Special » SPECIAL / I temi della mostra su Chagall

Marc Chagall, Saint Jean Cap-Ferrat, 1949 © by SIAE 2009

SPECIAL / I temi della mostra su Chagall

Creatività e genialità al centro dell'esposizione toscana

a cura di Redazione, il 08/10/2009

Nizza e la Costa Azzurra

Chagall scoprì il Mediterraneo già nei primi anni Venti, quand’era appena arrivato in Francia. Se già Parigi aveva sconvolto la sua visione del mondo e la sua tavolozza, il Mediterraneo rappresentò per lui una sorta di rinascita artistica, in cui la magia dei colori finisce per dominare lo spazio, trasformando le opere in superfici luminose dove il colore diviene autonomo, trascinando con sé le figure e i personaggi che lo popolano.

“…avevo l’impressione che se restavo ancora a Vitebsk mi sarei coperto di peli e di muschio.”
“Sto molto bene con voi tutti. Ma...avete sentito parlare delle tradizioni, di Aix, del pittore che si tagliò l’orecchio, di cubi, di quadrati, di Parigi? Vitebsk, ti abbandono. Restate soli con le vostre aringhe!”

Dopo l’esilio americano degli anni della guerra e la tragica fine della moglie Bella, Chagall troverà nel sud della Francia una nuova patria e un nuovo amore.
La ritrovata gioia di vivere mescolata allo stupore per il sole e la luce del Mediterraneo trasformeranno le sue opere in un inno alla felicità e alla vita che lo consacreranno come uno dei più creativi artisti del Novecento.

Gerusalemme e la Palestina

Nel 1931, Marc Chagall si reca in Palestina. È un viaggio alla ricerca delle radici della sua esistenza di ebreo russo. In mostra le opere della Palestina verranno esposte accanto alle tavole della Bibbia realizzate per l’editore Tériade, nell’unica copia acquerellata donata alla figlia. Tra i grandi dipinti degli ultimi anni, oltre ai soggetti biblici verranno esposte alcune immagini della crocifissione del Cristo vestito in panni ebraici, a simboleggiare nella sua figura l’unicità dell’umanità sofferente.

La scoperta della Grecia

Marc Chagall, Le cirque rouge, 1956-1960 © by SIAE 2009

Nel 1954 l’editore Tériade, di origine greca, chiede a Chagall di illustrare la storia dell’amore fanciullo di Dafni e Cloe. Lo invita nella sua casa di Mitilene dove, a contatto con l’atmosfera e la cultura dell’antichità classica, Chagall sembra sprofondare ulteriormente nella luce e nei colori del Mediterraneo.

Il lavoro intrapreso dall’artista in quarantadue litografie dura quasi quattro anni. Egli deve prima di tutto familiarizzare col testo, opera tipica di un genere letterario, il racconto pastorale, che si sviluppa in periodo ellenistico in seno al mondo antico.

Dafni e Cloe

Il successo di Dafni e Cloe fu esemplare. Esso si deve al genio di Chagall che si è calato interamente nella trama della storia, e alla sua umiltà, al suo rispetto dello spirito di un testo e di un luogo. L’artista, che non conosceva la Grecia, vi si reca accompagnato dalla sua seconda moglie, Valentina – Vava – nell’estate del 1952. Visita Atene, Delfi, il luogo impregnato di tutta la magia antica, e l’isola di Poros.

Un mondo estraneo alla sua cultura gli si rivela e ne rimane sconvolto. La bellezza dei paesaggi nobili e dolci, la qualità eccezionale di una luce che non manca di ricordargli quella della Palestina, lo commuovono e lo ispirano.
Diverse gouache in mostra testimoniano quell’attitudine a compenetrarsi con lo spirito segreto di un sito, con la sua identità poetica, che è propria dell’artista.

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader

Articoli correlati

a cura di Redazione, il 08/10/2009

Chagall e il Mediterraneo

Le sale di Palazzo Blu ospiteranno fino al 31 gennaio 2010 un importante e significativa esposizione di Chagall dal titolo Chagall e il Mediterraneo. Una mostra dedicata alla la luce, ai colori e al paesaggio del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano, dalla Francia, alla Grecia, alla...