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Raffaela Mariniello. Ponte del diavolo. Salerno, 2009, C-print su Diasec, cm 120x100. Courtesy Ente Provinciale per il Turismo di Salerno

Mariniello, Raffaela

a cura di Redazione, il 30/12/2009

Raffaela Mariniello nasce a Napoli nel 1961, dove vive e lavora. Si avvicinata alla fotografia appena ventenne collaborando con un’agenzia di fotogiornalismo. Da quella esperienza vissuta in una città continuamente al centro della cronaca emerge uno sguardo attento al paesaggio urbano. La sua ricerca artistica è da sempre parallela i lavori su commissione (campagne fotografiche per pubblici e privati, pubblicità, eccetera) ed è particolarmente attenta al rapporto tra persone, oggetti quotidiani e luoghi dove si abita.

I soggetti preferiti

Il paesaggio industriale e post industriale ha occupato sempre un posto centrale nel suo lavoro. Preferisce la foto notturna, usando immagini con esposizione prolungata, e segue uno proprio punto di osservazione e di documentazione puramente formale. Le sue foto sono una testimonianza delle varie forze economiche che convergono a formare spazi di alienazione e disagio sociale. L’atmosfera delle sue fotografie è rafforzata dall’assenza umana e dal pesante contrasto dell’illuminazione.

I cicli più noti

Tra i suoi lavori va ricordato Bagnoli – una fabbrica del 1991 sulla riconversione dello stabilimento siderurgico, oggetto ancora oggi di polemiche. Tra i suoi cicli più noti vi sono Moltitudini del 1995, Natura morta del 1998, Napoli veduta immaginaria del 2001. Nel 2004, su incarico di incontri Internazionali d’Arte, ha documentato la realizzazione di Daniel Buren per il Palazzo dell’A.R.I.N a Napoli (facciata e fontana).

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