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Luigi Russolo. Mobiletto

Russolo, Luigi

a cura di Redazione, il 17/07/2009

Luigi Russolo nasce il primo maggio 1885 a Portogruaro. Si trasferisce, al seguito della famiglia, a Milano nel 1901. Le sue esperienze di apprendistato artistico gli forniscono un’ottima conoscenza delle tecniche che egli mette a frutto nell’attività incisoria, iniziata nel 1906 e che presto, tra il 1909 e il 1910, gli dà un certo successo. Questa produzione è intervallata da una primissima produzione pittorica già di notevole qualità.

Protagonista del movimento Futurista

Nel 1910 aderisce al futurismo come firmatario dei manifesti della pittura e come partecipante al movimento, da protagonista assoluto, attraverso mostre di pittura nazionali e internazionali, serate e pubblicazioni teoriche. Datano fino al 1913 i suoi più importanti dipinti futuristi. Proprio al 1913 risale la decisione di dedicarsi ad un’ulteriore forma di creatività: l’arte dei rumori. Russolo diviene dunque teorico e sperimentatore di questa nuova forma d’espressività futurista attraverso la creazione di strumenti, gli intonarumori, atti a produrre i più svariati rumori, la composizione di brani di musica rumorista e la creazione di un’intera orchestra di strumenti.

Buona parte degli anni dieci e venti, contrassegnati dall’amara parentesi della guerra, sono dedicati, pur con frequenti ed interessanti ritorni all’amata pittura (con applicazioni anche nel campo della decorazione e del design di mobilia), al perfezionamento dei suoi strumenti, applicati talvolta a forme di spettacolo sperimentale futurista.

L'attenzionde verso i diversi ambiti della spiritualità e della filosofia

All’inizio del quarto decennio si registra l’attenzione di Russolo, che diviene ben presto prioritaria, a diversi ambiti della spiritualità e della filosofia: yoga, filosofia orientale, sonnambulismo, magnetismo, sdoppiamento del corpo. Queste e altre tematiche sono raccolte in un trattato filosofico, Al di là della materia, edito nel 1938; contestualmente egli si impegna in una produzione visiva di carattere figurativo, composta da più di cento dipinti e più di altrettanti disegni, in cui prevale la quiete dell’animo pacificato dell’artista-filosofo.
Russolo muore a Cerro di Laveno, luogo che aveva da tempo eletto a sua dimora, il 4 febbraio 1947.

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