Special » Arno Breker: le polemiche su un artista simbolo del nazismo

Arno Breker: le polemiche su un artista simbolo del nazismo

di Bernd Noack, il 18/07/2006

Le sue opere sono state ammirate da Adolf Hitler e da Salvator Dalí; nessun altro artista è ancora oggi così strettamente associato al periodo fascista tedesco come lui: Arno Breker, lo scultore del Führer.
Sono appena finiti i mondiali, durante i quali si è vista sventolare la bandiera tedesca, per la prima volta dopo la guerra con orgoglio non nazionalista. Ma una progettata retrospettiva di Breker ha scatenato molte polemiche in Germania.
A Schwerin, una città di provincia nel nord-est del paese, il 21 luglio aprirà allo Schleswig-Holstein-Haus una mostra, che presenterà circa 70 opere di Arno Breker, disegni e sculture non solo degli anni dal ’33 al ’45, ma anche del periodo pre-fascista, che l’artista ha trascorso a Parigi, e del dopoguerra.
È la prima volta che Breker viene presentato in un museo della Germania federale, ma le opinioni sulla mostra sono discordanti: mentre per Klaus Staeck, Presidente dell’Akademie der Künste di Berlino e conosciuto per la sua grafica con temi politici, e Kornelia von Berswordt-Wallrabe, direttrice del Museo Statale di Schwerin, si tratta di una riabilitazione del "favorito di Hitler" per Günter Grass, famosissimo scrittore premio nobel, ma anche scultore e grafico, è giunto il momento di confrontarsi con questo capitolo della storia tedesca per distruggere definitivamente il mito e la miticizzazione della figura di Breker.
Chi è stato questo Arno Breker? Figlio di un scalpellino, frequenta l’accademia di Düsseldorf e nel 1927 si trasferisce a Parigi dove incontra Aristide Maillol e Jean Cocteau, con il quale rimane in stretta amicizia.
Nonostante i primi riconoscimenti in Francia, decide nel 1934 di tornare in Germania, dove ottiene la cattedra all’Accademia delle Belle Arti di Berlino e diventa in breve tempo lo scultore favorito di Hitler, per il quale realizza numerose opere, tra le quali quelle del "Reichssportfeld e quelle della "Reichskanzlei". Accanto a Gustaf Gründgens e Leni Riefenstahl, Arno Breker è senz’altro una delle figure ambigue del tempo: un gregario con talento artistico, corteggiato e lusingato dai nazisti, che dall’altro lato ha usato il suo influsso per salvare persone perseguite dal regime, come per esempio l’editore Peter Suhrkamp.
Per i tedeschi, comunque ancora oggi non è facile prendere posizione su Breker. Sembra solo di comune accordo che le sue opere abbiano "estetica senza etica" (Berswordt-Wallrabe), e che possano essere discusse solo in un contesto storico, non nobilitandole con il predicato arte.

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader