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Julius Evola: “Five o'clock tea”, 1917 ca. olio su tela, cm 95x90. Musei Civici, Brescia

FUTURISMO E DADA. DA MARINETTI A TZARA

Mantova e l’Europa, nel segno dell’Avanguardia. In mostra alla Casa del Mantegna

a cura di Valentina Redditi, il 14/12/2009

Futurismo e Dadaismo a confronto, in quella Mantova di inizio ‘900 che più di ogni altra città italiana seppe alimentarne i fermenti culturali. È questa la stimolante prospettiva offerta dalla mostra inaugurata ieri alla Casa del Mantegna, che, a cent’anni dalla pubblicazione del celebre Manifesto e a 76 dalla storica Esposizione Futurista di Palazzo
Ducale, indaga i due movimenti evidenziandone analogie e divergenze.

L’esposizione – intitolata “Futurismo e Dada. Da Marinetti a Tzara. Mantova e l’Europa, nel segno dell’Avanguardia” – dà conto per la prima volta del ruolo svolto dalla città di Virgilio durante quella fertile stagione culturale, indagando una situazione all’apparenza provinciale, locale, ma che in realtà ebbe collegamenti a volte molto forti con le avanguardie italiana ed europee.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2010 ed è curata da Melania Gazzotti e Anna Villari. Ne è promotore l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Mantova, in collaborazione con la Fondazione Banca Agricola Mantovana.

Nonostante la rottura, numerosi furono i punti di contatto fra i due movimenti

Primo Conti: “Baci italiani”, 1919 collage su cartone, cm 24,5x18,3. Fondazione Primo Conti, Fiesole

Futurismo e Dadaismo, dunque: analogie e divergenze. Soprattutto queste ultime, dato che Futurismo e Dada intrapresero, ideologicamente, strade diverse dal momento che Dada ancor più drasticamente si poneva in contrasto con la società e con le tradizioni, fino a voler fare tabula rasa di tutte le regole che fino allora avevano codificato la creazione artistica.

Ma anche se si arrivò a una rottura tra futuristi e dadaisti, numerosi furono gli elementi comuni e le occasioni di scambio: lo spirito dissacrante, le serate provocatorie e irriverenti, la volontà di “rivoluzione tipografica”, l’uso massiccio dei mezzi di comunicazione e delle riviste, la commistione tra generi tradizionalmente separati.

Il ruolo di Mantova nella storia di Futursimo e Dadaismo

Mantova, rispetto alla storia dei due movimenti, ha un ruolo in qualche modo particolare, unico. La città fu, infatti, sede di uno dibattito intellettuale condotto per “organi di stampa”: da un lato le riviste edite da Somenzi (che fu anche il principale promotore della grande mostra futurista tenutasi a Palazzo Ducale nel 1933), che diventeranno il vero e proprio organo di stampa del movimento marinettiano, e quelle pubblicate da Fiozzi e Cantarelli: “Procellaria” (1917-1920) e l’unica testata dadaista italiana, “Bleu” (1920-1921), realizzata in collaborazione con Julius Evola.
Intorno a queste fucine di pensiero conversero intellettuali di valore e artisti, in primis lo stesso Marinetti.

Quando “La Gazzetta di Mantova” arrivò prima di “Le Figaro”

È l’8 febbraio del 1909 quando, in anticipo di qualche giorno rispetto alla sua pubblicazione ufficiale su “Le Figaro”, appare su “La Gazzetta di Mantova” il primo manifesto del Futurismo, firmato da Filippo Tommaso Marinetti.

Alessandro Bruschetti: “Il fulmine”, 1932 olio su tela, 110x91 cm. Carisbo

A partire da quella data, il movimento futurista si afferma prepotentemente sulla ribalta internazionale della cultura e dell’attualità, con le sue proposte di rinnovamento totale nell’ambito della letteratura, della musica, del teatro, della grafica, di ogni campo del pensiero e del vivere. Una poetica diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, grazie proprio ai manifesti, alle serate sperimentali e provocatorie, e all'intensissima attività editoriale ed espositiva.

Mantova viene investita in pieno dal ciclone futurista, con serate, conferenze, mostre e con la costituzione nel 1916 di un gruppo futurista, che sarà attivo fino al 1941, del quale fecero parte Gino Cantarelli, Giovanni Cenna, Emiliano Diobelli, Aldo Fiozzi, Otello Rebecchi e Mino Somenzi.

Tra le loro esperienze collettive e individuali – Somenzi ad esempio, prima di diventare giornalista di spicco, fu a Fiume con Gabriele d’Annunzio - grande peso ebbe il rapporto di scambio e confronto con altri gruppi d’avanguardia europei: primo tra tutti il gruppo Dada, appunto, al quale li accomunò la predilezione per l’uso della parola, della poesia e del segno come principale forma espressiva.

Opere, documenti inediti e pubblicazioni in mostra alla Casa del Mantegna

L’importante mostra a Casa del Mantegna rievoca questa intensa pagina di storia e d’arte e lo fa riunendo importanti opere di pittura e grafica del primo e secondo Futurismo (da Marinetti fino a Balla, Boccioni, Bragaglia, Cangiullo, Carrà, Conti, Depero e Munari), i cui temi vennero fatti propri dagli artisti mantovani.

Francesco Cangiullo: “Piedigrotta: parole in libertà”, Edizioni futuriste di “Poesia”, Milano 1916 (copertina dell’autore). Milano, Centro Apice

Oltre a queste, libri, periodici, lettere, fotografie, filmati, le riviste edite da Somenzi, quelle pubblicate da Fiozzi e Cantarelli: “Procellaria” e, come già indicato, l’unica testata dadaista italiana, “Bleu”.

A questi materiali sono affiancati documenti inediti degli stessi Fiozzi, Cantarelli, Somenzi e Evola e opere dei protagonisti del Dada internazionale quali Marcel Duchamp (con il famoso Apolinère Enameled), Francis Picabia, Man Ray, Kurt Schwitters e di Tristan Tzara, instancabile organizzatore del movimento.

    Scheda Tecnica

  • “Futurismo e Dada. Da Marinetti a Tzara. Mantova e l’Europa, nel segno dell’Avanguardia”
    dal 13 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010
  • Curatore:
    Melania Gazzotti, Anna Villari
  • Casa del Mantegna
    Mantova, via Acerbi 47
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-13 e 15-18
  • Biglietti:
    Intero € 5; ridotto € 3
  • Catalogo:
    Silvana Editoriale
  • Info:
    La mostra si può prenotare gratuitamente telefonando allo (+39) 0376 432432, tutti i giorni ore 8.30-17
    Previsti percorsi didattici differenziati per fasce scolastiche da prenotare al 0376 432432. Il costo del percorso didattico con laboratorio è € 3 a scolaro da pagare all’operatore didattico.

    Casa del Mantegna
    Turismo Mantova
    Provincia di Mantova

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