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Stephen Shore, Horseshoe Bend Motel, Lovell, Wyoming, July 16, 1973

BIOGRAPHICAL LANDSCAPE. Fotografie di Stephen Shore 1969-1979

Al Museo di Roma in Trastevere, 164 scatti raccontano i “Luoghi Insoliti” dell’America dell’Ovest negli anni ‘70

a cura di Angelo Pinti, il 08/04/2010

Un’importante selezione dei lavori realizzati dal fotografo statunitense Stephen Shore negli anni Settanta del secolo scorso è raccolta nella mostra “Biographical Landscape. Fotografie di Stephen Shore 1969-1979”, ospitata dal Museo di Roma in Trastevere fino al 25 aprile 2010 dopo un lungo tour che dagli Stati Uniti ha attraversato tutta l’Europa. Promossa a Roma dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Culturali, è curata da Stephan Schmidt-Wulffen.
Aperture, organizzazione no-profit dedicata alla fotografia e alle arti visive, ha prodotto questa mostra itinerante e il catalogo che l’accompagna.

Stephen Shore: una vita di avanguardia

A soli sei anni riceve in regalo una vera camera oscura, a 9 inizia ad usare una 35mm, a 17 già frequenta la Factory di Andy Warhol e a 24 è il primo fotografo vivente a ottenere una mostra personale al Metropolitan Museum of Art di New York. Una vita di avanguardia quella di Stephen Shore che nel 1972, a 25 anni, diventa pioniere delle fotografie a colori in grande formato scattate attraverso l’America, da New York fino al Texas.

Stephen Shore, Second Street, Ashland, Wisconsin, July 9, 1973

Le sezioni della mostra

L’esposizione di Roma racconta la metodica esplorazione dei paesaggi nell’opera di Shore e i suoi forti parallelismi con l’arte concettuale. Sensibilizzato alla cultura pop dalla frequentazione della Factory, la sua attenzione si è poi focalizzata sui paesaggi insoliti - gli Uncommon Places - dell’America dell’Ovest. Le 164 fotografie esposte sono suddivise in ordine cronologico, a partire dal primo viaggio attraverso l’America che cominciò il 3 luglio del 1973. I lavori raccolti nella prima sezione, nati nell’ambito della Pop Art, sono affiancati da parte della collezione di cartoline di Amarillo (Texas) e dalle fotografie All the Meat You Can Eat – una mostra curata da Shore nel 1972.

La seconda sezione raccoglie i lavori dal 1974 al 1976, in cui il fotografo sviluppa un diverso approccio alla realtà, più concentrato su una prospettiva lineare dove le composizioni e i titoli delle fotografie enfatizzano la natura biografica dei paesaggi.

Il terzo periodo, che parte dal 1976, è caratterizzato invece dal rifiuto di ogni punto focale o di singoli punti di prospettiva. In questo modo Shore allude alla realtà che si trova dietro le immagini, estendendole oltre il confine della fotografia. Nel 1980 l’artista si concentra su paesaggi che sono molto diversi dalla serie Uncommon Places, radicalizzando ancora di più il rifiuto della prospettiva dei suoi ultimi lavori.

Stephen Shore, Fifth Street and Broadway, Eureka, California, September 2, 1974

«Gli elementi ordinari che si rivelano universali e straordinari»

Scrive l’architetto Robert Venturi: «Stephen Shore cattura l’essenza del panorama americano fotografando il particolare, gli elementi ordinari che si rivelano universali e straordinari. Il punto di vista del suo obiettivo non è mai speciale. È quello dei nostri occhi distratti, che vagano attraverso luoghi familiari facendo cose ordinarie - aspettando un autobus o concentrati su un incarico.
Negli scatti di Shore, scopriamo immagini smarrite che abbiamo ignorato per la loro familiarità o rifiutato per la loro banalità. La nostra mente cosciente cerca scene più o meno interessanti: vette alpine o piazze italiane; nell’arte di Shore confrontiamo ciò che usualmente non notiamo, strade e facciate che ben conosciamo e vagamente, mediamente ricordiamo e mediamente dimentichiamo».

«Shore è l’arte dell’impassibile - rifiutando composizioni esotiche, abilmente artefatte o di facile interpretazione.
Egli accetta la logora banalità dello scenario Americano, fino agli stanchi talloni dei nostri panorami rurali e la rilassatezza spaziale delle nostre città, ricatturandone l’intimità, rendendola intensa, coerente, pressoché amabile».

    Scheda Tecnica

  • “Biographical Landscape. Fotografie di Stephen Shore 1969-1979”
    fino al 25 aprile 2010
  • Curatore:
    Stephan Schmidt-Wulffen
  • Museo di Roma in Trastevere
    Roma, Piazza S. Egidio 1B
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-20 (la biglietteria chiude un’ora prima)
  • Biglietti:
    Intero € 5.50; ridotto € 4; ingresso libero per le categorie previste dalla tariffazione vigente
  • Enti proponenti:
    Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione - Sovraintendenza ai Beni Culturali, Aperture Foundation di New York
  • Organizzazione e servizi museali:
    Zètema Progetto Cultura
  • Sponsor:
    Banche Tesoriere del Comune di Roma: BNL - Gruppo BNP Paribas, UniCredit - Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena; Il Gioco del Lotto; Atac; Vodafone.
    Con il contributo tecnico di La Repubblica
  • Info:
    Tel. (+39) 06 0608 (tutti i giorni, ore 9-21)
    Museo di Roma in Trastevere
    060608
    Zètema Progetto Cultura

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