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Gerhard Richter, “Porträt Liz Kertelge”, 1966, Olio su tela, 65 x 70 cm, Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle

GERHARD RICHTER e la dissolvenza dell’immagine nell’arte contemporanea

A Palazzo Strozzi di Firenze, 12 opere di uno dei più importanti artisti del secondo Novecento dialogano con quelle di 7 artisti contemporanei

a cura di Angelo Pinti, il 18/02/2010

La profonda sfiducia nei confronti dell’immagine come veicolo di verità rappresenta il legame tra Gerhard Richter, uno dei più importanti artisti della seconda metà del Novecento, e i sette autori che con lui dialogheranno idealmente nella mostra “Gerhard Richter e la dissolvenza dell’immagine nell’arte contemporanea”, in programma dal 20 febbraio al 25 aprile al CCCS (Centro di Cultura Contemporanea Strozzina) di Palazzo Strozzi, a Firenze. L’esposizione – ideata da Franziska Nori, project director CCCS, e da Hubertus Gassner, direttore della Kunsthalle di Amburgo – è organizzata in collaborazione con la Kunsthalle di Amburgo.

Per la prima volta in Italia l’unico video realizzato (nel ‘66) da Richter

La mostra presenterà 12 opere di Gerhard Richter (Germania, 1932) e quelle di sette artisti contemporanei (Lorenzo Banci, Marc Breslin, Antony Gormley, Roger Hiorns, Scott Short, Wolfgang Tillmans, Xie Nanxing). Inoltre sarà proposto per la prima volta in Italia l’unico video realizzato da Richter, “Volker Bradke”, del 1966. L’esposizione fiorentina è accompagnata da un catalogo delle edizioni Mandragora.

Gerhard Richter, “Brücke (am Meer)”, 1969, Olio su tela, 93 x 98 cm, Courtesy Collection Böckmann, Berlin at Hamburger Kunsthalle

L’esposizione come ideale continuazione della mostra “Realtà Manipolate”

Il tema della mostra alla Strozzina è la dissoluzione dell’immagine, e si pone come ideale continuazione della mostra tenutasi al CCCS fino al 17 gennaio, dal titolo “Realtà Manipolate”, che ha esplorato la relazione esistente tra la realtà e la sua rappresentazione mediante la fotografia e il video. Gerhard Richter, uno dei più conosciuti e richiesti artisti viventi, ha fatto di questo concetto uno dei paradigmi del suo lavoro e ha posto le fondamenta per quello degli artisti della nuova generazione.

Giocare con la realtà e la sua apparenza, convertendo le immagini figurative in astratte

Richter, uno dei pionieri nel portare all’estremo la dissoluzione sia della figura che della tecnica pittorica stessa, dipinge sopra fotografie originali o usa una particolare tecnica di pittura sfocata. Come punto di partenza, Richter seleziona deliberatamente soggetti comuni o casuali. Ben consapevole del potere delle immagini, egli si sforza di rompere o piuttosto di mettere in dubbio la loro chiarezza, facendo emergere o scomparire le immagini stesse. Gioca con la realtà e la sua apparenza e converte le immagini figurative in astratte, focalizzando la sua attenzione, per esempio, su dettagli minori. Ha posto come base del suo lavoro l’uso di immagini esistenti, sia per poter trasferire le caratteristiche da un medium a un altro, sia per utilizzare differenti generi su uno stesso piano. Richter indirizza la differenza che esiste tra la percezione soggettiva e l’esperienza oggettiva della realtà, nel luogo in cui solo la pratica artistica può offrire possibili approcci, all’interno cioè della difficile relazione esistente tra l’oggetto e la sua rappresentazione.

Lorenzo Banci, Senza titolo, 2008, Olio su tela, 125 x 150 cm, Photo: Serge Domingie, Courtesy l'artista

Gli altri artisti in mostra: Gormley, Hiorns, Breslin, Short, Xie, Banci, Tillmans

Il CCCS ha invitato a entrare in dialogo con il lavoro di Richter sette artisti contemporanei che nella loro carriera si sono concentrati sul tema della dissoluzione dell’immagine. Il lavoro di ciascuno verrà presentato in uno spazio proprio, permettendo così, pur all’interno del contesto unitario della mostra, di mantenere le specificità delle rispettive ricerche. Oltre ai due artisti inglesi Antony Gormley e Roger Hiorns - quest’ultimo scelto nella rosa dei candidati per il Turner Prize 2009 - saranno presenti gli statunitensi Marc Breslin e Scott Short, il cinese Xie Nanxing, l’italiano Lorenzo Banci e il tedesco Wolfgang Tillmans.
XIE NANXING (Repubblica Popolare Cinese, 1970) unisce insieme video, fotografia e pittura per creare immagini che riflettono sulla condizione umana del nostro presente, così dominato dall’estetica dei media. LORENZO BANCI (Italia, 1974) studia i confini tra la rappresentazione e l’astrazione, dipingendo forme in dissolvenza tratte da fotografie che hanno per soggetto luoghi apparentemente marginali in cui la luce diviene la principale protagonista. Il lavoro concettuale di SCOTT SHORT (USA, 1964) si basa sul fotocopiare centinaia di volte lo stesso foglio bianco, fino a quando si generano, in maniera casuale, dei segni che creano un’immagine accidentale poi tradotta in un dipinto.

Roger Hiorns, Veduta dell'installazione, Corvi-Mora, London 2006 © Roger Hiorns

ROGER HIORNS (Gran Bretagna, 1975) crea installazioni di carattere scultoreo in cui componenti chimici innescano processi di trasformazione che generano nuove forme evanescenti, sorprendenti e autonome dall’intervento diretto dell’artista.
MARC BRESLIN (USA, 1983) usa la superficie pittorica come un palinsesto, in cui segni, graffi e tracce su diversi strati di pittura creano una metafora della mente umana e della sovrapposizione o annullamento di ricordi ed eventi. Il lavoro di ANTONY GORMLEY (Gran Bretagna, 1950) si pone come un’arte sociale che si muove tra figurazione e astrazione, creando installazioni che evocano il tratto del disegno astratto ma che sono il risultato di un processo di dissolvenza della figura umana. WOLFGANG TILLMANS (Germania, 1968) sperimenta le possibilità e i limiti della fotografia, lavorando su vari generi e spingendosi fino all’astrazione con immagini create direttamente sul negativo senza l’ausilio della macchina fotografica o della camera oscura.

La differenza tra Richter e gli artisti a lui accostati

Mentre Richter rimane fedele al medium della pittura, portando all’estremo le sue possibilità e arrivando quasi a metterle in dubbio, gli artisti contemporanei in dialogo con le sue opere assumono come loro cifra espressiva l’assenza (e a volte, l’impossibilità) di arrivare, oggi, a una chiara definizione del mondo attraverso l’immagine.

    Scheda Tecnica

  • “Gerhard Richter e la dissolvenza dell’immagine nell’arte contemporanea”
    dal 20 febbraio al 25 aprile 2010
  • CCCS - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina
    Firenze, Palazzo Strozzi
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-20; gio, ore 10-23; lun chiuso
  • Biglietti:
    validi per un mese: intero € 5; ridotto € 4 (studenti universitari e convenzioni); ridotto scuole € 3; giovedì ingresso libero dalle 18 alle 23
  • Catalogo:
    Edizioni Mandragora
  • Info:
    Tel. (+39) 055 2645155
    CCCS - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina
    Fondazione Palazzo Strozzi

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