Mostre » La neve di Mario Solazzo a Cortina d’Ampezzo

Mario Solazzo, cime innevate

La neve di Mario Solazzo a Cortina d’Ampezzo

L’artista pugliese protagonista nella Perla delle Dolomiti coi suoi celebri dipinti di soggetto montano

di Giovanni Cozzarizza, il 02/02/2010

La galleria “MS Arte” di Cortina d’Ampezzo, dedica (2 febbraio - 5 marzo 2010) una personale al pittore Mario Solazzo (Novoli, Lecce, 1944). Mai connubio fu più appropriato, giacché la “Perla delle Dolomiti” è uno dei più bei luoghi di montagna al mondo e Solazzo uno dei più bravi pittori di paesaggio alpino. Allineate 22 tele ad olio le cui grandi dimensioni sottolineano ed esaltano la grandiosità delle scene.

Un travolgente amore per le montagne – il più grande pittore di neve

Se si dovesse definire in poche parole l’espressione artistica di quest’artista, potremmo sintetizzarla così: forma, colore, sentimento dell’esistenza e amore travolgente per la montagna.
Egli è forse l'unico artista in Italia che si dedichi con continuità quasi ossessiva al soggetto alpino. A parere di chi scrive è probabilmente il più grande interprete vivente della neve in pittura.
Le montagne e la neve, dunque. Esiste un rapporto antropologico, intimo, tra uomo e montagna che rimane uno degli unici momenti in cui scatta un respiro sincrono tra l’uomo e Madre Terra. Le alte quote hanno ispirato grandi imprese, bellissimi film, splendidi romanzi, tele incomparabili, delicate poesie, musiche geniali, pulsioni in ogni manifestazione dell'arte.

Mario Solazzo, pale San Martino

L’espressionismo delle vette

Dal punto di vista stilistico la pittura di Solazzo è riconducibile ad una dimensione che potremmo definire espressionistica proprio per la forza istintiva che regge il suo fare arte.
E’ una pittura che richiama una dimensione nostalgica per l'amore che l'artista porta alla natura, all’ambiente e alla maestosità del paesaggio.
Come si diceva, è in particolare l’ambiente montano che conquista profondamente l’artista; un territorio che ci sorprende con tale travolgente bellezza da farci percepire all'istante qualcosa di supremo, di ideale, di sublime.

La vette e le difficoltà per raggiungerle sue come allegoria della vita

Solazzo celebra la montagna che lui vede anche come un’allegoria della vita: salite alternate a discese, la bellezza struggente di uno scorcio e, subito dietro l’angolo, l’insidia di una crepaccio. L’artista sembra volerci suggerire che le scoscesi sentieri alludono a percorsi interiori che c’inducono ad addentrarci e a esplorare le misteriose profondità della nostra psiche. Nelle sue forme, e nei suoi colori c'è come un grido trattenuto all'istante.
Con poche vibranti pennellate l’artista riesce a rendere il silenzio di una gola sperduta o la quiete degli alti pascoli, cose che possono far palpitare insieme il nostro respiro e quello che vibra dalla forza della montagna.

Mario Solazzo, alta montagna

La fatica della conquista è il prezzo per la scalata

Le inaccessibili vette innevate che questo pittore rappresenta sulla tela, richiamano alla mente il concetto della “fatica” e della disciplina interiore che sempre - così come nella vita - implica la “conquista”, ovvero la lealtà con se stessi e la necessaria tenacia che bisogna metterci per raggiungere la cima per gustare quel particolare stato dell'anima ci permette di "sentire" un messaggio ben più grande provenire dalla maestosità del creato che e, poi, riecheggia nel nostro cuore. Lo sforzo della scalata, quindi, come “prezzo” che richiede la salita per espugnare le sommità, elemento questo, da sempre simbolo di lealtà. Questo ci aiuta a svelare l’intimità profonda dell’ambiente, il quale solo in questo modo smette di essere la scenografia della nostra vanità. E’ la dimensione etica della “fatica” che ridefinisce e nobilita le nostre dimensioni.

Le visioni montane ci rappacificano con il creato

Insomma, i monti appassionano, commuovono, rapiscono letteralmente questo pittore e sono entrati prepotentemente nella sua vita e nel suo carattere perché quei luoghi, così immensamente incantevoli e sereni, sembrano suggerire una struggente pace ed un senso di rappacificazione con l’universo.

Mario Solazzo, il dente del gigante

Pennellate urgenti e grumoso pigmento per arrivare alla compiuta purezza

Solazzo, nell’atto creativo, tende ad un certo primitivismo, e ciò lo si coglie non solo dalla potenza e dall’impeto suggeriti dalle ampie e corpose pennellate, ma soprattutto dal suo impegno quasi ossessivo intorno a quest’archetipo del paesaggio.
La sua pennellata grondante di grumoso pigmento sembra sommaria, ma dominata dalla ricerca di un effetto impressionistico, che nel suo risultato ultimo diventa purezza lirica, luce abbacinante, come qualcosa di compiutamente sereno, ordinato, tenero.

Scheda tecnica

  • Mario Solazzo. Mostra personale
    dal 2 febbraio al 5 marzo 2010
  • Galleria MS Arte
    Cortina d’Ampezzo (Bl), via Cesare battisti 60
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 16.30-20
  • Info:
    Tel. (+39) 333 534097
    Sito web di Mario Solazzo
    galleria@solazzoart.com

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