Cronaca » Capolavori di Andrea Mantegna negati alla mostra di Vittorio Sgarbi

Capolavori di Andrea Mantegna negati alla mostra di Vittorio Sgarbi

di Bernd Noack, il 24/08/2006

Vittorio Sgarbi, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni dell’anniversario del V centenario dalla morte di Andrea Mantegna, è infuriato: due capolavori, Il Cristo morto, conservato alla Pinacoteca di Brera a Milano, e il San Sebastiano della Ca’ d’Oro a Venezia, non saranno visibili nella grande retrospettiva organizzata nei prossimi mesi in contemporanea nelle città di Mantova, Padova e Verona.
“Non è possibile che un’opera sia in buone condizioni 4 anni fa e venga prestata proprio a Mantova, e adesso sia ‘malata’. Qualcuno dice delle menzogne. Prestiamo le truppe al Libano, ma non i quadri a noi stessi” questo il commento tagliente che Vittorio Sgarbi ha rilasciato al Corriere della Sera.
Coinvolto anche Francesco Rutelli, Ministro dei Beni Culturali, che però ha deciso di non intervenire in merito, lasciando la decisione ai musei e ai restauratori responsabili, che hanno giudicato le opere non in grado di essere trasportate.
Una mostra senza i due capolavori di Andrea Mantegna, secondo Vittorio Sgarbi, significherebbe 200 mila visitatori in meno, con un mancato incasso di circa 600 mila euro. Per la pinacoteca di Brera c’è anche un secondo motivo per il no al prestito, che ha spiegato, sempre al Corriere della Sera, Carla Di Francesco, direttrice regionale dei Beni culturali della Lombardia: “Oltre al Cristo morto ci avevano chiesto contemporaneamente di prestare lo Sposalizio della Vergine di Raffaello a Roma. Ma ve lo immaginate il visitatore che entra a Brera a settembre e non trova nessuna delle due opere? Ormai è diventato un cliché. Prima non si dice nulla, a dieci giorni dalla mostra si chiede l’intervento del ministro”.Giusto che i musei debbano pensare ai loro incassi. Ma è opinione di chi scrive, che, almeno in occasioni del genere, si possa e si debba fare un po’ di più. Per la cultura italiana e di chi, soprattutto, ne beneficia. Ovvero migliaia di visitatori che non avranno il tempo di attendere altri 500 anni. Semplice, ma ragionevole.

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