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R.Cahen, “Paysages/Passage”, 1996. Videoinstallazione mutevole, particolare. Foto C. Nisticò

ROBERT CAHEN. Passaggi - Video-installazioni 1979-2008

In collaborazione con il Lucca Film Festival, la Fondazione Ragghianti ospita un insieme di videoinstallazioni di Robert Cahen mai presentato in Europa

di Cristina Nisticò, il 27/11/2009

Fino al 10 gennaio 2010, nella elegante e accogliente sede della Fondazione Ragghianti di Lucca, viene presentata al pubblico “Robert Cahen. Passaggi. Video-installazioni 1979-2008”, la mostra che presenta per la prima volta in Europa, con un allestimento elegante e fruibile, le videoinstallazioni dell’artista nel loro complesso.

La mostra di Lucca e i temi chiave nei lavori di Cahen

La mostra raccoglie tutti i concetti e i temi chiave del suo lavoro: la rarefazione, il passaggio, la mobilità e l’immobilità, i rallentamenti e le accelerazioni, il tempo sospeso dell’immagine elettronica, il viaggio, l’ironia, il colore reale ed elettronico, l’intravisto, il paesaggio e il rapporto che lo lega all’essere umano, la sinestesia, l’altro da sé. Il concetto del viaggio è ben rappresentato da un video che Cahen gira nella capitale dello Yemen e che realizza con Thierry Maury: “Sanaa, passages en noir” del 2007. Un altro concetto-chiave nel lavoro di Cahen, il silenzio come suono che accoglie tutti gli altri, è riscontrabile in “Françoise en memoire” del 2008, una videoinstallazione composta da una doppia proiezione, una su schermo e una a terra dove tra le parole proiettate sul pavimento vi è proprio “silence”. Un’altra videoinstallazione afona avvolge lo spettatore con tre proiezioni indipendenti ma complementari: “Le cercle” del 2005 “Tombe” del 1997 e “Tombe (avec les mots)” del 2000.

1- Robert Cahen, “Sanaa, passages en noir”, 2007. Videoinstallazione, colore, sonoro, 7'7’’

Video-installazioni venute dal passato

In questa mostra, Cahen ripropone in una nuova veste e con dei nuovi significati alcuni suoi video. “Horizontales Couleurs” del 1979 rappresenta in questa mostra l’inizio del percorso artistico dell’artista. La mostra propone uno dei video più interessanti, e perché no belli, della storia del video d’arte “Voyage d’hiver” ma in versione installativa: “Paysages d’Hiver”.
Il giorno dopo l’inaugurazione, Cahen ci racconta il nuovo lavoro: “Ci sono due immagini e non più una, le avvicino in una certa angolazione, in una certa maniera di vederle, dove l’una completa l’altra in tale modo che esse non scorrono, non sono doppie ma si seguono”.
In “Voyage d’hiver” e ora anche in “Paysages d’hiver”, il colore predominante è il bianco assoluto del paesaggio dell’Antartico, che riporta al lavoro di Nam June Paik “Zen for Film”.
“Sept visions” (1995-1997) è una videoinstallazione composta da 7 monitor inseriti in casse di legno appese al soffitto. Cahen scompone qui le “sette fuggevoli visioni” riprese in Cina e montate nel suo precedente video del 1995. Vi è un’altra videoinstallazione che ci riporta al passato della storia dell’arte, un’evoluzione dei tondi rinascimentali: “Attention ça tournè”, uno schermo rotante con videoproiezione circolare del 2008.

R. Cahen, “Sept visions”, 1995-1997. Videoinstallazione, particolare, monitor interno alla cassa di legno. Foto C. Nisticò

“Suaire”, una videoinstallazione interattiva

“Suaire” del 1997 è una videoinstallazione che invita il pubblico a produrre il “suono mancante” camminando sul cerchio di ghiaia posto sotto al tessuto su cui è proiettato il video e dove appare e scompare lentamente, in perfetto stile caheniano, il viso di una donna.

“Paysages/Passage”, l’estetica del monitor

“Paysages/Passage” del 1997 ci riporta alle origini del video d’arte e all’estetica del monitor di W. Vostell, N. J. Paik, G. Schum, B. Naumam. Di “Paysages/Passage” lo stesso Cahen dichiara: “Il flusso visivo è in costante scivolamento. Quanto al suono, sembra respirare secondo un ritmo più o meno adeguato con la velocità dello scorrimento delle immagini”.

“Traverses”, la nebbia che vela e svela

R. Cahen, “Sept visions”, 1995-1997. Videoinstallazione, particolare, interno alla cassa di legno con monitor. Foto C. Nisticò

“Traverses” del 2002 è un’altra incantevole videoinstallazione senza sonoro. Una parete bianca, luminosa, da cui, sempre in perfetto stile caheniano, appaiono dal fondo delle figure immerse in una coltre di nebbia. Quest’opera ne ricorda un’altra di Bill Viola: “The Crossing” del 1996. Ma sono più evidenti le differenze che le somiglianze. Nel video sonoro di Viola si un suo alter ego che affronta fuoco e fiamme, cascate imponenti di acqua, senza dimostrare alcun cenno di paura, sicuro di sé come un marine che cammina sicuro tra le bombe, un’icona americana. In Cahen invece le figure sono disorientate ma serene, si avvicinano dallo sfondo con lentezza, ci guardano e ci cercano tra la nebbia e noi cerchiamo loro.

“Il respiro del tempo” + 8 video di Cahen, in libreria

Prima di lasciare lo spazio espositivo si può gustare “Cartes postales vidéo”, la serie dei mini video realizzati dall’artista tra il 1984 e il 1986. Estratti da questa serie imperdibile sono raccolti nel DVD allegato al libro di Sandra Lischi “Il respiro del tempo. Cinema e video di Robert Cahen”. Questo testo, giunto alla sua III edizione, scritto da colei che ha “scoperto” Cahen, documenta il suo percorso artistico inserendolo nel contesto più ampio della storia dell’arte elettronica, della produzione indipendente e del suo incontro con le istituzioni.

R. Cahen, “Sept visions”, 1995-1997. Videoinstallazione, particolare, monitor interno alla cassa di legno. Foto C. Nisticò

Cahen al Lucca Film Festival

Il Lucca Film Festival, affrontando da sempre gli apparenti contrasti tra cinema d’essai, sperimentale e mainstream nella più ampia categoria dell’opera d’arte, dedica quest’anno a Cahen molte delle proiezioni in programma. “Sur le Quai” del 1978, “Karine” del 1976, “Arret sur Marche” del 1979 e “Rodin/Fragments”, un documentario del 1990 che rappresenta una delle attività di Cahen che ha dedicato buona parte del suo lavoro alla documentazione delle opere di altri artisti rinnovando profondamente il genere documentario.

Breve biografia di Robert Cahen

Robert Cahen è uno degli autori più noti e importanti nel panorama della ricerca video internazionale. Realizzando oltre settanta opere dal 1973 a oggi: film, film fotografici, video, videoinstallazioni. Nasce a Valence in Francia nel 1945, cresce in Alsazia, e si diploma a Parigi al Conservatoire National Supérieur de Musique nel 1971 con classe di Pierre Schaeffer. Come Nam June Paik, Steina Vasulka e Bill Viola, Cahen proviene infatti dall'esperienza musicale e trasferisce all’immagine le sperimentazioni tecniche e linguistiche della scuola della musica concreta.

Sala espositiva, Fond. Ragghianti. A sinistra “Sept visions”, 1995-1997, videoinstallazione. In fondo “Paysages/Passage” 1996, videoinstallazione mutevole. Foto C. Nisticò

I suoi lavori, oltre che presentati in festival e manifestazioni artistiche, sono stati spesso trasmessi da reti televisive, in Francia e nel mondo. Gli sono stati dedicati innumerevoli omaggi e retrospettive in tutto il mondo e molte sue opere sono state acquisite da musei, archivi e collezioni. Dagli anni novanta si dedica alle videoinstallazioni. Artista della Galleria Lucien Schweitzer, vive a Mulhouse in Alsazia.

Nota copyright: le foto di “C. Nisticò” (Cristina Nisticò) sono di pubblico dominio. Esse possono essere utilizzate liberamente, a condizione che ne venga citata l'autrice.

    Scheda Tecnica

  • “Robert Cahen. Passaggi. Video-installazioni 1979-2008”
    fino al 10 gennaio 2010
  • Curatore:
    Sandra Lischi
  • Fondazione Centro studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti
    Lucca, Via San Micheletto 3 (Complesso monumentale di San Micheletto)
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 10-13 e 15-19; lun-dom chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Organizzazione:
    Fond. Ragghianti in collaborazione con Lucca Film Festival, con il sostegno di Frac Alsace (Fonds Régional d'Art Contemporain) e dell’Instituto Francese di Firenze
  • Catalogo:
    “Robert Cahen. Passaggi. Video-installazioni 1979-2008”; a cura di Sandra Lischi; testi di Sandra Lischi, Rudolf Frieling, Marco Maria Gazzano, Jean-Paul Fargier,
    Stefan Mroczkowski; Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull'arte, Lucca, 2009
  • Info:
    Fondazione Centro studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti
    Tel. (+39) 0583 467205- Fax (+39) 0583 490325
    info@fondazioneragghianti.it

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