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Mario Sironi, Montagne, olio su tela

OMAGGIO A SIRONI

A Porcia (Pn) un’iniziativa benefica con tredici lavori del grande maestro del Novecento esposte insieme alle opere di altri dieci artisti

di Giovanni Cozzarizza, il 18/05/2009

S’intitola “Mario Sironi e dieci artisti per la Solidarietà”, la mostra ospitata dal 20 maggio 2009 al “Casello Di Guardia”, sede museale del comune di Porcia (PN). Con il Patrocinio e il sostegno del Lions Club Pordenone Naonis e l’Assessorato alla Cultura, la rassegna - a cura di Giovanni Cozzarizza, Renzo Spadotto e Alessandra Santin - allinea 13 opere di Sironi (1885-1961) e altrettante di artisti che, con il dono di un loro lavoro, sostengono il “Progetto Adolescenza: Corso per insegnanti sul tema del bullismo”, e il “Progetto internazionale Sigh First: lotta alla cecità prevenibile”.

Gli artisti che accompagnano Sironi

Con il grande maestro espongono Loris Cordenos, Roberto Dolso, Paolo Del Giudice, Ado Furlanetto, Mimmo Mirabile, Paola Baronetto, Gianni Pignat, Arrigo Poz, Sergio Romano, Massimiliana Sonego.

“Montagne”, opera di elevatissima qualità

Benché non sia una mostra grande, questa può essere considerata senz’altro una (piccola) grande mostra. Si evidenzia, infatti, il valore di tutte le opere, tra cui il magnifico olio su tela “Montagne”. Di elevatissima qualità, esso si inserisce nel filone di quei soggetti caratterizzati da una visione apocalittica dell’universo, con figure semplificate e segnate da memorie paesaggistiche aspre, con cupe rade e prati verdi sotto cieli di metallo, quasi reliquari della natura e della storia.

In mostra anche tre lavori inediti di Sironi

Si vuole, però, richiamare l’attenzione sui tre disegni a china, biacca e matita, che sono vere rarità dal punto di vista storico-documentale.
Essi hanno un valore che trascende quello artistico perché costituiscono straordinarie testimonianze di come Sironi, con caustica ironia, accentuata dal segno sicuro, continuo e veloce, riusciva a sintetizzare il momento storico dell’epoca. Sono lavori inediti, quelli che si possono ammirare, che a prescindere dalle ridotte dimensioni e dalla “povertà” della tecnica esecutiva, costituiscono dei piccoli capolavori nel loro genere.

Mario Sironi, Scultore e modella

Le illustrazioni sironiane

Va ricordato, infatti, che sono proprio gli originali di quelli pubblicati sul “Popolo d’Italia” tra il gennaio e il maggio ‘22 (come si può accertare dalle pagine di quel quotidiano recuperate con fatica, grazie alla collaborazione di Marco Menato direttore della Biblioteca Isontina di Gorizia). Le illustrazioni sironiane, di feroce satira, non sempre erano collegate a precisi articoli: alcune più semplicemente si riferivano ad avvenimenti di politica generale, al periodo, ai personaggi dell’epoca.

Un eloquente rappresentazione dell’impegno politico di Sironi

Spesso erano spietate denunce degli aspetti più negativi del tempo. Quelle esposte, in particolare, rappresentano un raro esempio d’ impegno politico di uno dei più grandi artisti del Novecento, l’unico a svolgere l’attività di disegnatore in modo continuo, facendo del disegno una delle primordiali manifestazioni dell’arte.

Dopo l’ostracismo che lo ha riguardato negli anni seguenti la guerra, il ruolo di Sironi può essere riletto ora, con distacco dagli eventi politici, e con maggiore serenità di giudizio. Egli ha lanciato anche nel disegno uno stile che per l’efficacia estetica e sintetica, condizionerà la grafica pubblicitaria ed illustrativa dei tempi seguenti.

Mario Sironi, grande protagonista del ‘900

Sironi, aderisce inizialmente al Futurismo, più tardi converge verso temi metafisici, trattati in maniera personalissima, con figure scandite nei vigorosi chiaroscuri. In seguito è uno dei fondatori di “Novecento Italiano”, movimento sviluppatosi durante il “Ventennio” che raccolse un gruppo d’artisti che intendevano superare gli anni avventurosi delle molte avanguardie d’inizio secolo. Egli, in particolare si prefigge di orientare la sua arte verso una rivisitazione meditata ed originale del classicismo greco e romano, con un occhio alle ombre e ai chiaroscuri di Caravaggio.

“…pittura coscienziosa fino allo scrupolo”

Margherita Sarfatti, raffinata intellettuale, delinea così la poetica del Gruppo: “Limpidità della forma e compostezza nelle concezioni, nulla d’eccessivo, pittura coscienziosa fino allo scrupolo”. Sironi con il patrocinio della Sarfatti che lo definisce “il Michelangelo dei disegnatori”, collabora senza tregua come disegnatore al “Popolo d’Italia” e si impegna nella pittura murale delle principali sedi pubbliche del periodo (Università, Gallerie, Teatri). Fino alla fine della seconda guerra mondiale espone nelle principali capitali dell’arte europea e partecipa alle Biennali di Venezia e alle Triennali di Roma e Milano.

Così Picasso su Sironi: “il più interessante pittore italiano"

Conclusa la lunga parentesi che aveva visto l’artista impegnato fra arte, politica, burocrazia, architettura e illustrazione, continuerà sino alla morte nell’esclusivo impegno di artista puro. Nel maggio ‘60 la Galleria Schwarz di Milano allestisce un’importante mostra di Picasso e Sironi. L’artista spagnolo, infatti, aveva sempre tenuto Sironi in somma considerazione, definendolo un "il più interessante pittore italiano".

Nel '60, alla XXX Biennale, sono presentate otto opere che costituiscono una selezione del periodo futurista. Nel maggio ‘61, infine, gli è attribuito il Premio Città di Milano, che è l’ultimo omaggio al grande artista, che muore il 13 agosto.

Scheda tecnica

  • Mario Sironi e dieci artisti per la Solidarietà
    dal 20 maggio all’8 giugno 2009
  • Curatore:
    Giovanni Cozzarizza
  • Casello di Guardia
    Porcia (Pn), via De Pellegrini 4
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-12 e 16-19
  • Catalogo:
    Edizioni Comune Porcia
  • Info:
    Tel. (+39) 0434 596920

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a cura di Redazione, il 18/02/2008

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