Special » CARAVAGGIO? L’enigma dei due San Francesco

"S. Francesco in meditazione". Olio su tela - 1606 – 1609, Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Roma, Carpineto Romano Provenienza: Chiesa S. Pietro Apostolo, collocazione: Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini (Roma)

CARAVAGGIO? L’enigma dei due San Francesco

A Varese una mostra sulle tecniche di attribuzione dell’autenticità dei dipinti

a cura di David Bernacchioni, il 04/11/2009

Saranno due dipinti raffiguranti entrambi “San Francesco in meditazione” – di proprietà del Ministero dell’Interno, che ne ha concesso il prestito – il nucleo della mostra “Caravaggio? L’enigma dei due San Francesco”, in apertura sabato 7 novembre 2009 al Castello di Masnago di Varese. Opera doppia, ovvero due tavole assolutamente identiche ad un primo sguardo che però celano un segreto, un mistero, un enigma che finora gli esperti non sono riusciti ancora a svelare.

I dipinti al centro di una controversia tra critici d’arte e studiosi

Restaurati qualche anno fa, i due dipinti sono al centro di un’attuale controversia fra critici d’arte e autorevoli studiosi che sostengono, con motivazioni scientifiche parimenti fondate, tesi diverse sull’autenticità dell’uno o dell’altro a cui si aggiungono ipotesi di attribuzione ad un pittore di scuola caravaggesca.

Gli interrogativi che pone la mostra

Dove sta allora il vero? E soprattutto: e’ possibile arrivare ad accertare senza dubbio alcuno l’autenticità di dipinti così antichi, spesso sottoposti più volte a restauri e a lavori che ne hanno alterato la forma originale? Cosa rende così difficile, il cammino per raggiungere il verdetto definitivo? Qual è l’attendibilità degli strumenti a disposizione della scienza per l’attribuzione dell’autenticità di un’opera pittorica? Possono le nuove tecnologie dare un contributo dirimente?

Questi sono gli interrogativi posti dalla mostra prendendo quale lussuoso “pretesto” i due magnifici “San Francesco in meditazione”, entrambi conservati a Roma ed entrambi di proprietà del Ministero dell’Interno, che ne ha concesso il prestito.

Un taglio didattico per, l’esposizione ideata da Ruggero Dimiccoli

La mostra, ideata da Ruggero Dimiccoli, ha taglio didattico e illustrerà con materiali multimediali, filmati di restauri, fotografie, testi e videointerviste a restauratori, le differenze stilistiche tra i dipinti; la “biografia” delle tele; le tecniche di indagine e di restauro; le modalità e gli strumenti che gli esperti utilizzano per l’attribuzione dell’autenticità delle opere.

Il contributo degli allievi delle scuole di restauro

In due sale del Castello allievi delle Scuole di Restauro mostreranno al pubblico “dal vivo”, in una sorta di laboratorio aperto, le tecniche descritte nel percorso espositivo. Sarà proiettato inoltre lo sceneggiato sulla vita di Caravaggio recentemente realizzato dalla RAI e interpretato da Alessio Boni.

Al Castello di Masnago analizzato anche un altro caso di attribuzione incerta

La mostra presenta un altro interessante caso di attribuzione incerta, con lo scopo, tra altro, di contribuire al dibattito intorno a questioni in parte tuttora aperte che riguardano i “doppi” e le numerose copie esistenti di dipinti del Caravaggio: dal Ragazzo morso da un ramarro di cui l’originale è conservato a Firenze alla Fondazione Longhi e la copia di un allievo alla National Gallery di Londra; alla Cena di Emmaus, di cui esistono due esemplari attribuiti entrambi a Caravaggio ma che risalgono a due momenti diversi; all’Incoronazione di Spine, di cui ci sono addirittura tre versioni tutte attribuite alla mano del maestro; per arrivare infine al caso eclatante della Cattura di Cristo - di cui esistono ben dodici copie- conservato alla National Gallery of Ireland, più volte messo in discussione e dichiarato autentico solo nel 1990.

S. Francesco in meditazione. Olio su tela - 1606 – 1609. Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Roma, S. Maria Immacolata Concezione a via Veneto

Le parole di Attilio Fontana, sindaco di Varese

«Il pregio di questa iniziativa è quello di proporre al largo pubblico una mostra didattica e non didascalica, un percorso originale per aprire orizzonti nuovi. L’obiettivo è quello di facilitare l’accesso al maggior numero di persone alla conoscenza del nostro straordinario patrimonio artistico stimolando interessi culturali. Altro motivo di soddisfazione è la strettissima sinergia tra pubblico e privato che ha reso possibile questa mostra, che ha avuto il sostegno di aziende d’eccellenza che credono nell’arte e nella cultura».

La mostra è stata realizzata da Sogecom con il contributo di A2A, Finmeccanica, Poste Italiane, Ina Assitalia e con la collaborazione del Comune di Varese.

Le “biografie” dei dipinti

I due dipinti hanno biografie diverse. La prima, San Francesco in Meditazione, era custodita dalla Chiesa dei Padri Cappuccini in Roma. La seconda tela, il cosiddetto doppio, venne ritrovata nel 1968 da Luisa Brugnoli nella Chiesa di San Pietro di Carpineto romano. Attualmente il San Francesco di Carpineto è in deposito anch’esso presso la Galleria d’Arte antica di Palazzo Barberini, e la tela è di proprietà del Ministero dell’Interno, FEC, Fondo Edifici di Culto. Di fronte al ritrovamento di tale doppio, nacque subito il dibattito circa l’autenticità dell’una o dell’altra tela. Quale, infatti, è frutto senza ogni ombra di dubbio della mano del Maestro lombardo, il Caravaggio, e quale invece non è forse opera di imitatori, o dei cosiddetti caravaggisti?

Il restauro parallelo dei due quadri

E’ questa la storia didattica e affascinante che viene proposta ai visitatori della Mostra di Varese.
Il restauro parallelo dei due quadri, grazie allo studio delle tecniche esecutive dei dipinti e ai documenti della Chiesa di Carpineto e le sue vicende costruttive, e grazie anche alle analisi radiografiche e stratigrafiche, ha consentito agli esperti di identificare nell’originale il quadro di Carpineto scoperto nel ’68 mentre, in quello della Chiesa di Roma, una copia di uno stretto seguace seicentesco di Caravaggio (studio della Dott.ssa Rossella Vodret).

Alla studiosa Brugnoli già erano apparsi originali alcuni tratti stilistici dell’opera di Carpineto (i cosiddetti “pentimenti”) mentre le analisi scientifiche hanno confermato altri importanti elementi, come una prima versione della mano del Santo e addirittura una prima versione di tutta la figura del Santo, più piccolina della seconda e definitiva che oggi ammiriamo nella tela. Moltissime altre sono le differenze stilistiche tra i due dipinti, che verranno più dettagliatamente spiegate nel pannello didattico, dai rapporti luce ombra, ai rapporti spaziali fra i singoli elementi del dipinto, il tratto e le pennellate. Controverso invece è il dibattito circa la datazione certa dell’opera.

Scheda tecnica

  • CARAVAGGIO? L’enigma dei due San Francesco
    Mostra sulle tecniche di attribuzione dell’autenticità dei dipinti

    dal 7 novembre 2009 al 10 gennaio 2010
    Inaugurazione: sabato 7 novembre, ore 18
  • Civico Museo D'Arte Moderna e Contemporanea
    Castello di Masnago

    Varese, via Cola di Rienzo 42
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 9.30-12.30 e 14-17.30; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 4; ridotto € 3; scolaresche € 1
  • Ufficio stampa:
    Delos
    Tel. (+39) 02 8052151
    delosmi@tin.it
  • Info e prenotazioni:
    Tel. (+39) 0332 820409
    musei.masnago@comune.varese.it
    didattica.masnago@comune.varese.it

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