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Particolare della locandina della mostra

SHUHEI MATSUYAMA. Shin-on

Il noto maestro giapponese in mostra a Mantova

a cura di Bernd Noack, il 16/01/2010

Ancora pochi giorni (il finissage è previsto per il prossimo 21 gennaio 2010) per visitare la mostra che la Galleria “Arianna Sartori” di Mantova ha dedicato al maestro giapponese Shuhei Matsuyama (Tokio, 1955), artista di levatura internazionale protagonista, tra l’altro, della celebre serie di mostre “SHIN-ON” presentate a Venezia in un arco di 10 anni in coincidenza con la Biennale.

Shuhei Matsuyama, oltre 100 mostre personali tra europa, Giappone e Stati Uniti

Nato a Tokyo nel 1955, si e trasferito in Italia nel 1976. Attualmente vive e lavora a Milano. Le sue opere sono state presentate in più di 100 mostre personali e 150 mostre collettive principalmente in Italia, Giappone e negli Stati Uniti. Di particolare importanza, come già accennato, sono le 5 mostre SHIN-ON presentate a Venezia in un arco di 10 anni in coincidenza con la Biennale di Venezia. Una mo-stra itinerante che sarà presentata in 5 continenti, dove le opere delle 5 mostre a Venezia saranno esposte in 5 camere è in fase di progettazione.

Negli ultimi anni ha tenuto mostre personali in Italia nel PAC di Palazzo Massari delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e nel Museo Bargello a Firenze, e negli Stati Uniti nel Chelsea Mu-seum. In Francia le sue opere sono state usate per la copertina del programma annuale del Conservatoire de Paris.

L’attività del maestro volta anche verso gli spazi pubblici e non solo

Anche lo spazio pubblico è stato e continua ad essere una parte importante della sua attività. Opere principali sono la scultura colonnare alta 5 m. a Hakata (Giappone), e la fontana in mosaico a Rie-ti. Inoltre le sue opere sono state usate anche come allestimento in alberghi, appartamenti e ristoranti, come nella president suit room della Four Seasons Hotel in Arabia Saudita.

LA CRITICA

Sebastiano Grasso e Monique Sartor

Nel 1991 espone a Milano alla Galleria Gariboldi, subito ampiamente commentato dal Corriere della Sera (30 giugno 1991): “…Suoni di un musicista del colore: i bianchi, i marrone, i grigi perla vibrano come le note che trascolorano nel pentagramma…” (Sebastiano Grasso). E Enrico Gariboldi, che lo propone in catalogo, nota: “Non è forse Shin-On il suono del cuore, oppure il suono vero, oppure il suono fluttuante o quello profondo o quello degli dei? ...Questi suoni - dice Monique Sartor sempre in catalogo- in quanto astrazione, provengono dalla realtà sensibile, ma non appartengono ad essa, non sono da udire ma da ‘sentire’ interiorizzandoli, ed interiorizzando lo spazio-tempo del gesto dell’artista…”

]Shuhei Matsuyama. Shin-on

Enzo Di Martino e Flaminio Gualdoni

Nel 1993 espone al Centro d’Arte Sant’Apollonia a Venezia. Enzo Di Martino così commenta in catalogo: “…Le vibrazioni formali che le sue lievi increspature determinano nel tessuto pittorico di Matsuyama, quei fremiti emotivi che addensano il campo di apparizioni della ‘linea del suono’, quella stesura progressiva per strati che pare indicare diversi livelli di conoscenza dell’opera, configurano un evento che è formale ma anche sacrale…”

Nel 1995 sempre Di Martino, in occasione di una mostra nella stessa sede, nota: “Matsuyama è ora uscito dalla dimensione del quadro con cilindri di carta colorata e con una installazione… il concetto di arte coincide con quello di ambiente d’arte… con il supporto, allestita dal designer Makoto Kawamoto e di un musica composta per l’occasione da Massimo Mazotti” (Il Gazzettino, 6 luglio 1995).
 In catalogo, per questa mostra Flaminio Gualdoni nota come “con il ciclo delle opere… Matsuyama tende ad affrontare la componente -la sua voglia- naturalistica della sua immagine… l’idea dell’orizzonte sempre meno assiale e sempre più abbassata, a schiudere alla visione un cielo pittorico straniato…”

Elena Pontiggia

Nel 1997 una mostra di Matsuyama è stata pensata appositamente per lo spazio espositivo della Schola dei Batioro e Tiraoro sul Canal Grande a S. Stae. Allestita dal designer Kosei Shireotani con interventi musicali di Hiroshi Sato.
 Pittura come filosofia, filosofia come pittura. Così intitola la sua presentazione Elena Pontiggia nel catalogo relativo. “Se tutto è numero, tutto è ritmo e quindi tutto è musica: coeren-temente Pitagora pensava che le stelle si muovessero nello spazio siderale suscitando un suono armonio-so”. Cita l’intuizione di Kandisky che “il colore è un suono interiore”. Nel lavoro di Matsuyama vede “un’esperienza sapienzale”. Per quel che riguarda il colore dice: “Sono colori mentali, introversi, tacita-mente commossi che non squillano e non gridano, ma parlano attraverso il silenzio…”

]Shuhei Matsuyama. Shin-on

Silvia Pegoraro, Domizio Mori, Ermanno Krumm

Nel 1999 la Rocca Malatestiana di Montefiore Conca (Rimini) ospita una mostra di Matsuyama. Silvia Pegoraro nota in catalogo: “il pittore fa in modo che il corpo dell’artista e dello spettatore si identificano con l’insieme ‘luce-colore-linea-suono’ … non rappresenta il corpo umano, non lo rende presente in quanto figura… è presente in quanto matrice della pittura… La pittura diventa veicolo di un’esperienza olistica che ci informa sul carattere relazionale dell’Universo nella sua struttura connettiva, sull’interdipendenza tra le infinite cose – eventi che lo costituiscono come una rete di cristalli”. 
A queste ultime considerazioni si riallaccia Domizio Mori nella sua presentazione per la mostra sempre a Sant’Apollonia a Venezia nel 1999, allestita da Makoto Kawamoto e con la musica di Maurizio Pisani, Takashi Niigaki, Yoichi Sugiyama e Gabriele Manca, e accenna alle “stesure che vibrano di un continuo fremito vitale come nei moti Browniani”.

E a proposito della linea che in vari modi ripartisce spesso le opere di Matsuyama si richiama “a una delle fondamentali caratteristiche dell’ordine universale: la simmetria e le sue eccezioni nel biologico e nell’inanimato”. Dice ancora: “Nelle ultime opere certe formazioni a losanga fanno pensare o a ferite… o a intimità biologiche, o a crepe di un manto minerale che rivela affioranti masse magmatiche…”. 
Ermanno Krumm in questa occasione (Corriere della Sera, 12 luglio 1999) nota “il gusto per la rarefa-zione della materia… un ideale d’arte che unisce il colore e il suono… Se ne parla fino dall’inizio del se-colo, come di uno dei grandi sogni dell’avanguardia”.

Chiara Gatti

Infine, nel 2002 in una mostra curata da Pier Luigi Senna alla Fondazione Matalon Matsuyama continua la sua indagine sul suono misterioso delle cose. Chiara Gatti (La Repubblica, 25 maggio 2002) dice: “una musica d’atmosfera accompagna il visitatore… con il compositore giapponese Kaisaku Ashizawa. Fedele compagno del pittore, ha voluto intraprendere con lui un viaggio nell’universo del suono e delle mille forme sotto cui esso si manifesta. Poesie da pentagramma e liriche fatte di carta e di colore sono i due volti da una medesima ricerca…”.

scheda tecnica

  • Shuhei Matsuyama. Shin-on
    fino al 21 gennaio 2010
  • Galleria Arianna Sartori
    Mantova, via Ippolito Nievo 10
  • Orario di apertura:
    ore 10-12.30 e 16-19.30
  • Info:
    Tel. e Fax (+39) 0376 324260
    info@sartoriarianna.191.it

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