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Dino Pedriali. Autoritratto, 2009, Stampa ai sali d'argento

LA CAMERA DELLO SGUARDO

Palermo ospita la grande fotografia italiana con opere di indiscussi maestri, da Giacomelli a Berengo Gardin, da Scianna a Toscani

a cura di David Bernacchioni, il 05/01/2010

Promossa dalla Provincia regionale di Palermo, organizzata da Civita Sicilia da un progetto di Incontri internazionali d’Arte e curata da Achille Bonito Oliva, la mostra “La camera dello sguardo – Fotografi italiani” sarà ospitata fino al prossimo 21 marzo 2010 a Palazzo S.Elia a Palermo.

Un lungo viaggio per immagini dagli anni ’50 ad oggi

Una collettiva ricchissima, che conta 29 autori (tra i quali due siciliani, Ferdinando Scianna e Lia Pasqualino) e 98 opere. Un lungo viaggio per immagini, dagli anni ’50 ad oggi, un excursus di luoghi, facce, epoche, illuminazioni, pensieri e solitudini che, nella sua complessità e totalità, declina lo stile della fotografia italiana e delinea una virtuosa comunione tra fotografia e arte riconosciuta a livello internazionale.

“La camera dello sguardo” per osservare e catturare la realtà; un punto di osservazione “dall’alto” per ritrarre il mondo dalla giusta distanza. Un “movimento da fermo” che percorre e segna come un misterioso filo rosso le diverse esperienze della grande fotografia italiana.

Gli autori

In mostra opere di Claudio Abate, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasucci, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Franco Fontana, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Raffaella Mariniello, Paolo Mussat Sartor, Ferdinando Scianna, Paul Thorel, Aniello Barone, Luca Campigotto, Federico Garolla, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Ugo Mulas, Lia Pasqualino, Beatrice Pediconi, Dino Pedriali, Paolo Pellegrin, Marialba Russo, Paola Salerno, Oliviero Toscani.
Leggi le note biografiche degli artisti

Gianni Berengo Gardin. Luzzara, 1973, Stampa ai sali d’argento su carta baritata, cm 19,5x32,5. Collezione privata

Così il curatore Achille Bonito Oliva

Tanti i temi, i soggetti, le storie scelti per le varie inquadrature, ma uno soltanto il denominatore che lega le immagini esposte: «La fotografia italiana – scrive Bonito Oliva nel testo critico in catalogo – [……] introduce nell’ambito dell’immagine la torsione tipica dell’anamorfosi, che appartiene alla storia della pittura, adoperando rigorosamente gli strumenti del linguaggio fotografico. Si mette nella posizione del duello: il fotografo, di fronte al dato, non lascia scattare il dito sulla macchina precipitosamente, bensì promuove una serie di relazioni e rispecchiamenti, [….] La fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà da cui parte».

Bonito Oliva definisce “pathos della distanza” la “consapevolezza di una presenza, di un diaframma costituito dal linguaggio figurativo che permette di denominare le cose ma non di possederle”. Da qui, dalla posizione volutamente ‘aliena’ del fotografo, trae origine il titolo della mostra, il riferimento forse a prima vista enigmatico a quello spazio blindato e asettico che è l’occhio del fotografo, camera dello sguardo, appunto, strumento preciso per accedere alla conoscenza, il rovescio della medaglia, secondo Bonito Oliva, della “perdita”.

Raffaela Mariniello. Ponte del diavolo. Salerno, 2009. C-print su Diasec, cm 120x100. Courtesy Ente Provinciale per il Turismo di Salerno

La ‘civile ipocrisia’ del fotografo

«Il fotografo – scrive ancora il curatore – adopera la stessa ‘civile ipocrisia’, utilizza materiali e convenzioni che rappresentano e nello stesso tempo negano la rappresentazione tra astrazione e figurazione. Oscilla liberamente con piacere e dolore costruendo immagini presenti e allusive, vicine e anche distanti. La vicinanza è dettata dalla scelta del materiale e dalla convenzione visiva che afferma e conferma la precisione dello sguardo. La distanza è rappresentata dalla filosofia dello sguardo stesso che conosce la sua possibilità e contiene anche la memoria di un contatto ormai impossibile da realizzare e ricostruire».

Basilico, Biasiucci, Carmi, Catalano, D’Alessandro, Garolla

Immagini di ieri e di oggi aprono porte su mondi anche diametralmente opposti: gli impenetrabili palazzoni moscoviti della burocrazia e del rublo, fotografati nel 2007 da Gabriele Basilico, e l’enigmatica Natività di Antonio Biasiucci (del 2009); uno stralunato Ezra Pound in vestaglia a 81 anni, fotografato a Sant’Ambrogio di Rapallo da Lisetta Carmi, e l’artista Maurizio Mochetti, sornione e intrigante nei suoi smaglianti 33 anni, ritratto da Elisabetta Catalano; il Banco dei pegni di Napoli, con il vecchietto smunto perso fra santini e carabattole fotografato da Luciano D’Alessandro nel ‘65, e Simonetta Visconti, ribattezzata “la prima donna della moda italiana”, immortalata nel ’56 nel suo atelier di Roma da Federico Garolla (lo stesso autore della foto di Pasolini, anno ’56, che gioca a calcetto su un campetto improvvisato di Centocelle).

Berengo Gardin, Barone, Fontana, Pellegrin

Volti noti e altri sconosciuti, gli afflitti e i privilegiati, ovvero l’elegante coppia newyorkese di Gianni Berengo Gardin e il disoccupato di Gragnano, fotografato da D’Alessandro. Il cinema, l’arte e la letteratura, paesaggi urbani con rifiuti, nelle foto di Aniello Barone, campagne sconfinate, nella Basilicata di Franco Fontana che avrebbe potuto fare da sfondo ad un film di Antonioni, montagne ostili, nell’Afghanistan di Paolo Pellegrin.

Federico Garolla. Vittorio De Sica nella galleria del Chiatamone. Napoli, 1961. Stampa ai sali d’argento su carta baritata, cm 50x60. Collezione dell’artista

Pasqualino, Pedriali, Giacomelli

Lia Pasqualino, presente con 4 opere, fotografa sul set del film di Roberto Andò “Il manoscritto del principe”, Jeanne Moreau, Leopoldo Trieste, Michel Bouquet, Laurent Terzieff; Dino Pedriali ruba un gesto a Federico Fellini e a Andy Warhol. In allestimento anche quattro immagini di Mario Giacomelli, il fotografo del “realismo magico” che fu anche tipografo, poeta e pittore, tratte da due delle sue serie più note: “La notte lava la mente”, che cita nel titolo i versi di Mario Luzi, e “Io non ho mani che mi accarezzino il volto”, il ciclo dei pretini che pattinano in tonaca, citazione dei versi di padre David Maria Turoldo.

Scianna

Quattro le foto firmate da Ferdinando Scianna: gli scatti delle feste religiose di Tre Castagni e Racalmuto del ’63 e ‘64, tra devozione popolare ed ebbrezza profana - tratte dal primo libro “Feste religiose in Sicilia”, con la prefazione di Leonardo Sciascia - e gli scatti del reportage realizzato nell’88 nel villaggio di Kami, in Bolivia, a 3500 metri di altezza, tra i volti scavati e gli sguardi di ossidiana dei discendenti degli indios.

Toscani

In mostra anche un’immagine-shock di Oliviero Toscani: si tratta della discussa “Anorexia”, scattata per la campagna 2007 contro l’anoressia di un noto marchio di abbigliamento per ragazze. Isabella Caro esibisce i suoi 31 chili di pelle e ossa per sollevare il velo sul tema dei disturbi del comportamento alimentare.

Luca Campigotto. Chicago, 2007, Stampa inkjet su Baryta Archival Paper, cm 110x145. Collezione dell’autore © Luca Campigotto

Le parole del Presidente della Provincia Giovanni Avanti

«La Provincia di Palermo accoglie la grande fotografia italiana per una mostra che si annuncia come un grande evento culturale, per il pregio dei maestri che espongono le loro opere e per l’eterogeneità dei temi e dei soggetti trattati. La mostra di Palazzo S.Elia vuole essere la testimonianza autentica del grande interesse e dell’attenzione che la fotografia di altissima qualità riscuote nel pubblico, ma rappresenta anche la strategia culturale della Provincia di Palermo, che intende offrire alla fruizione generale quanto di meglio vi sia nel panorama artistico, nella consapevolezza che la crescita economica e lo sviluppo del territorio non possano prescindere dalla loro integrazione con una crescita culturale dell’intera comunità.

La prestigiosa sede museale di via Maqueda, mette a disposizione di autori, curatori e pubblico gli splendidi saloni affrescati del Settecento, ma li proietta in una dimensione assolutamente contemporanea, in un affascinate gioco di ‘contrasti’, che non toglie nulla alla bellezza degli interni, ma anzi la rinnova».

Scheda tecnica

  • La Camera dello sguardo
    fino al 21 marzo 2010
  • Curatore:
    Achille Bonito Oliva
  • Palazzo S.Elia
    Palermo, via Maqueda 81
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 9-13 e 16-19.30; lun chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    edito da Peliti Associati, illustrato bilingue, con testo critico di Achille Bonito Oliva
  • Uffici stampa:
    Civita
    Barbara Izzo
    Tel. (+39) 06 692050220
    izzo@civita.it

    Provincia Regionale di Palermo
    Tel. (+39) 091 6628933/8936/8835
    stampa@provincia.palermo.it
  • Info:
    Tel. (+39) 091 8887767 (mar-ven, ore 9-14)
    segreteria@civitasicilia.it
    Civita
    Provincia di Palermo

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