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Federico Romero Bayter, “Madrugada”, olio su tela, 110x130, 2009

L’ALBA DI FEDERICO ROMERO BAYTER

“Amaneceres. De Bayter” è il titolo dell’ultima personale di Federico Romero Bayter; un viaggio per immagini attraverso le città a lui più care

di Luca Maffeo, il 24/11/2009

Nel cuore della signorile Piacenza, ad un passo dal centro dove Piazza Cavalli converge su Via Calzolai, al 24, un giovane artista espone i propri lavori, coinvolgenti e curiosi, nella sala della galleria nuovospazio, piccola bottega che ospiterà la mostra fino al prossimo 12 dicembre 2009.
Al sorgere del sole, quando la luce discreta del primo mattino si fonde con l’oscurità e la notte è in procinto di andar via, lì nascono le città di Federico Romero Bayter (Santa Fè De Bogotà, 1981). Me lo immagino in bicicletta o a piedi passeggiare con il taccuino da disegno per le strade e il porto di Genova, la sua città, come a Venezia e Stoccolma. La penna graffiante le pagine del blocco dibujando la madrugada: l’alba di un paesaggio che si svela pian piano davanti agli occhi meravigliati del pittore.

Il disegno fondamento del dipingere

Federico Romero Bayter, “Amanecer nordico N.1”, olio su tela, 150x200, 2009

In un’atmosfera quasi monocroma e intrisa di luce, il tratto rapido e graffiante del disegno la fa da padrone, perché Romero Bayter è innanzitutto disegnatore. Incisioni di colore che danno forma, tracciano pezzo per pezzo la trama cittadina, sia che si tratti di Stoccolma, di Venezia o del cantiere navale tante volte visto a Genova. Non costruzioni, ma immagini fresche e spontanee; una visione essenziale, stupita e colta nell’istante creativo, fatta di-segni e velature. «Il disegno è la struttura», mi dice in uno dei colloqui che abbiamo avuto, «la pittura – invece – è come se fosse la pelle, ne completa l’anatomia».
Arte del disegno e arte del dipingere si fondono e sostengono l’unità del quadro, dalla quale nemmeno lo spettatore è escluso ma partecipe, catturato dal bagliore della luce e dalle profonde trasparenze, fino alla tela a tratti ancora vergine. Squarci di luce tra la nebbia mattutina. Ecco la Madrugada (2009), forse il quadro più diretto, quello che «funziona meglio. Dopo averlo guardato non potevo toccarlo ancora», dice Federico, un dipinto senza bisogno di troppi ritocchi, dove le campiture si fanno larghe e la freschezza del disegno suggestiva, rivelando l’insieme del momento in cui una nave salpa dal porto.

La città «emergente»

Federico Romero Bayter, “Nocturno veneciano”, olio su tela, 150x200, 2009

Immagini possibili – “progetti” li chiama, «come se disegnasse qualcosa che ancora non esiste» (V. Cwalinski, in Dibujos y Pinturas, febbraio 2009) – città che emergono, affermano il loro esistere. Osservando un quadro di Romero Bayter si ha l’impressione di stare di fronte a disegni in essere, nel pieno del loro divenire e formarsi. Forse un’affinità giacomettiana, del Giacometti dopo il surrealismo, quando gli risultava così difficile eseguire una testa, un volto o un corpo, fosse scultura o tela dipinta. Ma certamente non opere incomplete, o forse tale incompletezza era lo stimolo alla ricerca, una spina nel fianco dura da estrarre, difficile da risolvere che, tuttavia, Bayter vive positivamente; testualmente: «la trasformo in curiosità verso ciò che mi circonda». A questo mi rimandano dipinti quali Amanecer Nordico N1 (2009): una visione marina all’alba, tra lo svelarsi e il rivelarsi di un paesaggio al risveglio, quando la luce del sole è ancora troppo fioca per marcare ogni particolare. Qui comincia il giovane Federico, cosciente che «rappresentare l’essenza delle cose non coincide con la realtà visiva» ma piuttosto con la loro visione d’insieme: l’unità del quadro.

La creazione dell’istante

Momenti, istanti catturati nel presente. Molto poco separa Bayter dalla pittura in loco (in passato avrebbero detto en plein air), «problemi legati alla dimensione delle tele», senza la presunzione di volere catturare il tutto, “il reale”, ma frammenti di esso segnati sui taccuini. La fotografia quando c’è è «solo un pretesto per conoscere e comprendere di più il luogo», mi dice, perché i suoi quadri non sono copie, non sono riproduzioni, ma momenti di esso. Tagli diagonali, alte prospettive (Nocturno Veneciano, 2009), profonde velature contribuiscono a leggere il quadro come “parte di”, come qualcosa di non finito all’interno della cornice, ma che continua, esce dai limiti fisici della tela. Sono opere dall’ampio respiro, che lasciano intuire un oltre.
Tuttavia si tratta di una pittura e di un disegno – non c’è differenza – volti a captare l’unità sostanziale di quel frammento, l’essenza di un paesaggio all’alba della sua creazione.

    Scheda Tecnica

  • Federico Romero Bayter. “Amaneceres.De Bayter”
    fino al 12 dicembre 2009
  • Curatore:
    Emanuele Beluffi
  • nuovospazio artecontemporanea
    Piacenza, Via Calzolai 24
  • Orario di apertura:
    lun-sab, ore 10-12.30 e 16-19.30; giovedì pomeriggio e domenica su appuntamento
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    “Federico Romero Bayter (Amaneceres. De Bayter)”, Pubblicato da galleria nuovospazio artecontemporanea, Piacenza, 2009 (a cura di Emanuele Beluffi)
  • Info:
    galleria nuovospazio artecontemporanea
    Tel. 0523 321922
    Cell. 347 4096538
    nuovospazio@alice.it

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