  • Alberto Burri: Cellotex. La strategia della materia
    fino al 1 maggio 2010
  • Curatore:
    Gianluca Ranzi
  • Galleria MOdenArte
    Modena, via Toscanini 26
  • Orario di apertura:
    lun-ven, ore 9-17.30; sab, ore 11-18
  • Ufficio Stampa MOdenArte:
    ufficiostampa@modenarte.com
  • Info:
    Tel. (+39) 059 367470 - Fax (+39) 059 374841
    infoita@modenarte.com
    Galleria MOdenArte

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