Q » Queer, Riot

Riot Queer (foto da sito web galleria Fabrica Fluxus, Bari)

Queer, Riot

a cura di Redazione, il 13/11/2009

Ai personaggi di Riot Queer basta un'espressione, una postura o un dettaglio per vomitarti addosso tutta la loro personalitÓ. Hanno divorato e digerito la componente tragica dell'esistenza umana per poi espellerla con la sfrontatezza e l'immediatezza di chi ha poco da perdere. Sono grotteschi, disperati, autoironici. Tragicamente umani. Surreali, ma pi¨ reali della gente reale. Uomini senza cuore o senza emozioni, gole sgozzate vissute con indifferenza, scheletri, croci cliniche, sangue, cicatrici, freaks, pin up con frangetta d'ordinanza che ti strizzano l'occhio, ti mostrano il loro tatuaggio, si mascherano per te. Posano su uno sfondo di strisce colorate, provenienti dall'orizzonte invisibile di un tunnel. Si impongono egocentrici davanti alla tua faccia, ti puntano contro i loro occhi enormi e ti denudano.

Immaginari underground e movimenti culturali sotterranei

Riot Queer nasce a Roma nel 1982. Appena si diploma all'Accademia di Arti Multimediali inizia il suo percorso artistico di illustratore e grafico. Si distacca subito dall'accademia e dalla tecnica fine a se stessa per esplorare immaginari underground e movimenti culturali sotterranei, indipendenti, in divenire. Nel 2004 gestisce un'associazione culturale cyberpunk, presto terreno fertile per movimenti underground romani. All'interno dell'associazione organizza diverse mostre, fino a creare, nel 2005, il movimento Punk Surrealism, un collettivo di cui aumentano presto membri, spazi e modi espressivi. Il Punk Surrealism nasce come opposizione all'americano Pop Surrealism, preferendo i circuiti indipendenti ai contesti di avanguardia costruita a tavolino e alle gallerie tradizionali; le idee e gli stili personali, ai materiali pregiati.

Tra il 2006 e il 2007 crea loghi e illustrazioni su t-shirt e locandine per gruppi punk, hardcore e rockabilly italiani e per band punk californiane con alcune etichette indipendenti di Los Angeles. Die Sister Die e Lorena and the Bobbits sono solo due esempi. Realizza diverse illustrazioni per il libro "Erotica XXX Art", in collaborazione con Coniglio Editore, collabora come illustratore con numerose fanzine italiane e autoproduce con Sicks la fanzine "Psychozine".

L'odore del feticismo

Quando guardi i suoi quadri e le sue illustrazioni assimili il suo immaginario punk. Sfogli fumetti indipendenti americani, vedi film splatter e B-movies, ascolti Punk 77. Senti la presenza dell'horror punk e di Riot grrrl. L'odore del feticismo. Respiri l'arte messicana e la sua concezione della morte come rito di passaggio da celebrare, lontana dall'approccio occidentale, tendente a censure vissute con sofferenza. Ma soprattutto, a guardare quello che fa Riot Queer apprendi l'arte del tatuaggio. Soprattutto stile America anni '50.

Riot Queer, Geisha

I tatuaggi: seducente sintesi tra inchiostro, sangue, dolore e vanitÓ

Tra i suoi numerosi contributi nel mondo del tattoo, Riot Queer disegna la locandina per la Tattoo Convention di Roma del 2008 e rilascia una lunga intervista alla rivista "Tattoo Dimension". Per lui i tatuaggi sono una seducente sintesi tra inchiostro, sangue, dolore e vanitÓ, ma soprattutto sono la sua memoria, le polaroid pi¨ importanti della sua vita stampate su di sÚ. Per questo il suo corpo e quello dei suoi personaggi ne sono pieni. Per questo li disegna, fedele al suo stile, e la gente li porta in giro sul suo corpo, come Squeaky delle Faboulous Disaster (San Francisco) che si Ŕ fatta tatuare un intero braccio con i suoi disegni.

I personaggi di Riot Queer

I personaggi dei quadri e delle illustrazioni di Riot Queer li puoi trovare dovunque. In varie gallerie d'arte di Roma e alle serate di musica punk, hardcore o elettronica. Ai meeting d'editoria indipendente come "Crack Fumetti Dirompenti" e alla True Hate Art Gallery de La Rochelle, in Francia. Nell'illustrazione di "Otto the zombie", l'ultimo film di Bruce Labruce, e nelle locandine dello storico locale "Wild at heart", a Berlino. Nelle serate di musica elettronica e nei centri sociali, e poi alla MF Gallery di New York. I suoi personaggi li trovi persino alla GridGallery, la galleria d'arte di Second Life: il 26 febbraio 2007 loro erano lý, alla mostra "Se vi pare che questo mondo sia brutto", insieme ai lavori di altri venti artisti, appartenenti al mondo della grafica e vicini a quello della rete.

Che vivano nel mondo reale o virtuale, in Italia o a Berlino, appesi in una galleria di New York o tatuati su un corpo, i personaggi di Riot Queer mantengono sempre lo stesso atteggiamento. Quello di chi non crede nella salvezza e si trova a proprio agio nella dannazione.

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader