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The Elephant Princess, 2009, mixed media on paper, cm. 49,5 x 69,5

Artan Shabani. THE BEATLES YEAH! YEAH! YEAH!

La personale dell’artista albanese alla Alexander Alvarez Contemporary Art di Alessandria

a cura di David Bernacchioni, il 17/02/2010

La musica dei Beatles come simbolo della speranza di cambiamento, da opporre al cinismo e al conformismo degli anni grigi in cui ci tocca vivere. È questa la chiave di lettura di “The Beatles Yeah! Yeah! Yeah!”, la mostra personale dell’artista albanese Artan Shabani che inaugura venerdì 19 febbraio negli spazi espositivi della Alexander Alvarez Contemporary Art di Alessandria.

L’approdo del pittore Shabani alla fotografia e alla videoinstallazione

Artan Shabani (1969, Vlore) è recentemente approdato sulla scena internazionale con due importanti partecipazioni: la Biennale di Venezia e la Biennale di Praga. Di quest’ultima è stato anche il curatore del padiglione albanese e kosovaro.
Shabani che nasce pittore, negli ultimi anni, sulla scia di inevitabili riflessioni di carattere socio-culturale, ha sviluppato un forte interesse per la fotografia e la videoinstallazione, linguaggi quest’ultimi che gli consentono una presa particolarmente efficace sulle contraddizioni dell’attuale situazione albanese.

Le difficoltà e i rischi all’epoca della dittatura e la dolcezza della speranza

Artan Shabani, “Lady Liberty”, 2010, mixed media on paper, cm. 48x48

Il progetto pensato dall’artista per la galleria Alexander Alvarez ruota attorno a un doppio registro mnemonico: le difficoltà e i rischi all’epoca della dittatura e la dolcezza della speranza, metaforizzata simbolicamente attraverso una curiosa rievocazione della musica dei Beatles, ai quali l’artista si sente legato da una comune radice ageografica: la radice del proletariato. Non c’è amarezza nelle rievocazioni di Shabani, bensì al contrario una sorta di nostalgia per un epoca senz’altro difficile ma piena di speranza e desiderio di cambiamento.

I fermenti di libertà culturale in Albania ai tempi dei primi Beatles

Nel 1958 è pronto il primo nucleo dei futuri Beatles. Si chiamavano ancora Quarrymen e proponevano una strana miscela di musica skiffle (una musica “povera” a base di jazz tradizionale e rhythm & blues) e rock’n’roll. Quell’anno un tragico evento contribuisce a rendere più intransigente il carattere già ribelle di John Lennon: muore in un incidente stradale la madre Julia, a cui verrà dedicato il famoso “album bianco” del 1968. Negli stessi anni anche in Albania si sentiva nell’aria odore di libertà culturale… molti dei fomentatori di tale rinnovamento dovettero pagare il prezzo della libera espressione con la carcerazione politica.

I “giorni di Amburgo” per una rievocazione romantico avventurosa degli anni 60

Shabani, che per questa mostra lavora con diversi testi in lingua tedesca e albanese, utilizza le immagini dei “giorni di Amburgo” in un’eccezione quasi keapliniana, nel senso di una rievocazione in chiave romantico avventurosa degli anni 60: è ad Amburgo infatti che una fan tedesca di nome Astrid Kirchher inventerà il look dei Beatles che assieme alla loro musica rimarrà per sempre nella storia.
I Beatles dunque intesi come l’iconografia della ribellione. Una ribellione antimilitare, pacifica, gioiosa, coraggiosa e perché no anche divertente e funambolica: tutto quello che sembra mancare alla vita e all’arte di questi anni recenti.

    Scheda Tecnica

  • Artan Shabani. The Beatles Yeah! Yeah! Yeah!
    dal 19 febbraio al 6 marzo 2010
    Inaugurazione: venerdì 19 febbraio, ore 18
  • Alexander Alvarez Contemporary Art
    Alessandria, Via Migliara 17 (2° piano Palazzo Melchionni)
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 15.30-19.30; lunedì, domenica e tutte le mattine su appuntamento
  • Info:
    Alexander Alvarez Contemporary Art
    Tel. (+39) 3331053479
    info@alexanderalvarez.it

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